da mercoledì 10 a venerdì 26 novembre 2010
in mostra
Il viaggio - Frontières, migrants et réfugiés
Incontri culturali
E' impossibile parlare delle migrazioni di esseri umani senza evocare i confini che altri essere umani erigono. La relazione tra i due fenomeni è infatti molto stretta, dal momento che il confine è l' ostacolo più pericoloso in cui si imbatte il migrante, clandestino o meno, nel corso del suo viaggio.
Il confine si inscrive in modo contrastante nel paesaggio: o si impone come una barriera spessa, o finge di sparire. Dà l' illusione di un mondo perfettamente organizzato in regioni e paesi. I confini allo stesso tempo raggruppano gli uomini e li separano. Si muovono nel tempo e nello spazio quando la storia sconvolge la geografia del mondo.
Le carte qui esposte sono schizzi fatti a matita, il cui aspetto incerto testimonia la natura del confine stesso: ambivalente e paradossale.
Lo schizzo prefigura la mappa, permette di esprimere più liberamente e più soggettivamente il carattere instabile o arbitrario di queste linee di spartizione, insieme alla diversità del loro statuto.
In questo modo la cartografia incontra l' arte e il cartografo si cimenta in un esercizio che gli permette di essere più diretto e incisivo.
Le carte rispondono prima di tutto alla domanda “dove?” e permettono in seguito di capire “cosa”, cioè in quale modo le comunità umane producono il loro territorio. Dietro ogni mappa c'è un' intenzione. La mappa nasce da un' idea, è una costruzione mentale prima che cartacea. Lo schizzo mostra l' umore e le esitazioni del cartografo, il quale annota in disordine le che costituiranno la trama della storia da raccontare. Il disegno è così concepito e organizzato come un gioco di costruzione: ogni pezzo si trova in contatto con tutti gli altri. Cambiare il posto di uno di questi pezzi significa tornare a ricomporre il paesaggio.
Lo schizzo è “un' opera di transizione” malleabile, è il luogo di sperimentazioni grafiche, un rivelatore più autentico e più fedele al pensiero del cartografo rispetto al computer, che invece lo tradisce: cristallizza in modo freddo e artificiale situazioni spesso mutevoli. Ė anche più dinamico: movimenti, forme e colori si esprimono in modo più vivace. Ė possibile rinforzare i tratti, giocare sui contrasti, insistere sul carattere aleatorio della geografia del mondo. Tutto questo suscita un'emozione sia artistica sia politica.
Verrà inaugurata mercoledì 10 novembre alle ore 18:00 la mostra sui confini, i migranti ed i rifugiati, dal titolo IL VIAGGIO. Si tratta di una raccolta di studi cartografici di Philippe Rekacewicz, cartografo e geografo di “Le Monde Diplomatique” e di fotografie che rileggono la storia dell' umanità come un susseguirsi di spostamenti. Il viaggio è pellegrinaggio, mosso da motivi spirituali, o naufragio ecc. Un viaggio è stato il grande sbarco del 6 agosto del 1991 quando 28.000 albanesi a bordo del battello Vlora inaugurarono la nuova rotta Durazzo – Bari.
Il progetto è stato realizzato dal Centro Interculturale città di Bari – Abusuan e dall' Alliance Française di Bari in collaborazione con Regione puglia (Assessorato al Mediterraneo e Puglia Sociale, assessorato alla solidarietà) e con il patrocinio dell' Università degli studi di Bari “Aldo Moro” e dell' Alliance Française d' Italia.
La mostra sarà inaugurata da NICOLA FRATOIANNI, assessore regionale alle politiche di inclusione dei migranti; FABIO LOSITO, assessore comunale all' accoglienza e pace; STEFANO BRONZINI, delegato alla comunicazione UNIBA; TAYSIR HASAN, presidente di Abusuan; DOMENICO D' ORIA, Presidente Alliance Française d' Italia.
Dal 10 al 26 novembre 2010
10.00 – 13.00 e 16.00-18.30
Sala Stifano - Palazzo Ateneo
piazza Umberto I
Bari
L' ingresso è libero
Info: 0805283361
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da mercoledì 10 a venerdì 26 novembre 2010
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