CRISTO SECONDO OSCAR WILDE
“CRISTO SECONDO OSCAR WILDE”
da
“De Profundis” di Oscar Wilde
Lettura Scenica : Lino De Venuto
Performer: Ivan Coscia
Luci ,musiche e immagini: Pietro Matarrese
17 Aprile 2026 ore 19.30 SALA ODEGITRIA (presso cattedrale di Bari)
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Da tempo coltivo un rapporto privilegiato con gli epistolari (Gramsci, Kafka, Van Gogh, Poe, Nietzsche, Pasolini, Don Tonino Bello). Essi sono ricchi di analisi e di introspezione e posseggono, in molti casi, la qualità rara di essere spietatamente veri e di consegnarci l’autore nudo nell’anima e nel corpo. La mia esperienza umana ed artistica si è incentrata sulla dimensione del dolore e sul suo intimo legame con la ricerca, sempre sofferta, di una più autentica spiritualità. L’incontro con Wilde ed in particolare con l’uomo sensibilmente provato del De Profundis non è stato quindi casuale. Nella poetica di Wilde (1854-1900), il De Profundis, pubblicato in parte nel 1905, a cinque anni dalla morte, occupa un posto a sé stante. La lettera, indirizzata ma mai spedita, all’amico e compagno di vita Lord Alfred Douglas, chiamato affettuosamente Bosie, fu scritta tra gennaio e marzo del 1897 nel carcere di Reading dove lo scrittore irlandese scontava una condanna a due anni di lavori forzati per omosessualità (lavorava 6 ore al giorno ad un mulino a ruota o sfilacciava cordame per farne stoppa). Di fatto è la confessione di un’anima lacerata dalla prigione: in essa scorrono in sequenza la disperazione, il desiderio della morte, il sentimento potente di rivolta contro la società, la carità, la rassegnazione, l’umiltà, la pietà. Molto interessante è la dimensione religiosa, in particolare l’interpretazione di Wilde della persona di Gesù Cristo. Egli analizza, alla luce della sua concezione del mondo, la figura di Cristo e traccia un parallelo, ricorrente anche in altri autori, tra la vita di Cristo e quella del Poeta-Artista. Sotto l’influsso della Vie de Jesus di Renan e dei Vangeli, letti e approfonditi dalla esperienza dolorosa ed umiliante della detenzione, Wilde giunge ad elaborare una concezione del dolore che si contrappone nettamente a quella del piacere vissuta ed analizzata negli scritti precedenti. Estetismo superato? Fede autentica? Religione senza fede? Questi gli interrogativi che Wilde sofferente ci pone sulla figura di Cristo, sull’arte e sul dolore. In fondo, come egli stesso dice… “ognuno di noi, almeno una volta nella vita, cammina con Cristo verso Emmaus”.
Lino De Venuto
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Bari
Bari vecchia Cattedrale
ore 19:30
ingresso libero
Info. 3388286248 -3397403816
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