Antigone
Teatri e auditorium
'Antigone' da Sofocle
drammaturgia e regia di Alessandra Cocciolo Minuz
con gli allievi del laboratorio teatrale Liceo 'Colonna' di Galatina.
L'intento di questo allestimento è portare in scena la ritualità della tragedia greca, non limitandosi al racconto del 'fatto' , ma dinamizzando l'evento utilizzando i codici originali dell' epoca. La struttura della tragedia greca risulta abbastanza complessa, soprattutto agli occhi di uno spettatore contemporaneo abituato a codici comunicativi più diretti e di più semplice lettura.
Quest'allestimento ha analizzato a fondo le dinamiche della tragedia antica, approfondendo in maniera meticolosa, i ritmi, la metrica, l'accompagnamento musicale, i costumi, le maschere, i caratteri,...
Il coro declama in greco antico, rispettando la metrica originale ed esegue coreografie fedeli alle cronache dell'epoca, indossa maschere ed è accompagnato da basi musicali, riproduzioni eseguite con strumenti musicali in uso in quel periodo.
Il Classico che continua a 'dire' ed 'educare', sempre attuale, mai scontato o banale, carico di un'energia arcaica e rituale che testimonia quanto l'uomo abbia decantato, in versi e parole, l'Ideale e il Perfettibile.
Peccato constare che gli assetti sociali contemporanei poco si discostino da quelli che ispirarono Sofocle e gli altri drammaturghi antichi. Antigone, irremovibile nelle scelte, diviene portavoce di quell'immobilità sociale che si è conservata quasi intatta nel corso del tempo: una staticità di genere tuttora presente nella nostra quotidianità. Creonte, voce del Potere sordo e arrogante, distante dal popolo e dalla sua identità. Figura simbolo di una tirannide improntata sull'Io e non sull'idea di comunità e di socialità.
L'immobilità scenica caratterizzerà i vari personaggi ( Antigone, Creonte, Emone, Tiresia, Euridice,..) perché testimoni di una stasi sociale persistente, di una condotta umana incapace di rieducarsi al Bene e al Giusto, e si contrapporranno alla dinamicità del coro, unico elemento proiettato al futuro.
Tale scelta registica nasce dalla volontà di accompagnare il pubblico in una riflessione profonda sulla natura dell'Uomo, attualizzando i ritmi e i bisogni di donne e uomini, cronologicamente a noi lontanissimi, ma riconoscibili come interpreti eccellenti delle attitudini umane proprie di chi, con il suo agire, nel tempo e nello spazio, ha contribuito ad allontanare l’uomo da quell’Umanità che l’avrebbe reso libero ed autentico.
Lunedì 30 agosto 2010
ore 21.00
TEATRO DEI VELENI
SP362 Lecce- Galatina 3° Km
Lecce
info e prenotazioni: 0832658919 3476742464 - 3477036977