Shakespeare, in Love
Teatri e auditorium
STAGIONE DI PROSA 2011 presso il Teatro Melacca (Largo Sant’Antonio)
25/02/2011: SHAKESPEARE, IN LOVE ‘atto unico sull’amore e altro attraverso Shakespeare’ con Luca Argentero e Myriam Catania;
Questo spettacolo teatrale è un viaggio all'interno del “mondo shakespeariano”,un percorso fatto con lo sguardo fresco e appassionato di chi ama il Bardo. Lospirito richiesto per intraprendere questo cammino è leggero ed entusiasta, perfettoconnubio tra l'ingenuità di un “fanciullo” conquistato dalla potenza dellegesta dei principi guerrieri e la sensibilità dell'uomo avvinto dalla poesia delpoeta anglosassone.È un incontro tra il gioco rozzo, semplice e affascinante del bambino che gioca a fare il teatro e la sapienza e la consapevolezzadella portata che le parole scelte veicolano. Un bisticcio tra candore e ars dicendi.Lo spettacolo racconta di noi attraverso Shak. e Shak. attraverso noi.Così come Shakespeare è stato un maestro della contaminazione, in questo spettacolo ci accingiamo a utilizzare stilidiversi. Lo scopo è quello di estrapolare contemporaneamente, su due fronti, da un lato gli aspetti e le ripercussionipersonali che l'autore ha provocato sul protagonista e dall'altro i continui e progressivirimandi al quotidiano di un scrittore sempre attuale, sempre contemporaneo.La nostra forma di contaminazione consiste nell'utilizzare linguaggi diversi. Vogliamoparlare ad un pubblico presente e consapevole di essere il nostro interlocutore. Vogliamousare un parlare basso, comune, facile per raccontare cosa ci ha indotti a portaresulle tavole di un palcoscenico questi temi e queste storie, parlare delle nostreemozioni, dei nostri ricordi. Poi, ad un certo punto la nostra parola non basta più. Perraggiungere i momenti alti, quelli dell'incontro tra la nostra emozione e il più elevatomodo di esprimerla, abbiamo bisogno della “parola shakespeariana”. La tragedia elisabettianaè stata, per il pubblico dell'epoca, pari alla nascita del cinema per noi. Lascrittura del poeta anglosassone non prevede pause ed alterna battaglie e tempeste ariflessioni e dialoghi privati. Non ci sono tempi morti, c'è un'idea di montaggio cinematografico,nelle opere dell'inglese. Shakespeare costruisce la sua azione per grandi sintesi, esige che l'attore le interpretidi conseguenza. Il nostro autore lavora per campi lunghi e primi piani, come in un film. I monologhi, inproscenio, sono detti agli spettatori, sono recitati davanti alla macchina da presa. Abbiamo bisogno di un attore cinematografico.L'attore di vecchia scuola continua a sentirsi la scena attorno, invece non ci sono che lui e gli spettatori.Questo è un primo piano shakespeariano, è un primo piano cinematografico. La musica e i suoni sonodeterminanti in un progetto che preveda una sorta di invasione cinematografica. Ci sono effetti sonori digitali e suonicampionati che devono aiutare a creare atmosfere. Tuttii suoni e le musiche sono eseguiti dal vivo, così come icanti. Oltre al musicista, in scena, è presente una cantanteche in più di un'occasione interagisce con il nostroattore. Ha la funzione di creare raccordi, di introdurrenuovi temi, è a volte interlocutrice e destinataria di racconti,monologhi o dei Sonetti.Un ulteriore elemento-ingrediente da intercalare nel progettoè la trasformazione in canti e canzoni dei Sonetti diShakespeare. Essi sono spesso cantati dalla cantante,con la realizzazione ad hoc di una musica dedicata, main alcuni casi possono essere anticipati come versi dall'attoree poi convertiti in canti singoli o duetti.
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San Vito dei Normanni (Brindisi)
Teatro Melacca
da segnalare
ore 20.30
ingresso a pagamento
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