AL NUOVO TEATRO VERDI IL VIAGGIO POP-ROCK DI MUSIC PLANET Ci sono canzoni che attraversano il tempo e riportano con sé un volto, un luogo, una stagione della vita. La scuola di musica Music Planet presenta “Icon”, settimo appuntamento della rassegna “Verdi in Rock”, in programma al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi mercoledì 6 maggio con inizio alle ore 20.30. Biglietti disponibili al prezzo unico di 10 euro, online su rebrand.ly/IconStory e al botteghino del teatro, aperto dal lunedì al venerdì ore 11-13 e 17.30-19.30; il giorno dello spettacolo ore 11-13 e 19-20.30. “Icon” è un viaggio nella musica che ha fatto la storia, uno spettacolo pensato per attraversare epoche, stili e generazioni attraverso pezzi diventati simbolo di immaginari diversi. Sul palco salirà una big band composta da allievi e insegnanti di Music Planet, per due ore di musica dal vivo in cui formazione, esperienza e passione si incontrano in un progetto condiviso. Arrangiamenti, cambi di voce e incastri strumentali daranno alle canzoni un taglio nuovo, costruito sul gruppo e non sulla semplice imitazione degli originali. Il concerto nasce come omaggio agli artisti e alle canzoni che hanno lasciato un segno profondo nella cultura pop e rock, dagli anni Settanta a oggi. In scaletta una rilettura viva, pensata per trasformare ogni brano in un’occasione di racconto: il suono di un’epoca, la forza di una scrittura, l’identità di un artista. Allo stesso tempo, “Icon” porta sul palco il lavoro quotidiano di una scuola in cui tecnica, ascolto e disciplina dialogano con il desiderio di condividere la musica, dando spazio al talento degli allievi e all’esperienza dei docenti. A guidare il progetto saranno infatti i docenti di Music Planet: Tore Nobile, batteria e responsabile della scuola; Michele De Giacomo, pianoforte e canto; Simone Panzera, pianoforte; Andrea Panzera, batteria; Francesco Castrignano, batteria; Antonio Cantante, chitarra e basso; Noemi Castagnanova, voce. Il programma disegna una mappa ampia del rock e del pop internazionale e italiano. Si parte dalle atmosfere di “Losing My Religion”dei R.E.M., pezzo che ha portato il rock alternativo al grande pubblico con una scrittura essenziale e subito riconoscibile, per poi entrare nella sensibilità new wave di “Boys Don’t Cry” dei Cure, in cui fragilità e ritmo convivono con naturalezza. Con “Don’t Look Back in Anger”degli Oasis il concerto apre alla dimensione corale del britpop, fatta di melodie larghe e refrain da cantare insieme, mentre “Because the Night”, resa celebre da Patti Smith, porta in scena una tensione rock più fisica, diretta, costruita su energia e interpretazione. Il percorso prosegue con “Have You Ever Seen the Rain”dei Creedence Clearwater Revival, classico del rock americano capace di unire semplicità e malinconia. Da lì si passa alla forza scenica dei Queen con “Radio Ga Ga”, brano che trasforma il rapporto tra musica, radio e pubblico in un gesto collettivo, e alla sospensione emotiva di “With or Without You” degli U2, in cui voce e basso costruiscono una dichiarazione del rock contemporaneo. “Iris”dei Goo Goo Dolls aggiunge il lato più cinematografico della ballad rock anni Novanta, mentre “What’s Up”dei 4 Non Blondes porta a teatro una domanda generazionale diventata canto liberatorio. Con “Time Is Running Out” dei Muse il concerto entra in una dimensione più contemporanea, fatta di suono e potenza elettrica. “Message in a Bottle” dei Police richiama invece l’eleganza di una band capace di fondere rock, reggae e pop con una scrittura precisa e inconfondibile. Lo sguardo si sposta poi sulla musica italiana con “Il tempo di morire” di Lucio Battisti, canzone che conserva ancora oggi una forza narrativa essenziale, fatta di desiderio, urgenza e identità. “Beggin’”, nella versione dei Måneskin, segna il ponte tra storia e presente, riportando un classico internazionale dentro un linguaggio rock attuale. La parte finale attraversa altri territori sonori: “Enjoy the Silence” dei Depeche Mode porta l’elettronica d’autore dentro una forma pop elegante e profonda; “You’re So Vain” di Carly Simon restituisce il gusto sofisticato del cantautorato pop-rock degli anni Settanta; “NeverEnding Story” chiude idealmente il cerchio con una pagina di immaginario anni Ottanta, leggera e potente insieme, capace di parlare ancora a chi quella stagione l’ha vissuta e a chi l’ha scoperta dopo. “Icon” è un racconto musicale costruito da chi la musica la insegna, la studia e la vive ogni giorno. Nel foyer del Nuovo Teatro Verdi, Music Planet porta una comunità di musicisti che rivisita la storia pop e rock con energia e personalità. Un appuntamento pensato per cantare, ascoltare, riconoscersi e scoprire quanto certe canzoni continuino a parlare ancora oggi.
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