PARATI presenta
Sante Polito. Frammenti, mostra a cura di Gianluca Marinelli che ripercorre, per la prima volta in forma retrospettiva, il percorso artistico dello scultore tarantino Sante Polito (1947–2021). Attraverso una selezione di sculture e studi preparatori – molti dei quali inediti – realizzati dagli anni Sessanta ai primi anni Duemila, l’esposizione restituisce la complessità e l’originalità di una delle figure più significative della scultura pugliese contemporanea.
La ricerca di Polito si distingue per la capacità di coniugare sperimentazione formale, tensione etica e sensibilità verso le trasformazioni sociali e culturali del territorio. La sua progettualità, sviluppata nell’arco di oltre quattro decenni, dà vita a un linguaggio plastico personale, nel quale estetica, innovazione e impegno civile si intrecciano in modo costante.
Con questa mostra, PARATI inaugura un nuovo filone di attività dedicato alla riscoperta e alla rilettura critica di artisti che, a partire dalla seconda metà del Novecento, hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo delle arti visive in Puglia. Un percorso che si affianca alle iniziative già avviate per la promozione e la valorizzazione delle giovani generazioni di artisti.
Il progetto espositivo si completa con una sezione documentaria allestita presso la Libreria Dickens, storico presidio culturale della città di Taranto progettato dall’architetto e gallerista Piero Bruno, fondatore della Galleria Extra. La scelta di questo luogo non è casuale: Bruno fu tra i principali interlocutori di Sante Polito e il loro lungo sodalizio professionale e umano ha segnato una stagione particolarmente fertile della scena artistica del territorio. La sezione documentaria ne restituisce tracce e testimonianze, offrendo uno sguardo sul contesto entro cui si sviluppò la ricerca dello scultore.
Gli esordi dell’artista sono caratterizzati da una figurazione intensa e profondamente esistenziale, già aperta alle istanze della scultura moderna e orientata alla sperimentazione. Le prime opere, prevalentemente realizzate in gesso patinato, presentano deformazioni espressioniste, un arcaismo materico e pose dinamiche attraversate da una forte tensione emotiva.
A partire dal 1969, nel clima di vivace fermento culturale che caratterizza Taranto in quegli anni, Polito abbandona progressivamente la figurazione tradizionale per orientarsi verso una ricerca astratta di matrice organica. Nascono così forme arrotondate e metamorfiche, concepite per una fruizione non soltanto visiva ma anche tattile, in dialogo con le esperienze di Constantin Brancusi, Henry Moore e Hans Arp. L’introduzione del ferro e dell’objet trouvé amplia ulteriormente le possibilità espressive dell’artista, che affronta temi sociali e ambientali attraverso immagini simboliche e visionarie, nelle quali cavalli agonizzanti e figure deformate diventano metafore della solitudine dell’uomo contemporaneo e della crisi della civiltà contadina.
Dagli anni Ottanta fino alle opere più mature, la ricerca di Polito si concentra sul recupero e sulla ricontestualizzazione di materiali, utensili e reperti provenienti dalla quotidianità. Elementi sottratti alla loro funzione originaria vengono trasformati in presenze scultoree che evocano un passato preindustriale oppure un presente osservato come futura testimonianza archeologica. Integrando metallo, pietra e materiali di recupero, l’artista costruisce opere capaci di instaurare un dialogo poetico tra materia, memoria e simbolo.
Tra le realizzazioni più significative si ricordano le installazioni e i monumenti pubblici
Uccello di Ferro,
Cento Pietre,
Nuova Vegetazione e il
Memoriale ai Caduti di Statte, esempi emblematici di una concezione della scultura come strumento di relazione con il paesaggio, lo spazio urbano e la memoria collettiva.
La mostra è realizzata con il sostegno di Campagna Amica Taranto, Coldiretti Taranto, Comune di Statte e Libreria Dickens.
PARATI
Nata nel dicembre 2025, PARATI è una project room dedicata alla ricerca artistica contemporanea e alla promozione delle arti visive sul territorio. Il progetto è animato dall’artista e storico dell’arte Gianluca Marinelli, dal fotografo Angelo Greco e dalla curatrice Cristina Carriere.
PARATI si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione culturale e territoriale promosso da Coldiretti Taranto e Campagna Amica, con l’obiettivo di sostenere iniziative capaci di favorire la partecipazione, la crescita culturale e la costruzione di nuove reti tra arte, comunità e territorio.
Web:
www.instagram.com/project.p...