Festival della Valle d'Itria - À la cour d'Anjou
Concerti
Teatri e auditorium
36° FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA
Martina Franca, 15 luglio - 4 agosto 2010
À la cour d'Anjou
Continua l’omaggio del Festival della Valle d’Itria per i settecento anni della città.
Mercoledì 28 luglio, nel Chiostro di San Domenico, andrà in scena À La Cour D'anjou (Siècles XIII – XV) spettacolo di musica e teatro sul Jeu de Robin et Marion di Adam de la Halle, in collaborazione con il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce.
È possibile che primi interpreti di questa vivace piece in lingua d’oil, inventata da Adam de la Halle attorno al 1280, siano stati proprio dame e cavalieri della corte francese di Napoli, dove un celebre troviere francesce, forse Bossu (gobbo era il suo soprannome) si era trasferito al seguito dei conti d’Artois e d’Angiò.
La pastorella Marion non sa che farsene dei raffinati doni con cui il cavalier Aubert cerca di sedurla, perché ella ama Robin. E quest’ultimo la sposerà, non senza prima aver ballato vivaci estampies e condotto giochi salaci con gli amici, fra lazzi e motti grossolani.
Del frizzante jeau de Robin et Marion (originariamente costruito in dieci scene, per circa 750 versi a rima baciata), si propone qui una gustosa sintesi e reinvenzione: infatti, accanto alle musiche usate dal troviere di Arras per inframezzare la sua celebre ‘commedia’ (semplici ballades e rondeaux, funzionali ad estemporanee varianti coll’accompagnamento degli strumenti medievali citati nel jeu stesso), figurano altri brani, anche di tono solenne e di tecnica complessa, composti da autori del Tre e Quattrocento.
Il confronto fra tradizione italiana e francese sollecitato nel Sud Italia da re e principi angioini (che a Napoli come nelle corti satelliti della Puglia amarono ospitare, lungo tutto il Trecento, cantores, pulsatores viole, organorum o salteriorum, nactarii et tubatores), è poi evidente nell’opera tanto di Antonello da Caserta, quanto di Antonius Zachara da Teramo.
Del primo autore si offrono una ballade a tre voci su testo poetico e nello stile subtilior di Guillaume de Machaut, Beautè parfaite, caratterizzata da melismi alla voce superiore con accompagnamento strumentale di tenore e contratenore, ed una ballata a due voci in più arioso stile ‘toscano’, Più chiar che’l sol, caratterizzata da una polimetria musicale che segue passo passo figure poetiche tanto languorose quanto delicate.
Del secondo autore, si propone, in più stretto legame col Marion et Robin ‘napoletano’, la ballata Ciaramella me dolze ciaramella, ove il suono della cornamusa, più volte menzionata nello stesso jeu di Adam de la Halle per tratteggiare al meglio il festoso ambiente rurale, viene ora evocato anche tramite un particolare abbrivio ritmico e un insistito procedimento armonico per quarte e quinte. Una vivace richiesta d’amore si avanza anche nell’anonimo Contre le temps, per cui una donna malmaritata reclama francamente il diritto di fare all’amore col suo dolce amico, nel tripudio della bella stagione, perché non c’è alcuna colpa a volersi bene così.
Infine, una giocosa eco della tradizione musicale promossa dal ramo napoletano degli Angiò, si può avvertire anche nella chanson doppia Petite camusette, composta dopo il 1470 dal maestro fiammingo Johannes Ockeghem, proprio evocando l’ormai secolare amore dei pastorelli Robin et Marion.
Ne deriva una sorta di omaggio estremo a quel fertile crogiuolo di tradizioni diverse, ora auliche e tecnicamente ardite, ora popolareggianti e giocosamente ariose, che proprio nelle corti meridionali degli Angiò aveva trovato caratteristica e luminosa manifestazione.
Mercoledì 28 luglio
Ore 21.00
nel Chiostro di San Domenico
Martina Franca (Taranto)
Info e prenotazioni:
0804805100 - 080 4800117