Sabato 16 maggio 2026, alle ore 20, nella Basilica Cattedrale B.M.V. Assunta in Cielo di Foggia per la
IV edizione de Il Suono delle Pietre. Itinerario concertistico tra le vie della Puglia andrà in scena
“Dialoghi inconsueti”, concerto affidato a due interpreti di caratura internazionale:
Sinziana Mircea al pianoforte e Davide Mariano all’organo.
Il titolo stesso del programma intende porre l’attenzione su un connubio ancora poco frequentato nella pratica concertistica: quello tra organo e pianoforte, strumenti solo apparentemente lontani, ma capaci di generare una straordinaria ricchezza di colori, timbriche e dinamiche.
“Dialoghi inconsueti” propone, infatti, un repertorio ancora in parte inesplorato – tra pagine originali e trascrizioni – costruendo un continuo gioco di rimandi, alternanze e fusioni sonore.
Il concerto si apre con la celeberrima
Toccata in re minore BWV 565 e la
Sinfonia dalla Cantata “Wir danken Dir Gott, Wir danken Dir” BWV 29 di
Johann Sebastian Bach, entrambe proposte in una nuova versione per pianoforte e organo realizzata dagli stessi interpreti. Due pagine che, già nelle rispettive versioni originali, nascevano come trascrizioni bachiane di materiali violinistici e che qui trovano un’ulteriore espansione timbrica: organo e pianoforte si alternano, si rincorrono e si sovrappongono, amplificando la monumentalità e la brillantezza della scrittura.
Dal Barocco tedesco si passa alla
Passacaglia dalla Suite n. 7 HWV 432 di
Georg Friedrich Händel, pubblicata a Londra nel 1720. Basata sul principio del basso ostinato – fondamento di molte forme barocche – la composizione sviluppa una serie di variazioni di grande fantasia inventiva. Anche in questo caso, la trascrizione proposta mette al centro il dialogo tra i due strumenti a tastiera, esaltandone complementarità e contrasti.
La contemporaneità entra nel programma con
Cosmic Spring, movimento conclusivo della
Suite Aurora composta nel 2023 da
Sinziana Mircea ed eseguita in prima assoluta insieme a Davide Mariano nell’ambito del tour Imagine Baroque. Ispirata alla mitologia greca e all’universo figurativo di Botticelli, la Suite – articolata nei movimenti Genesi, Zefiro e Cosmic Spring – evoca il dualismo tra luce e oscurità legato alla figura di Aurora.
“Cuore architettonico” della serata sarà il
Concerto a due cembali in do maggiore BWV 1061a di
Johann Sebastian Bach, pagina dalla struttura particolarmente originale. Nella versione composta probabilmente a Köthen tra il 1717 e il 1723, i due strumenti assumono alternativamente il ruolo di solisti e di massa orchestrale, in un intreccio continuo che supera la tradizionale alternanza tra tutti e solo, tipica del concerto barocco, una scrittura autentica di sorprendente modernità.
Il programma offrirà inoltre due momenti dedicati all’organo solo. L’
Adagio dalla V Sinfonia op. 42 n. 1 di
Charles-Marie Widor – eseguita per la prima volta nel 1879 al Palais du Trocadéro di Parigi.
Accanto alla pagina di Widor troverà spazio anche un’improvvisazione di Davide Mariano, testimonianza di un’arte antichissima che gli organisti custodiscono ancora oggi: quella dell’improvvisazione estemporanea.
A chiudere il concerto sarà il travolgente
Finale dal
Concerto Gregoriano di
Pietro Alessandro Yon, composto nel 1920 per l’inaugurazione del monumentale organo Wanamaker di Filadelfia ed eseguito originariamente sotto la direzione di Leopold Stokowski. In un’Italia profondamente segnata dalla cultura operistica, Yon e Marco Enrico Bossi rappresentarono rare figure di organisti-compositori capaci di imporsi anche sulla scena internazionale, tanto che Arturo Toscanini partecipò personalmente ai funerali di Yon. Di virtuosismo è pregno il suo Finale, che unisce tutta la potenza dell’organo e del pianoforte in un inno di ringraziamento a Dio.
La rassegna, coordinata artisticamente dal noto organista pugliese Francesco Di Lernia, rientra nella programmazione 2026 della
Camerata Musicale Barese.
Web:
www.cameratamusicalebarese....