Io che amo solo te. Le Voci di Genova
Concerti
Un raffinato, denso racconto di una delle pagine più felici del cantautorato italiano di tutti i tempi: venerdì 8 maggio (ore 20:30 | ingresso 10 euro | info pugliaculture.it) il Chiostro del Palazzo di Città di Corato, nell’ambito della rassegna “Jazz in…canto – La forza della melodia”, inserita nella stagione La grammatica delle abitudini del Comune di Corato, in collaborazione con Puglia Culture, ospita la centesima replica di "Io che amo solo te. Le Voci di Genova". Il concerto|spettacolo è un progetto originale della cantante (qui anche voce recitante) Serena Spedicato con testi originali di Osvaldo Piliego e arrangiamenti del fisarmonicista Vince Abbracciante sul palco con Nando Di Modugno (chitarra classica) e Giorgio Vendola (contrabbasso).
La scuola di Genova è stato un luogo fatto di artisti straordinari ed amici che, negli anni ‘60, ha esplorato e cantato l’amore come mai prima. Luigi Tenco, Fabrizio De André, Gino Paoli, Sergio Endrigo, Umberto Bindi, Bruno Lauzi sono i protagonisti di questa storia, che narra di canzoni ed emozioni che hanno travolto l’Italia, ed il mondo intero, risuonando fino ad oggi. Io che amo solo te è uno spettacolo ed un concerto di teatro-canzone che racconta cantando, in un’elegante alternanza tra testi e riarrangiamenti originali, le storie e le vite che si celano dietro alcune tra le più belle canzoni d’Autore italiane di sempre. In scaletta "Ritornerai" e "Il tuo amore" di Bruno Lauzi, "Io che amo solo te" di Sergio Endrigo, "Il nostro concerto" e "La musica è finita" di Umberto Bindi, "Mi sono innamorato di te", "Un giorno dopo l'altro" e "Ho capito che ti amo" di Luigi Tenco, "Sassi", "Che cosa c'è" di Gino Paoli, "Bocca di rosa" e "Anime Salve" di Fabrizio De André. Un omaggio potente e commosso a Genova superba eppure ferita, “a una città e a un tempo del cuore … che in queste note e in queste parole hanno imparato l’amore”. Dallo spettacolo, per la regia di Riccardo Lanzarone, è nato anche l'omonimo libro/cd prodotto dall'etichetta salentina Dodicilune, distribuito da IRD e Believe.
In un lungo post sui social, Serena Spedicato ha chiarito il senso del progetto: «Il mio interesse non era “rifare” le canzoni della Scuola Genovese, ma capire cosa di quella stagione del cantautorato italiano potesse parlare ancora oggi, con una voce diversa. È da questa domanda che il progetto ha preso davvero forma». L’approdo alle cento repliche, sottolinea la cantante, «non riguarda soltanto un numero, ma la storia di un lavoro costruito concerto dopo concerto, palco dopo palco, attraversando luoghi, pubblici e ascolti differenti». Nel tempo, precisa, lo spettacolo «ha consolidato una forma di ricerca che appartiene da sempre al mio percorso artistico: quella monografica, intesa come necessità di approfondimento e come modo per indagare la canzone d’autore nella sua struttura più profonda, prima ancora che nel suo rivestimento. Rileggere la scuola di Genova», aggiunge, «ha significato entrare in una delle tradizioni più alte della musica italiana del Novecento. In quel movimento, italiano e insieme profondamente europeo nella sua tensione poetica, la canzone smette di essere semplice intrattenimento e diventa linguaggio, coscienza civile, interrogazione del reale». In quella stagione, ricorda l’artista, «convivono l’inquietudine dell’esistenzialismo francese, la poesia di Charles Baudelaire e Jacques Prévert, la lezione narrativa di Brassens, Brel e Ferré, e uno sguardo umano rivolto agli ultimi, agli irregolari, ai margini. È una canzone che nasce già adulta, già letteraria, già europea nel suo respiro. È una canzone che interroga, più che consolare». Forse è proprio questo, osserva Serena Spedicato, il motivo per cui Io che amo solo te… continua a essere richiesto: «Non per una semplice fortuna di programmazione, ma perché porta con sé una funzione che oggi si avverte sempre più urgente, quella divulgativa, culturale e fortemente letteraria della canzone d’autore». Questo percorso, conclude la cantante, «mi ha reso ancora più chiaro che, quando una ricerca riesce a restituire alla canzone il suo peso storico, la sua responsabilità poetica e la sua capacità di raccontare un Paese, allora smette di essere soltanto uno spettacolo e diventa uno spazio di riconoscimento collettivo. Credo che queste cento repliche nascano proprio da qui: da una costruzione paziente che ha accompagnato una crescita artistica per me decisiva, riportandomi continuamente alla necessità di cercare nella musica non l’ornamento, ma il senso. Perché la canzone, quando è necessaria, non si chiude nella sua forma. Continua, ostinatamente, a chiedere di essere riletta.
Serena Spedicato è una cantante eclettica e poliedrica con un’intensa attività concertistica in numerose formazioni jazz, corali e polifoniche e una lunga lista di incisioni tra le quali spiccano i due lavori discografici “The Shining of Things. Dedicated to David Sylvian" (Dodicilune, 2012) e "My Waits. Tom Waits Songbook" (Dodicilune, 2019). Scrittore e operatore culturale, tra i fondatori di CoolClub, agenzia di comunicazione e organizzazione di eventi, Osvaldo Piliego ha pubblicato i romanzi "Fino alla fine del giorno" (Lupo Editore, 2011), "La città verticale" (Lupo Editore, 2015), "Se tu fossi una brava ragazza" (Manni Editori, 2019), “Acque profonde come te” (Scatole Parlanti, 2025), la raccolta di poesie “Just a love song” (Spagine, 2016), un racconto nell'antologia "Inchiostro di Puglia" (Caracò 2015), il progetto "Questo è tutto di qui - Bestiario salentino" (Edizioni Ergot 2023) e altri scritti e articoli. Vince Abbracciante, definito “stella nascente della fisarmonica in Italia”, vincitore dell'Orpheus Award nella categoria jazz, si è esibito in festival e jazz club in tutto il mondo suonando insieme ai nomi più prestigiosi del panorama musicale internazionale. Nando Di Modugno è uno dei chitarristi più rappresentativi della scena classica e jazz internazionale, docente di Chitarra presso il Conservatorio Piccinni di Bari e una carriera che lo vede collaborare con artisti del calibro di Ennio Morricone, Nicola Piovani e Fabrizio Bosso. Giorgio Vendola è un contrabbassista che spazia dal rock al pop e etnico con una predilezione per il jazz, attivo anche come compositore e una carriera che lo vede esibirsi per i festival più prestigiosi di tutta Europa.
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Corato (Bari)
Palazzo di Città
Piazza Guglielmo Marconi 11
ore 20:30
ingresso a pagamento
10 euro
Info. pugliaculture.it
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