Marco Panara - La malattia dell'Occidente
Incontri culturali
Incontro con il giornalista Marco Panara, autore del libro La malattia dell'Occidente (Laterza, 2010) con linguaggio semplice ed efficace, il saggio racconta di come il lavoro ha perduto valore per via della globalizzazione e del grande mondo che si fa sempre più piccolo con l’Autore ne discutono l'attore Giuseppe Battiston e il musicista Gianmaria Testa, interpreti dello spettacolo teatrale 18 mila giorni - il pitone in collaborazione con il Presidio del Libro/Il Granaio
“Perché il lavoro non vale più” è il sottotitolo del libro di Marco Panara ”La malattia dell’Occidente”, pubblicato da Laterza all'inizio di dicembre scorso e molto apprezzato dai lettori. Scritto con linguaggio semplice ed efficace, il saggio racconta di come il lavoro ha perduto valore per via della globalizzazione e del grande mondo che si fa sempre più piccolo. Domenica 13 marzo, alle ore 19.30 (con ingresso libero), nel foyer del teatro TaTÀ di Taranto, presentazione del libro ”La malattia dell’Occidente”, a cura del Crest e del Presidio del Libro/Il Granaio. Con l'Autore ne discutono l’attore Giuseppe Battiston e il musicista Gianmaria Testa, interpreti dello spettacolo teatrale “18 mila giorni - Il pitone”, in scena sabato 12 (ore 21) e domenica 13 marzo (ore 18) sul palco di via Deledda per la stagione di prosa del Comune di Taranto.
"Mettere insieme declino del valore del lavoro e peggioramento della qualità della democrazia non è una forzatura. Perché c´è un rapporto diretto tra lavoro e democrazia, un rapporto storico e biunivoco talmente forte che ne rende paralleli i destini. La democrazia ateniese era fatta di uomini liberi e di schiavi, ove la democrazia era appannaggio dei primi e il lavoro era riservato ai secondi. La democrazia moderna è invece il frutto di un lunghissimo processo di liberazione del lavoro. (…) La povertà, la paura della povertà, la separazione del lavoro dai diritti, il ritorno ad una concezione del lavoro bruta e legata alla sola sopravvivenza minacciano la democrazia. (…) La discussione che ha portato alla formulazione dell'articolo 1 della Costituzione italiana è illuminante. A sollevare la questione dell´inserimento del concetto di lavoro è il cattolico Giorgio La Pira, che il 16 ottobre del 1946 nel corso dei lavori di una sottocommissione dell´Assemblea Costituente propone il seguente articolo: «Il lavoro è il fondamento di tutta la struttura sociale, e la sua partecipazione adeguata negli organismi economici, sociali e politici, è condizione del nuovo carattere democratico» (…). Democrazia e lavoro si intrecciano quindi e la missione del lavoro, come fondamento della democrazia è darle la forza necessaria per essere ‘buona´, per essere una buona democrazia".
Se il lavoro non vale più economicamente e non ha più efficacia come collante sociale, anche la sinistra politica e le rappresentanze sindacali hanno le loro responsabilità e insieme, forse, l'onere della ricostruzione. Tornare a riconoscere il valore sociale del lavoro è la prima missione di una classe politica che sappia davvero interpretare la novità del XXI secolo, e ricostruirne il valore economico è il progetto più moderno del quale possa dotarsi.
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Taranto
Auditorium TaTà
via Grazia Deledda
ore 19.30
ingresso libero
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