Arrivare a trent’anni di carriera artistica significa, per una realtà dall’identità così chiara e riconoscibile come Familie Flöz, confermare un percorso di ricerca e consolidamento, un mestiere del fare scenico che si riafferma di produzione in produzione. Tre decenni di costruzione attenta intorno al potenziale dell’effetto espressivo, della costruzione emotiva attraverso il gesto e attraverso quei volti/maschere talmente densi di potenziale comunicativo che appena indossati prendono vita.
La “Famiglia” internazionale, tra le più famose nel panorama del teatro contemporaneo di figura, incanta platee di ogni lingua e cultura con un teatro senza parole, capace di parlare direttamente al cuore dello spettatore attraverso il gesto, il ritmo e l’immagine.
In scena sabato 25 aprile alle ore 20.45 e in replica domenica 26 aprile alle 18.30 FINALE (un'ouverture), un’opera intensa con la regia di Hajo Schülerche che conferma la cifra poetica e visionaria del gruppo. Fondata a Berlino alla fine degli anni Novanta, la compagnia ha sviluppato un linguaggio unico che intreccia maschere, mimo, danza e drammaturgia visiva. I suoi spettacoli, costruiti con estrema precisione artigianale e sensibilità narrativa, si muovono tra comicità e malinconia, raccontando storie universali fatte di solitudine, desiderio, fallimento e speranza.
FINALE è la nuova, imperdibile, tappa di questo percorso artistico. Attraverso l’uso magistrale delle maschere, veri e propri volti dell’anima, Familie Flöz costruisce un racconto corale che accompagna lo spettatore in un flusso emotivo che alterna momenti di leggerezza a improvvise aperture di profondità.
Il linguaggio scenico della compagnia si conferma essenziale e potentissimo: nessuna parola, ma una straordinaria capacità di evocazione. La musica, i suoni, i movimenti e le luci costruiscono un universo sensoriale immersivo, in cui lo spettatore è chiamato a completare il significato attraverso la propria sensibilità.
Ma c'è un altro elemento centrale nel lavoro di Familie Flöz: il pubblico.
Nel loro nuovo spettacolo, tre piccoli universi emergono dal nulla. I personaggi di Flöz si dedicano alle loro preoccupazioni quotidiane e nascono tre storie, tenute insieme da un narratore, tanto muto quanto incomprensibile.
Il proprietario di un negozio notturno in città, che, fedele al motto “Non ti costa nulla”, fa di tutto per soddisfare le esigenze dei suoi clienti. Ma gestire la sua attività comporta un rischio personale. A poco a poco, la sua storia viene svelata.
La madre di un uomo è malata terminale, mandando la sua vita fuori strada. L'ospedale diventa il fulcro della sua crisi d'identità.
Una giovane donna cerca un senso alla vita rifugiandosi in armonia con la natura, ma il suo apparente idillio in una remota capanna nella foresta nasconde oscuri segreti.
Tre persone, ciascuna a un punto di svolta della propria vita. Tutto ciò che un tempo conoscevano sta crollando intorno a loro. Si stanno aprendo degli abissi.
Cosa li salverà?
In questi tre racconti si è infatti chiamati ad essere testimoni, sguardi attivi, che danno con la propria presenza forza e senso a ciò che avviene. Si è invitati a farsi esploratori dello spazio scenico e delle sue possibilità, della capacità trasformativa che l’azione, anche di fronte a un volto materialmente rigido, riesce a dare al corpo sulla scena.
Nel celebrare i propri 30 anni, Familie Flöz dà sfoggio di un virtuosismo tecnico altissimo, con una capacità ritmica della gestione scenica che lascia stupefatti. Ogni suono e ogni variazione luminosa sono perfettamente cronometrati e misurati, ogni trasformazione è capace di aprire spazi narrativi ed emotivi.
Assistere all’evoluzione di questo percorso artistico è, e resta, l’assistere ad una messa alla prova costante delle possibilità del teatro di figura, che non ha bisogno di parola, ma che abita la densità significativa del gesto e della rappresentazione.
Dopo 30 anni insieme, Familie Flöz dedica FINALE (un'ouverture) al proprio pubblico.
Web:
www.teatrokoreja.it