Festival della Valle d'Itria: Alle - Psallite cum - Luya
Classica e Lirica
Concerti
ALLE – PSALLITE CUM – LUYA:
MUSICA SACRA AL TEMPO DELLA FONDAZIONE DI MARTINA FRANCA
Attraverso la musica sacra il Festival della Valle d’Itria ripercorre la storia della città a settecento anni dalla fondazione.
Giovedì sera nella Chiesa del Carmine di Martina Franca, ore 21, sarà eseguito il concerto Alle – Psallite Cum – Luya: musica sacra al tempo della fondazione di Martina Franca, in collaborazione con il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce.
La dominazione angioina lasciò un segno indelebile anche nella storia religiosa del meridione d’Italia. Nel culto di S. Martino, a cui è dedicata la sequenza Gaude, Sion, quae diem recolis, si congiungono l’antica devozione locale, testimoniata dalla toponomastica che intitolava al vescovo di Tour il colle su cui sorgerà Martina Franca, e quella regia. La sequenza Liberalis manus Dei, strettamente legata alla tradizione francese, fa riferimento alla festa della traslazione a Sens della reliquia della santa Corona al cospetto di Luigi IX, il santo, zio di Carlo II. Tale festa trovò accoglienza in Terra di Bari e Terra d’Otranto grazie anche ai domenicani. L’antifona Tecum fuit principium, primo canto dell’Ufficio di Roberto il Saggio, proviene da un codice francescano del secolo XV, custodito a Nardò (Archivio Storico Vescovile).
Se antifone e sequenze ben rappresentano il repertorio sacro più tradizionale, tra XIII e XIV secolo, si affermarono anche nella musica sacra tecniche e forme inedite che promanavano soprattutto da Avignone, ma non disdegnavano suggestioni di sapore profano. Particolarissimo è il repertorio dei canti devozionali tramandati dal Libre vermell di Montserrat, il famoso monastero benedettino, meta di grandi pellegrinaggi per tutto il medioevo, centro culturale di rilievo in cui convergevano influenze italiane e francesi. L’anonimo estensore del codice spiega che la funzione di brani come O virgo splendens, Stella splendens, Mariam matrem sia quella di fornire ai pellegrini da cantare o danzare durante le veglie presso il santuario. Si riferiscono alla polifonia di Notre Dame il mottetto a tre voci Alle- psallite cum –luya, presente nel testimone più noto di quella tradizione, il codice Montpellier, e alcune delle composizioni del codice di Las Huelgas, legato all’omonimo monastero femminile, tra queste, in particolare, In hoc festo gratissimo, a due voci, attribuito a Johannes Roderici che sottoscrive, come autore o più probabilmente come copista, diverse carte del manoscritto.
Una delle novità più interessanti del secolo XIV è rappresentata dalla formazione dei cicli di Ordinarium missae: anonimi copisti trascrivono Kyrie, Gloria, Credo, Agnus Dei, Sanctus, Ite missa est, seguendo rigorosamente l’ordine liturgico e attingendo, per ciò che riguarda l’intonazione musicale, o alle innumerevoli melodie monodiche, citate con il titolo del relativo tropo, o alle più rare e nuove elaborazioni polifoniche. Le messe di Tournai, di Tolosa, di Parigi e di Barcellona sono i più antiche esempi di cicli di Ordinarium polifonici. Ciascun ciclo comprende composizioni eterogenee per fattura e origine. La più singolare è la messa di Barcellona in cui in ogni canto cambia il numero delle parti vocali e/o strumentali. Nel primo Quattrocento, infine, si diffonde la tendenza a citare nei canti dell’Ordinario frammenti di precedenti composizioni profane come avviene nel Credo “du village” di Antonio Zachara o nel Gloria di Antonio Romano, compositori italiani protagonisti dei mutamenti che coinvolgono la musica nel passaggio dal Medioevo al Rinascimento, quando nel Regno di Napoli si conclude l’egemonia angioina.
Giovedì 29 luglio
ore 21.00
Chiesa del Carmine
Martina Franca
Info: 0804800117