Domenica 19 dicembre 2010
Corou de Berra in concerto
Concerti
Corou de Berra
CALENA. Noëls populaires de Provence & du Pays Niçois (Francia)
La musica sacra nelle Alpi del Sud Le Alpi Meridionali sono un crogiolo nel quale si fondono le culture della Provenza, del Piemonte, della Liguria e della regione Nizzarda. Durante i secoli, gli scambi permanenti tra queste forti identità, hanno dato origine ad un insieme culturale fortemente caratterizzato e ricco di numerose caratteristiche proprie. Uno di questi riguarda il canto corale, che in questa regione ha sviluppato un'originale polifonia tradizionale. L'Occitania (in occitano Occitània, secondo la norma classica, Óucitanìo secondo la norma mistraliana), o Pays d'Oc, è l'area geografica dell'Europa, comprendente larga parte della Francia meridionale, in cui, accanto alle lingue ufficiali, è parlata fin da epoca storica la lingua occitana. La definizione di Occitania è particolarmente legata alla definizione di lingua occitana. Tale entità - secondo taluni autori caso emblematico di nazione-non nazione o nazione proibita (ovvero esistente come realtà che va al di là degli stati legalmente costituiti che il suo territorio attraversa) comprende il sud della Francia (fino al confine del Massiccio Centrale), parte della Spagna (Val d'Aran e zone circoscritte della Catalogna) e, in Italia, parte delle valli occitane del Piemonte a ridosso delle Alpi Cozie e delle Alpi Marittime. Esiste anche una variante occitana del monegasco detta moneguier o conosciuta più genericamente come patois Il COROU de BERRA è un coro polifonico nato dalla tradizione, composto da sei voci miste. Dopo vent'anni di attività, centinaia di concerti, una decina d'album e numerose produzioni, il Corou de Berra è diventato il punto di riferimento del canto polifonico Alpino. Il Corou de Berra, diretto da Michel Bianco, raccoglie e interpreta da vent’anni la memoria popolare delle Alpi Marittime, lavorando sulla sua trasmissione sia per via orale che scritta. Parte di tale vasto repertorio è costituita da canti sacri. Dal 2001, il coro studia in modo particolare i manoscritti di musica sacra della Contea di Nizza.Il repertorio di musica sacra rappresenta la coabitazione pacifica tra il canto-piano barocco e gregoriano, popolare e sacro, monodico e polifonico, latino e Nizzardo, sia nella forma orale che in quella della notazione classica. Vi si ritrovano influenze sarde, liguri, provenzali e piemontesi. Questi canti intrisi di fervore, trasmessi dalla tradizione orale codificatasi tra il 1780 e il 1850, sono stati cantati sia in chiesa che nelle processioni dal popolo dei vari villaggi di montagna.Il coro lavora sull’oralità e sui manoscritti: Messa della Briga (Val Roya), Messa dei Francescani di Saorge (Val Roya), manoscritto Audoly (valle della Tinée), manoscritto di St. Martin Vésubie (valle della Vésubie). Le confraternite dei Penitenti giocano un ruolo molto importante nella trasmissione di tale patrimonio.L’originalità di questa creazione è immediatamente identificabile. Lontano dalla ricostruzione storica, dal valore documentario o culturale, si tratta di un procedimento artistico pienamente assunto. Altra particolarità, l’interpretazione dei canti coi timbri popolari tradizionali, così come cantati nelle valli alpine. La tecnica del bel canto solitamente utilizzata in varie interpretazioni di Musica Sacra avrebbe ben poco senso in queste regioni.L’analisi di questi contenuti mette in luce una modernità e una freschezza musicale incomparabile, mescolanza costante tra musica sacra e musica popolare. Il Corou de Berra dona nuova brillantezza e fascino a questi canti poco frequentati. Chi ascolta coglie istintivamente il valore inestimabile di questo patrimonio e il suo messaggio originale, sinonimo di reciprocità, di solidarietà e di generosità percepibile tramite musiche e testi che hanno attraversato i secoli.Una delle messe del manoscritto dei Francescani di Saorge è stato registrato con René Saorgin, all’organo storico di Saorge Il 2009 è l’anno del centocinquantesimo anniversario della pubblicazione di Mirèio, poema in dodici canti in cui la lingua provenzale riemerge vigorosamente per merito preminente del suo autore, lo scrittore Frédéric Mistral che nel 1854 fonderà il Felibrige, la "scuola letteraria" che rilanciò l'uso orale e scritto del provenzale, e nel 1904 otterrà il Premio Nobel della letteratura grazie alla sua produzione in prosa e poesia in lingua provenzale. Per l’occasione, l'ensemble polifonico presenta il progetto "Miréio", già alla base del loro CD del 2005.
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Brindisi
Chiesa dell’Ave Maris Stella
ore 21.00
ingresso libero
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