Assedio - Un’Iliade Per Ridere E Pensare
Teatri e auditorium
Continuano gli appuntamenti con la stagione del Teatro Comunale di Nardò che, sabato 5 marzo alle ore 21.15, porta in scena la Compagnia Dammacco con lo spettacolo ASSEDIO Un’ Iliade per ridere e pensare
Assedio è uno spettacolo costruito intorno alla parabola di Achille nell'Iliade, c'è la storia di un popolo che ne assedia un altro, la storia di una guerra combattuta da uomini orientati da divinità orgogliose e vendicative, la storia di uomini, donne e finanche eroi privi di libertà, che hanno la loro ragione di essere solo se spendono la loro vita nel solco del pensiero dominante. L'Iliade forse, ci racconta dell'Occidente in cui viviamo oggi, un Occidente che assedia l'altro da sé ma che, allo stesso tempo, è composto da individui assediati. Assedio racconta di un Achille imbevuto della nostra contemporaneità, tormentato e immerso in uno stato allucinatorio, nel quale la sua coscienza - improvvisamente risvegliata - lo coccola e lo tormenta, con visioni che gli svelano la vera essenza della sua realtà. Achille, eroe reso debole e umano dalla sua mortalità deve allora scegliere tra la coerenza alla sua nuova visione del mondo, anche a costo dell' emarginazione, e i privilegi offerti da una rinnovata e ora consapevole, adesione al pensiero comune.
Assedio apre una sezione dedicata alla grande letteratura riscritta dal nuovo teatro, «Cantami o diva…, probabilmente uno degli incipit più noti della letteratura di tutti i tempi, che con forza ma anche con grazia spalanca le porte al canto di Troia, città della guerra per antonomasia, città dell’assedio, città degli eroi.
Fra tutti, sopra tutti – bello, vincente, amato – l’Eroe eccellente, l’Eroe che scatena il racconto omerico e che lo chiude: Achille.
L’Achille di Dammacco vede che il mondo non è nient’altro che un susseguirsi di campi di battaglia in cui altri Achille – belli, bravi vincenti, amati anch’essi – replicano all’infinito i suoi stessi gesti e le sue stesse azioni, che ora gli appaiono terribili.
La visione è dolorosa, è una ferita che si spalanca sull’abisso della sua anima.
Mettere in scena questo testo dolorosamente contemporaneo, che prende il mito e lo fa suo, se ne nutre e lo rinnova, giocando con i linguaggi e i paradossi, significa trovarne una radice universale, capire che dietro la metafora dell’Eroe si nasconde l’inquietudine, profondamente attuale, dell’uomo di fronte alle costrizioni dei ruoli che via via indossa o da cui è indossato, della ribellione di fronte ad un sistema che chiede prepotentemente di essere sempre e comunque qualcosa e qualcuno. Nei corpi e nelle voci degli attori agisce fino al finale – per certi versi sorprendente – il doppio motore della visione e della realtà, dell’incontro e dello scontro con se stessi, dell’Io che sono e dell’Io che voglio.
Non tutti siamo eccellenti, non tutti abbiamo i privilegi dell’Eroe, forse è per questo che vedere l’Eroe alle prese con se stesso può renderci particolarmente attenti, come interpreti e come spettatori, di fronte ad una vicenda in fondo così umana.
Spettacolo con Serena Balivo, Mariano Dammacco, Alberto Locatelli, Davide Pini Carenzi, ideazione, drammaturgia e regia Mariano Dammacco collaborazione alla regia Serena Balivo,
suoni Carlo Dall’Asta. Anche Assedio è stato pubblicato dalla casa editrice Pensa Multimedia, insieme al saggio La forza messa a nudo scritto dalla filosofa Francesca Recchia Luciani.
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Nardò (Lecce)
Terrammare Teatro
Corso Vittorio Emanuele II, 20
ore 21.15
ingresso a pagamento
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