Glauco
Teatri e auditorium
GLAUCO
Libero adattamento dall’omonimo testo di Ercole Luigi Morselli
Interpreti
Giampiero Mancini
Antonio Anzilotti
Laura Baldassarre
Alessandra Moro
Silvia Palma
Regia e adattamento
Giampiero Mancini
Una Produzione S.M.OVillage
Occhiazzurro! Crin di pece! Braccio di bronzo! Pescatorello senza paura!Bisogna osare! Bisogna andar lontano! Ci sono terre fertili d’uomini e di messi, che qualche vorace mostro tien soggette, e piangono! E chiamano chi le liberi! Basta non tremare! Bisogna osare!
Glauco appare all’inizio della tragedia trasognato e si leva dalla sua misera capanna sul cui tetto di testuggini marine giace l’albatros emblema del volo e della fuga. Lo vediamo in preda a utopie e miraggi, incalzato da sirene fascinose, in mezzo a suoni orgiastici di buccine e sciacquii d’onde. Il dramma decolla insomma in un inquieto dormiveglia, quasi che le immagini mitiche che circondano il pescatore fossero la mera proiezione della sua voglia escapistica, del suo spirito avventuroso, in una parola della pulsione all’ulisside. Ecco allora che il misero spazio della spiaggetta si nobilita in cantiere, col pescatore che si trasforma in scena nel dux capace di coinvolgere nell’impresa della conquista d’oltremare anche i compagni più riluttanti. Anche la piccola Scilla, bruna fanciulla arcadica, allorchè si mostra con il suo secchiello di latte a spiare accorata il lavoro del suo amato, e ne teme la partenza, in un primo tempo è ostile ai progetti eroicizzanti di quello ma poi si dispone al sacrificio pur di aiutarlo. Mutata con melodrammatica metamorfosi in donna pronta a gesti sublimi, fa partire Glauco ed è lei medesima prima a rubare le lane al padre, il cinico e burbero Forchis, e poi a sciogliere ritualmente la fune della barca con lo strazio di una martire.
Nel secondo atto l’eroe ascendente giunge quale Enea nel regno di Circe, naufrago dalla tempesta provocata dalla Maga. Qui una botola sotterranea conduce ad una fossa buia dove sono stipate le vittime masochistiche della Dea, alla quale hanno sacrificato onore, famiglia e dignità. Nel momento climatico della seduzione che la dea opera sull’eroe, la dialettica tra l’acqua selvaggia e mortale e il mare addomesticato e offerto alle imprese dell’Uomo, sembra oscillare verso il potere esoterico degli inferi, dato che l’eros toglie iniziativa e libertà al protagonista. E invece sarà Glauco ad umiliare la Dea, carpendole il bacio dell’immortalità e poi tornando dalla sua donna.
Il finale riverbera del mito di Glauco allorchè il protagonista che arriva dal mare mentre si prepara il rogo a Scilla morta suicida per disperazione, impazzito dalla delusione si fa legare al cadavere e nel suo sprofondare tra i flutti motiva così alla lettera il mito antico
Glauco, interpretato e adattato da Giampiero Mancini, è una riflessione sull’amore e sulla caducità delle illusioni. Lo spettacolo ha debuttato per il progetto “ Il Mito e il Mare” nella fortunata rassegna Incontri con il Teatro Classico presieduta da Luciana Medolla, a Cava dei Tirreni (Salerno), nel settembre 2002 interpretato da Giampiero Mancini e Susanna Costaglione, in questo nuovissimo adattamento Mancini struttura lo spettacolo per 5 voci in una reading magica e ipnotica.
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Bitonto (Bari)
Teatro Tommaso Traetta
Largo Teatro, 17
ore 18.30
ingresso libero
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