Mercoledì 22 dicembre 2010
Taranto, tra pistole e ciminiere
Incontri culturali
ENO' WINE BAR, RADIOATTIVI & TARANTO LIBERA(Comitato contro L'inquinamento)
MERCOLEDI' 22 DICEMBRE
Nell'ambito della rassegna "Riconversione culturale", siamo lieti di invitarvi
alla presentazione del Libro:
TARANTO, TRA PISTOLE E CIMINIERE (Start h.19.30)
AUTORI: NICOLANGELO GHIZZARDI (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi)
ARTURO GUASTELLA (Giornalista)
Relatori : Dott.sa Angela Ferilli
Prof.re Piero Rossi
Dott. Salvatore Romeo, collaboratore Taranto libera
Dott.Giovanni Poretti (Medico)
Storia di una saga criminale
I RETROSCENA SCOTTANTI DELLA STORIA DI TARANTO, quando le famiglie malavitose, a colpi di morti ammazzati, si disputavano l’egemonia criminale della città...
“Taranto, tra pistole e ciminiere”, il processo di storicizzazione di un periodo oscurissimo nella storia plurimillenaria dell’antica colonia lacedemone, ancora ben lungi dall’essere del tutto compiuto. Troppo vivide sono ancora le
immagini di quell’autentica mattanza che aveva rischiato, seriamente, di omologare Taranto alle città più violente della Campania, della Calabria o della Sicilia, con una malavita organizzata che, con inaudita iattanza, compiva i suoi crimini in pieno giorno, in pieno centro e anche alla presenza di innumerevoli testimoni. Polizia e Magistratura, malgrado il loro impegno, non
sembravano essere in grado di far fronte, non solo al dilagare delle azioni delittuose, ma anche ad imboccare delle piste giuste per tagliare la testa ad una piovra che sembrava ormai aver esteso i suoi tentacoli non solo alla città, ma anche all’intera provincia. Tutto questo, mentre Taranto era in piena crisi dell’acciaio, con tessuto economico, perciò, del tutto sfilacciato, con piccole aziende costrette alla chiusura e imprenditori che, presi alla gola dagli strozzini, preferivano suicidarsi. Insomma un tunnel del quale non si intravvedeva una via di uscita e con la città che tratteneva il fiato fino al prossimo omicidio: quasi una decina a settimana. Nicolangelo Ghizzardi, come sostituto procuratore della Repubblica dell’epoca, quel periodo, quelle terribili vicende le aveva vissute in prima persona, tentando, spesso invano, non solo e non tanto di arginare quella violentissima piena malavitosa, ma anche di mettere in atto una strategia investigativa per venire a capo della ragnatela malavitosa che sembrava aver avvolto la città, mentre Arturo
Guastella, come Direttore di Video Levante, quelle centinaia di omicidi aveva dovuto malinconicamente raccontarle. Ora, insieme, ne hanno scritto in un libro, per i caratteri dell’Editrice Icaro di Lecce, che non è il semplice, per quanto sanguinoso, resoconto cronachistico di quel periodo e delle sue
conclusioni giudiziarie, ma un vero a proprio affresco della città, ripercorrendo, talvolta con raffinata eleganza, ma sempre nel solco del più
rigoroso percorso storicistico, tutte le tappe, politiche, culturali ed economiche, che avevano, davvero, fatto correre a Taranto il rischio di cadere preda dell’antistato. La prefazione di Vittorio Emiliani, all’epoca Direttore del Messaggero, ma anche autore, per la regia di Leandro Castellani, per la prima rete della Rai, di un servizio televisivo che lo aveva portato a Taranto che, ormai, era balzata, suo malgrado, alla ribalta nazionale, impreziosisce il racconto di Ghizzardi e Guastella. “Storia di una saga criminale” è il sottotitolo del libro e, nei fatti, di saga si trattò ma di famiglie malavitose che, a colpi di morti ammazzati, si disputavano l’egemonia criminale della città. Ma nel libro c’è ancora ben altro.
A seguire dj set
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Taranto
Enò wine bar
Via Roma 4, zona Borgo
ore 19.30
ingresso a pagamento
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