Prosegue la programmazione 2026 dell’
Officina Creativa Permanente di
ESSERI URBANI, il progetto culturale promosso da
U Jùse APS che attraversa arte contemporanea, territorio e pratiche di comunità, mettendo in relazione linguaggi artistici differenti e questioni del presente.
Ad agosto lo Spazio U Jùse, in via Nardelli 19 nel centro storico di Locorotondo, ospiterà
INTROSPECTRA,
short dance film di Domenico Maffei: un viaggio tra cosmo, corpo e processo creativo che, attraverso il linguaggio della danza e dell’immagine in movimento, indaga la forza generativa dell’atto artistico.
Il percorso si amplia
giovedì 20 agosto alle ore 18.30 con uno special event dedicato al rapporto tra arte, pubblico e società contemporanea.
Ospite dello Spazio U Jùse sarà
Vincenzo Susca, autore del volume
“Bello da morire. L’arte e il pubblico dal kitsch al wow” (
Mimesis, 2026), in dialogo con
Claudia Attimonelli, sociosemiologa, e
Michele Spinelli, curatore, per un incontro che precederà una
nuova proiezione di INTROSPECTRA.
Al centro della riflessione saranno i processi di spettacolarizzazione dell’esperienza contemporanea e la progressiva trasformazione dei luoghi, dei corpi e delle esperienze in immagini da produrre, condividere e consumare.
Una questione che assume un significato particolare in territori come la Valle d’Itria, dove la crescente attrattività turistica pone comunità e istituzioni davanti alle tensioni generate dal turismo di massa e dall’estetizzazione diffusa del paesaggio: tra esperienza e rappresentazione, identità dei luoghi e costruzione dell’immaginario, fruizione e consumo.
L’incontro con Susca introduce così un ulteriore livello di lettura nel programma dell’Officina Creativa Permanente, interrogando il ruolo dell’arte in un presente nel quale anche il bello rischia di essere ridotto a superficie, scenario e contenuto da consumare.
Vincenzo Susca è professore ordinario di Sociologia dell’immaginario all’Università Montpellier Paul-Valéry, dove è membro del LEIRIS. Dirige la collana L’imaginaire et le contemporain per Liber éditions e collabora con festival, centri di ricerca, gallerie e riviste. È stato recentemente ospite della PUCRS di Porto Alegre e della Carleton University di Ottawa nel 2026 e della Kookmin University di Seul nel 2024. La sua ricerca indaga il rapporto tra media, immaginario e vita quotidiana, al centro di numerose pubblicazioni tradotte in diverse lingue, tra cui Transpolitica (2008, con Derrick de Kerckhove), Gioia tragica (2010), Pornocultura (2016, con Claudia Attimonelli) e Tecnomagia (2022). Ha inoltre curato numerose manifestazioni artistiche e scientifiche ed è autore, insieme ad A. Béhar, della pièce teatrale Angelus Novissimus.
Seconda proiezione alle ore 22:00.
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INTROSPECTRA. Dal vuoto alla forma
Nel silenzio del vuoto, un corpo immobile custodisce una possibilità infinita. Un gesto quasi impercettibile rompe l’equilibrio: è il Big Bang. Da quell’istante prende forma un’espansione continua, in cui il movimento della danzatrice diventa materia, energia, spazio e tempo.
La danza attraversa simbolicamente le diverse fasi della nascita dell’universo, trasformando l’invisibile in forme progressivamente più complesse. Ogni impulso apre nuove traiettorie, fino a generare un cosmo vivo e pulsante.
La nascita dell’universo diventa così metafora del processo creativo: come dal nulla emerge una scintilla capace di dare origine a galassie, da un’intuizione può prendere forma un’opera. Corpo, materia, musica, spazio e immaginazione entrano in relazione, trasformando una possibilità ancora invisibile in una presenza concreta.
Il titolo INTROSPECTRA suggerisce la doppia direzione di questo viaggio: verso l’immensità del cosmo e, contemporaneamente, verso l’interiorità. Ciò che si espande fuori di noi incontra ciò che prende forma dentro di noi.
Protagonista del film è la danzatrice
Roberta Chirulli. La scenografia è di
Mirco Matarante, la direzione della fotografia di
Silvestro Simeone, le musiche di
Miriam Neglia e
Mirco Matarante, i costumi di
Mina Lisi e il make-up di
Ambra Andriola.
Domenico Maffei è regista e filmmaker indipendente. Il suo percorso artistico nasce dall’incontro tra cinema e danza, disciplina che studia fin dall’adolescenza presso la scuola Arte Danza di Locorotondo, formandosi anche con maestri e coreografi di rilievo nazionale e internazionale. Dopo diverse esperienze nella realizzazione di videoclip musicali e produzioni indipendenti, nel 2017 firma Timeless, il suo primo dance film, che riceve una menzione speciale al Valle d’Itria Corto Festival. Seguono gli short dance film Particle (2018), Whormole (2021) e Unsigned. Ex danzatore, concentra la propria ricerca sul linguaggio coreutico audiovisivo, esplorando le possibilità narrative ed espressive generate dall’incontro tra corpo, movimento e immagine cinematografica. Nei suoi lavori, ambientazioni e paesaggi non sono semplici scenari, ma elementi narrativi dotati di storia e identità, attraverso cui costruire immagini capaci di generare emozioni e riflessioni.
Web:
www.facebook.com/esseriurbani