Venerdì 13 marzo 2026 alle ore 18.15
presso l'Ass.ne Culturale Il PENSATOIO,
in Via Mazzini, 21 - Martina Franca (TA)
Presentazione del libro "La Forza del Male" di Aldo Carotenuto
Vi sono delle grandi immagini primordiali, tramandate dalla letteratura e dall'arte, ma anche dal folklore popolare e dai sogni, che assumono le vesti di veri e propri "miti". Delle storie nelle quali ognuno di noi può cogliere un percorso conoscitivo e intuire una parabola esistenziale. Faust è sicuramente una figura che possiede siffatte caratteristiche; quasi fosse una metafora del nostro peregrinare esistenziale, l'immagine dell'anelito che ci spinge oltre l'apparenza, l'allegoria dell'anima che nel tormento del sapere si muove e si dibatte. Sprezzante dell'ombra e dell'oscurità; anzi consapevole del loro ruolo ineludibile e del loro fascino sontuoso. Perché solo nel buio e nella luce, nella loro coesistenza, è rintracciabile la penombra della verità.
1. La "Felix Culpa": Il peccato come motore del destino
Uno dei concetti più forti del libro è l'idea che l'essere umano debba necessariamente "sporcarsi le mani" con la vita.
La stasi del bene: Una vita dedicata esclusivamente alla virtù e all'obbedienza alle regole sociali è, per Carotenuto, una vita psicologicamente morta.
La rottura: Il "male" (inteso come trasgressione, errore o tradimento delle aspettative altrui) è l'evento che spezza l'equilibrio infantile e costringe l'individuo a nascere come soggetto autonomo. Senza questa "forza", rimarremmo per sempre figli sottomessi.
2. L'integrazione degli opposti
Carotenuto attinge alla visione alchemica di Jung per spiegare che la psiche cerca costantemente la totalità, non la perfezione.
La totalità è sporca: La psiche completa include fango e luce.
Il rischio della rimozione: Se cerchiamo di essere "solo buoni", la nostra parte oscura si organizza nell'ombra e può esplodere in forme di violenza incontrollata o in sintomi psicosomatici e depressione.
L'ascolto del sintomo: Carotenuto suggerisce che il nostro "male" interiore (l'angoscia, l'invidia, l'odio) ci sta parlando. Invece di metterlo a tacere, dovremmo chiederci: "Quale verità su di me sta cercando di emergere attraverso questo dolore?"
3. Il Male nelle relazioni: Il Tradimento
Questo è uno dei temi più celebri dell'autore. Carotenuto sostiene che il tradimento è una tappa inevitabile della crescita.
Tradire un genitore, un maestro o un partner non è solo un atto crudele, ma spesso l'unico modo per differenziarsi e non lasciarsi annullare dall'altro.
Accettare la propria capacità di fare del male (di deludere o ferire) è il segno della maturità: significa uscire dall'illusione di essere "angeli" per accettare la propria umanità limitata e fallibile.
4. La creatività come "riparazione"
C'è un legame profondo tra la forza del male e l'arte. Carotenuto osserva che molti grandi artisti hanno attinto dal proprio abisso per creare bellezza.
La creatività non nasce dal benessere, ma dal conflitto.
È il tentativo della psiche di dare un senso al caos e alla distruttività interiore. La forza che potrebbe distruggerci viene "canalizzata" e trasformata in un'opera o in un nuovo modo di vivere.
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