dal 13 al 26 febbraio 2011, il venerdì, il sabato e la domenica
SHOAH "Memorie a Corte"
Incontri culturali
Arte e fotografia
Per non dimenticare l’Olocausto
Ingresso gratuito al centro storico da Via Solferino – Via Dante Alighieri
Il tam-tam delle commemorazioni per il 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz e "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah, riecheggia tra i vicoli del borgo antico di Corigliano d’Otranto.
La tragedia dei campi di sterminio, strumento di pianificazione del massacro di milioni di uomini, donne e bambini, “colpevoli” di una diversità di idee, di valori, di appartenenza etnica o religiosa, iniziata con le leggi leggi razziali del ’38 e seguita dalle deportazioni, ha messo insieme amministrazione comunale e giovani coriglianesi, nell’intento di realizzare un momento di riflessione su questo periodo, il più tragico e drammatico della storia moderna.
L’iniziativa ha lo scopo di proporre immagini, suoni e situazioni forti, capaci di stimolare curiosità, ricordo e riflessioni, seguendo un percorso che si dipana lungo le piccole vie del centro storico di questo comune salentino.
Da questi presupposti si è partiti per immaginare modalità estremamente percepibili, visibili, capaci di scalfire le sensibilità degli animi.
Ci si è ispirati ai simboli di quella tremenda esperienza per darne tangibilità e prospettiva.
Il BINARIO 21, l’ingresso al LAGER, le BARACCHE, i FORNI CREMATORI, le CAMERE A GAS, la detenzione, i soprusi e la dignità dell’uomo lesa.
Utilizzando modalità, definite di “marketing non convenzionale”, il passante percepirà la tristezza dei luoghi e delle situazioni riproposte.
Si è pensato e strutturalmente studiato nella sua realizzazione, un sistema di proiezione di immagine gigante, fissa, rivolto verso la superficie de “la vasca”, di proprietà di AQP, esempio di ingegneria idraulica di questa comunità, mausoleo dei sistemi industriali di distribuzione dell’acqua nel sud salento , opportunamente utilizzata come fosse uno schermo gigante.
La stessa reazione si cercherà di provocare adattando il giacente vagone merci, su binario morto presso il casello di Corigliano, opportunamente adattato con simboli e riferimenti di quel periodo storico.
Guidati da tavole didascaliche e dalla geografia dei vicoli, si cercherà di coinvolgere le più recenti generazioni, sempre più distanti cronologicamente da quel periodo storico.
Tutto ciò per impedire che la storia diventi uno sfumato ricordo e le sue fasi più buie ritrovino attualità, “ far sì che gli anticorpi della memoria si insedino nelle fibre profonde della società, la scuotano dall’infingardo torpore che torna a rendere possibile ciò che dovrebbe essere impossibile.”(Ass. Reg. Silvia Godelli).
Non solo scenografia, ma testimonianze multimediali ed iconografiche, attraverso una mostra itinerante dal titolo “Infanzia rubata”, frutto di collaborazione con l’associazione “Figli della Shoah”, testimonial della comunità ebraica milanese e non solo.
Le tavole faranno da guida nella ricostruzione dell’eccidio fatto anche di giovani vittime, colpevoli solo di aver trovato vita in quel periodo infausto.
Un periodo in cui i protagonisti sono non solo i carnefici, ma i tanti uomini e donne, professionisti, intellettuali, governanti, che donarono la propria vita per proteggere, nascondere, favorire la fuga dei tanti perseguitati.
Tra questi, la grande figura del pedagogo polacco Janusz Korczak, ispiratore dell’attuale Convenzione Internazionale dei Diritti dei Bambini, che lottò fino all’ultimo per alleviare le sofferenze dei bambini del suo orfanotrofio, situato nel Ghetto di Varsavia e sapientemente riproposta e stigmatizzata in questa itinerante.
Musica Klezmer e della cultura ebraica farà da sottofondo a questa rievocazione storica. La copia fotostatica di quotidiani di quel periodo, distribuite da ragazzini “strilloni” rammenterà le notizie giornalistiche. Giovani writer realizzeranno in estemporanea, su grandi pannelli, graffiti colorati, ispirati dalla emozionante rievocazione della deportazione, narrata dalla signora Liliana Segre.
Sul bianco della calce dei nostri vicoli, verranno proiettate le immagini toccanti, ed i video “proponibili” dei campi di concentramento.
Ancora una volta in questo comune dell’entroterra salentino, un modo poco folkloristico ma impegnato di dare un senso al proprio vivere quotidiano, con attivismo, protagonismo ed in questo caso prospettiva storica.
La prima e non ultima iniziativa che mescola cultura storica e tradizione rurale salentina, promozione del territorio e partecipazione giovanile, in una modalità alternativa ai canoni più tradizionali.
Un ringraziamento particolare va alla ditta Giove service di Cataldo Giovanni per aver creduto nell’iniziativa, ai dirigenti di AQP e FSE per la disponibilità dimostrata e gli strumenti messi a disposizione.
L’iniziativa è rivolta in particolare alla popolazione scolastica che in modo diretto è stata invitata a partecipare : licei ed istituti comprensivi, universitari salentini in sede e fuori sede.
Start dell’intera iniziativa 13 febbraio.
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dal 13 al 26 febbraio 2011, il venerdì, il sabato e la domenica
Corigliano d'Otranto (Lecce)
Borgo antico Corigliano d'Otranto
ore 18:00
ingresso libero
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