da sabato 30 Ottobre a domenica 14 novembre 2010
in mostra
Tr-amando. Il filo dell’imperfetto
Incontri culturali
Tr-amando. Il filo dell’imperfetto
di Ilaria Margutti
Parte domani, 30 Ottobre, la Terza edizione del Bitonto Art Festival, Festival delle arti giovanili patrocinato dal Ministero della Gioventù e dal Comune di Bitonto, Assessorato alla Cultura e alle Politiche giovanili, con la personale dell’artista Ilaria Margutti, Tr-amando. Il filo dell’imperfetto curata da ArtSOB, Lara Carbonara e Lucrezia Naglieri.
Una mano salda. Un ago ostinato, deciso. Un filo che pende giù dalle tele. E le dita ad indicargli i confini da ridisegnare. Tele ricamate, ferite ricucite, frammenti di vita, tessitura di un dolore impenetrabile, Ilaria Margutti sottrae alla storia il tempo, facendo diventare assolute le ferite delle donne da lei ritratte. Un gesto antico, ripetuto, una litania sommessa e silenziosa, tenace e spietata nel suo intento, sensuale ed evocativa nella sua inquietudine.
Tessere, ricamare, rammendare, cucire sono tutte ‘azioni’ simbolicamente legate alla ‘creazione’, al generare della vita dall’attesa.
L'ago diviene strumento della ‘creazione’. "L'ago è un medium, un mistero, una realtà, un ermafrodita, un barometro, un momento, e uno zen: non lascia tracce e alla fine scompare. L’unica traccia è la connessione che ha realizzato” (Kim Sooja). È pungente, serve a ferire, come pure a ricucire, rammendare, ricostruire le linee della propria esistenza.
I corpi si contorcono, cieche e ostinate le mani tastano la pelle, ne riconoscono gli orli, ne imprimono i solchi, ne rammendano le pieghe. Donne instancabili compongono e definiscono le loro forme, percorrono cavità e sporgenze, attraversano bocca e ciglia, ginocchia e ombelichi, seni e unghie.
L’artista non rimargina del tutto, ma attraversa le fratture della carne per trasfigurare le sue tele in uno ‘stare presso di sé’, una cicatrice in cui rinchiudersi e avere pace.
Il confine è la pelle. Quella cerniera labile e sottile fra interno ed esterno. Tra dolore e guarigione. L’artista stimola con il ricamo pratiche di contatto, di attraversamento di confini, di scambio; riporta alla memoria le sue ferite, una ad una, ritraendo l’atto del risanamento come momento di purificazione dal dolore. Mettersi a nudo in un rituale di guarigione, una intimità rivista in una nuova presa di coscienza, una appartenenza alla memoria resa tattile e tangibile in un nuovo contesto di intersezione tra sensibilità individuale e sensibilità collettiva. La pelle. Un indumento scarnificato senza fretta da una solitudine troppo rumorosa. Il mondo della donna, musa e schiava insieme, immolato nella profanazione del corpo.
E il corpo stesso, abusato dal dolore, diventa stoffa, mostrando trama e ordito della sua identità; la tessitura diventa il momento della conservazione dopo la trasformazione.
Ric-amare diviene un atto d’amore, verso se stessi.
Vernissage: 30 ottobre ore 20.00
30 Ottobre/14 Novembre 2010
Orari: mar-ven 18-20, sab-dom 19-21
via G.D. Rogadeo, 39
Bitonto (Ba)
Ingresso libero
Info 3336135447, 3382346161
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da sabato 30 Ottobre a domenica 14 novembre 2010
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