Al via, venerdì 29 maggio, il ciclo di incontri, e visite site specific, promosso dall’Ordine Architetti PPC della provincia di Lecce su conoscenza, tutela, rigenerazione e valorizzazione del patrimonio industriale storico del Salento.
L’iniziativa realizzata in coorganizzazione con Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto e Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale (AIPAI). Gli incontri di studio negli spazi del MaiTo di Maglie. Tema del primo appuntamento: “Processi di dismissione, riconversione e rigenerazione urbana del patrimonio industriale”. Start ore 15.30.
Mettere in rete e far dialogare competenze e prospettive differenti — architetti, storici, archeologi industriali, amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni culturali, operatori economici e comunità — per analizzare potenzialità e criticità dei processi di recupero e rifunzionalizzazione degli spazi produttivi dismessi.
È l’obiettivo del ciclo di incontri “
Il patrimonio industriale salentino: strategie e buone pratiche per la rigenerazione”, che si aprirà venerdì
29 maggio alle
15.30 negli spazi del
MaiTo di
Maglie, promosso dall’
Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Lecce, realizzato in coorganizzazione con
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto e
Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale (AIPAI).
Il progetto gode del
patrocinio di Regione Puglia (richiesto), Comune di Lecce, Comune di Maglie, Comune di San Cesario di Lecce, Confcommercio Imprese per l’Italia – Lecce, e si avvale della
collaborazione del MAiTO – Museo Archeoindustriale di Terra d’Otranto e di 34° Fuso ETS, realtà attiva nei processi di valorizzazione e innovazione culturale.
Partner tecnici: Azichem, Bianco Cave, Promotec, Salento Metalli, Ste.Mar
Gli incontri si svolgeranno presso il
MAiTO di
Maglie nei pomeriggi del
29 maggio e del
5 giugno 2026, inizio lavori ore
15.30, configurandosi come un momento di approfondimento e confronto dedicato alla conoscenza, tutela e rigenerazione del patrimonio industriale storico del Salento.
Un patrimonio diffuso, spesso fragile, che rappresenta una componente essenziale dell’identità territoriale e una risorsa strategica per nuove politiche di sviluppo sostenibile.
Il
primo appuntamento si concentrerà sul tema: “
Processi di dismissione, riconversione e rigenerazione urbana del patrimonio industriale”.
Dopo i saluti istituzionali interverranno:
Sofia Giammaruco, Funzionario Architetto Sabap Lecce, Brindisi e Taranto;
Cristina Natoli, Architetto, Commissario presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nella Commissione PNRR–PNIEC;
Manuel Ramello, Architetto, Politecnico di Torino, Vicepresidente AIPAI, condirettore rivista "
Patrimonio Industriale";
Silvio Cillo, Architetto, Funzionario Tecnico Comune di Lecce;
Mauro Sàito, Architetto – MSA Architetti.
Coordina i lavori l’architetto
Antonio Monte.
A conclusione dell’incontro la presentazione della rivista “
Patrimonio Industriale”, n° 25, su “
Paesaggi industriali. Eredità e pratiche d’intervento”, a cura di Manuel Ramello, e Presentazione
Giornata nazionale delle miniere del 30 e 31 maggio 2026.
Il
secondo appuntamento il
5 giugno avrà come focus “
Memoria dell’industria. Patrimoni della produzione e buone pratiche per il riuso”.
Contestualmente, sabato 30 maggio e sabato 6 giugno, visite guidate site specific per osservare da vicino alcuni dei siti e punti di forza e criticità delle esperienze discusse nel corso dei due momenti di approfondimento. Prima visita al
Parco delle cave e Ninfeo delle fate a Lecce guidata da Antonio Monte; seconda tappa nelle
Distillerie de Giorgi di San Cesario di Lecce, guidata da Antono Monte e Lorena Sambati.
“L’archeologia industriale del Salento rappresenta la memoria concreta del lavoro, della produzione e dell’identità delle nostre comunità”, osserva
Franco De Lorenzi, Presidente Ordine degli Architetti PPeC provincia di Lecce.
“Parlarne oggi significa raccontare una parte essenziale della nostra identità collettiva: le cave di pietra leccese, le manifatture del tabacco, i frantoi ipogei, le distillerie, le centrali elettriche, gli opifici agricoli e vinicoli, le infrastrutture ferroviarie e portuali che hanno accompagnato la trasformazione economica e sociale della nostra terra tra Ottocento e Novecento".
“Grazie a un approccio interdisciplinare”, sottolinea
Alessandro Epifani, vicepresidente Ordine degli Architetti PPC Lecce e referente del progetto, “le conferenze e le visite guidate intendono offrire strumenti di lettura aggiornati, presentare casi di studio significativi e promuovere una riflessione condivisa sulle strategie più efficaci per trasformare questi luoghi così ricchi di memoria e così importanti anche sotto il profilo architettonico in nuove centralità culturali, sociali ed economiche
Web:
architettilecce.it/