I classici nel tempo. Da Shakespeare a Austen passando per l’IA
Incontri culturali
Al via i peer seminar di 'Storie che cambiano', il progetto Uniba di public engagement sulla trasmissione dei classici nel tempo, a cura della prof.ssa Franca Dellarosa. Questo primo incontro affronta la questione centrale del significato di "classico" e come le opere del passato continuano ad essere riscritte, tradotte, adattate e riformulate. Il confronto si muoverà lungo un arco che va da Shakespeare alle più recenti applicazioni dell’intelligenza artificiale. Il seminario rappresenta un'occasione di approfondimento aperta al pubblico, includendo analisi dei processi di “rimediazione” e una riflessione sulle pratiche di riscrittura tramite intelligenza artificiale.
Al via i peer seminar di "Storie che cambiano", il progetto Uniba di public engagement sulla trasmissione dei classici nel tempo, a cura della prof.ssa Franca Dellarosa.
A maggio il festival su "Austen scrittrice 'sovversiva'"
Partono venerdì 20 febbraio, alle ore 15.00 nel Palazzo di Lingue dell'Università degli Studi di Bari (Via Michele Garruba 6, Bari) i peer seminars dedicati a Jane Austen nel tempo. Tre incontri che si inseriscono nel percorso di “Storie che cambiano”, il progetto di public engagement promosso dal Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica che culminerà il prossimo 14 e 15 maggio con il festival su "Austen scrittrice 'sovversiva'".
Il progetto "Storie che cambiano" nasce con un obiettivo chiaro: interrogare la trasmissione dei classici nel tempo, mettendo in dialogo tradizione e contemporaneità, testo e media, ricerca accademica e società civile. Per questa prima edizione, organizzata dal Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica di Uniba e coordinato scientificamente dalla prof.ssa Franca Dellarosa, il focus è incentrato sulla rilettura della fondamentale autrice inglese, con l'obiettivo di superare stereotipi consolidati per restituirne la complessità culturale, politica e letteraria.
In questo composito progetto multimediale – che prevede anche podcast, gruppi di lettura, una mostra e una serrata attività di coinvolgimento social – i peer seminars “Austen nel tempo” rappresentano un'occasione di approfondimento aperta al pubblico.
Questi tre incontri iniziano il 20 febbraio con l'appuntamento "I classici nel tempo. Da Shakespeare a Austen passando per l’IA", che inaugura il percorso affrontando una questione centrale: che cosa significa oggi parlare di “classico” e in che modo le opere del passato continuano a essere riscritte, tradotte, adattate e riformulate. Il confronto si muoverà lungo un arco che va da Shakespeare alle più recenti applicazioni dell’intelligenza artificiale e a introdurre e moderare sarà la prof.ssa Alessandra Squeo. Alessia Cisternino, con l’intervento "Remediating the Classics", analizzerà i processi di “rimediazione” attraverso cui i testi canonici migrano da un medium all’altro — dal libro al cinema, dalla serialità televisiva al web — trasformando forme narrative e modalità di fruizione. Il caso Austen si rivela esemplare per comprendere come un’opera possa rigenerarsi nel tempo senza perdere la propria forza identitaria. Elisabetta Ostuni, con "AI under Investigation. Re-generating Stories with Jane Austen", proporrà invece una riflessione sulle pratiche di riscrittura e generazione automatica dei testi tramite intelligenza artificiale. L’intervento affronterà questioni centrali quali le implicazioni critiche, etiche e filologiche che emergono dalla ridefinizione dell'IA del concetto stesso di autorialità e canone.
Giovedì 26 febbraio, alle ore 15.40 in Aula 8 a Palazzo Lingue, il percorso prosegue con l’incontro “Regency England: frivolezza e impegno nel mondo di Austen”, introdotto e moderato dalla prof.ssa Franca Dellarosa e dalla dott.ssa Carlotta Susca. Il seminario mette a fuoco il contesto storico e culturale dell’Inghilterra della Reggenza, andando oltre l’immagine di un’epoca elegante e mondana per evidenziarne le tensioni politiche e sociali. Alessia Tricasi analizzerà il ruolo della moda nell’universo austeniano, mostrando come abiti e codici del corpo diventino strumenti narrativi e indicatori di appartenenza sociale, mentre Luisa Piscitelli rileggerà Mansfield Park alla luce del dibattito abolizionista, facendo emergere le implicazioni imperiali e coloniali che attraversano il romanzo .
Giovedì 5 marzo, alle ore 14.00 in Aula 11, l’attenzione si sposta invece sulla ricezione novecentesca con “Intertextualities: Kipling, Woolf e Austen”, introdotto e moderato dalla prof.ssa Maristella Gatto, in collaborazione con il Centro Interuniversitario di Ricerca “Forme e Scritture della Modernità (CIRM)”. L’incontro approfondisce il dialogo tra Austen e la modernità letteraria: Désirée Russo analizzerà The Janeites di Rudyard Kipling, riflettendo sul valore identitario e consolatorio della lettura di Austen durante la Prima guerra mondiale, mentre Maria Giulia Laddago metterà in relazione Austen e Virginia Woolf, evidenziando come la scrittrice modernista abbia contribuito a ridefinire criticamente il ruolo di Austen nel canone.
Un progetto transmediale verso il Festival
I peer seminars rappresentano una delle tappe di un percorso più ampio che culminerà nel festival multimediale del 14-15 maggio 2026. Il progetto prevede infatti:
• Un podcast in sei puntate, una per ciascun romanzo di Jane Austen, dedicate alla rilettura critica e alla ricezione contemporanea;
• Gruppi di lettura, tre incontri su opere di Jane Austen e testi derivati (riscritture, fan fiction, studi critici);
• Mostra bibliografica in biblioteca, con esposizione di pubblicazioni a tema Austen;
• Campagna social “Austen POP” – From Jane A to Gen Z, comprendente contenuti Instagram pensati per avvicinare la Generazione Z alla scrittrice, valorizzandone attualità e dimensione transmediale.
“Storie che cambiano” si propone come uno spazio di confronto intergenerazionale e interdisciplinare, in cui Jane Austen emerge non come autrice confinata in un immaginario sentimentale e convenzionale, ma come voce capace di interrogare le strutture sociali, i rapporti di potere, le dinamiche economiche e le trasformazioni dei media. Un progetto che mette al centro il classico come organismo vivo: non reliquia del passato, ma laboratorio critico per comprendere il presente.
|
Bari
Palazzo Fizzarotti
Corso Vittorio Emanuele II
ore 15:00
ingresso a pagamento
Info. 3403394708
|
| |
|
|
letto
41 volte