Il progetto espositivo, a cura di
Cristina Carriere e
Gianluca Marinelli, presenta le immagini fotografiche di
Sonia Martina e le opere pittoriche di
Alba Cobo in un’unica narrazione che mette in relazione linguaggi e sensibilità differenti. Fotografia e pittura dialogano senza gerarchie, costruendo una narrazione fluida e stratificata e invitando il visitatore a un attraversamento sensibile, dove lo sguardo si fa parte attiva di una ricerca continua e in divenire.
Al centro del progetto curatoriale c’è il corpo, inteso come territorio percorso da contraddizioni: luogo dove coesistono aspettative, memorie, trasformazioni. La mostra esplora le tensioni tra la dimensione sociale che stabilisce ruoli e confini e l’affermazione individuale che sposta gli equilibri, tra lo sguardo collettivo e il potere personale. La ricerca delle artiste rilegge immaginari ed evoca nuove visioni, stimolando interrogativi intorno a temi legati al dialogo tra corpo e natura, all’identità come processo lontano da definizioni univoche e alla pratica artistica, aprendosi alla complessità di molteplici prospettive.
È stato un luogo realmente esistente - il giardino di un’amica dell’artista Sonia Martina, nel Sud della Francia - a ispirare il titolo dell’esposizione. In senso metaforico, il giardino rappresenta uno spazio di soglia tra il domestico e il selvatico, dove l’azione creatrice umana incontra la forza naturale. In questo spazio le artiste hanno la libertà di entrare in contatto con entrambi i mondi e di mantenere uno sguardo libero e autonomo.
Visitabile fino al 16 maggio, la mostra rappresenta il secondo appuntamento del programma 2026 di Parati, contribuendo a delineare una linea curatoriale focalizzata sulle pratiche artistiche innovative e sulla sperimentazione. In questo contesto, lo spazio si conferma come una realtà dinamica, capace di intercettare le istanze più attuali dell’arte contemporanea e di proporle all’interno del vivace panorama culturale pugliese.
Alba Cobo (1994) è un’artista visiva la cui pratica pittorica si colloca all’intersezione tra corpo, coscienza e sfera simbolica. Attualmente risiede a Lecce, dove sviluppa il suo lavoro in uno studio condiviso, uno spazio artistico aperto concepito come luogo d’incontro, dialogo e scambio. Si è formata presso la Scuola d’Arte José Nogué (Jaén, Spagna) in illustrazione, è laureata in Belle Arti presso la Universitat Politècnica de València e ha conseguito un master in formazione come docente presso l’Università di Granada. Nel 2025 si trasferisce in Italia per ampliare il suo percorso artistico. A Lecce ha frequentato PIA, la Scuola Indipendente per Arti Visive e Studi Curatoriali. Il lavoro di Cobo è stato presentato in diverse esposizioni collettive in Spagna e Italia. Tra queste si segnala la sua partecipazione a Out of the Body Box (2025), nell’ex Convento degli Agostiniani di Lecce, così come ai Premi Alonso Cano dell’Università di Granada (2020). Le sue opere sono state esposte anche in spazi come la Galleria Ceferino Navarro (Granada) e in varie mostre legate alla Universitat Politècnica de València, come FEM o En procés. Nel corso della sua carriera ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il primo premio al concorso di pittura Premios de arte e investigación relacionados con el deporte della Universitat Politècnica de València (2018), e il terzo premio al V Certamen Internacional de Pintura Manuel Ángeles Ortiz (Jaén, 2020) oltre a varie selezioni in concorsi nazionali di pittura.
Sonia Martina (1981) è un’artista visiva e fotografa analogica sperimentale che vive e lavora nel Salento. Dopo anni trascorsi tra Roma e Berlino come truccatrice di effetti speciali per il cinema e la televisione, ha orientato la propria ricerca verso la fotografia, intesa come pratica materiale e processo di trasformazione. Lavora con pellicola e Polaroid, attraverso doppie esposizioni, sperimentazione in camera oscura, sviluppo ecologico al caffenol e tecniche di manipolazione e degrado dell’immagine, tra cui bagni alteranti, shock termici e interventi sull’emulsione. Al centro della sua ricerca emergono l'intimità, la fragilità, l'identità femminile e la memoria: l’immagine fotografica viene trattata come una superficie vulnerabile, attraversata dal tempo, fino a mettere in discussione la sua natura documentaria. Una volta innescato, il processo di alterazione diventa irreversibile e l’immagine continua a trasformarsi. Questo processo continuo rispecchia il suo modo di pensare immagini, corpi e memoria: mai stabili, mai definitivamente risolti. Ha studiato Arti e Scienze dello Spettacolo e ha conseguito una laurea magistrale con una tesi dedicata alla filosofia della fotografia. Il suo lavoro è stato pubblicato su riviste internazionali fotografiche, come FishEye Magazine, Aeonian Magazine, Visual Poetry Magazine, The Winter Book di Woofer Magazine e utilizzato per progetti editoriali e artwork musicali.
Nata a dicembre 2025,
PARATI è la nuova project room a Taranto dedicata alla ricerca artistica contemporanea, con un focus sugli artisti emergenti.
Il progetto è animato dall’artista e storico dell'arte Gianluca Marinelli, dal fotografo Angelo Greco e dalla curatrice Cristina Carriere. Parati fa parte del percorso di valorizzazione del territorio sostenuto da Coldiretti Taranto e Campagna Amica, che puntano a promuovere iniziative culturali e di aggregazione.
Web:
www.instagram.com/project.p...