Vito Bianchi presenta: Dracula. Una storia vera.
Incontri culturali
Martedì 12 Aprile
ore 18,30
Vito Bianchi
presenta
Dracula. Una storia vera.
Dracula non era un conte della Transilvania ma un sovrano della Valacchia, regione storica dell’attuale Romania. Dracula non era un vampiro ma il principe Vlad III detto Tepes, l’Impalatore. Visse e regnò nel Quattrocento: secolo di grandi passioni, enormi brutalità e meravigliose rivoluzioni. Secolo in bilico fra paradiso e inferno: da un lato la bellezza del Rinascimento europeo, fiorito nelle principali corti dell’Occidente; dall’altro la paura dei Turchi, sempre più minacciosi e incalzanti da Oriente dopo la caduta di Costantinopoli del 1453. Sul confine fra due mondi, sulla soglia fra il sultanato ottomano e il regno ungherese, si staglia la figura di Dracula: un sovrano certo violento, come violenti erano i suoi anni; ma anche coraggioso, passionale, eroico nella sua solitudine di crociato fuori tempo massimo, capace di lottare strenuamente per sé e per la propria gente.
Nato da una madre sconosciuta, allevato come un nobile romeno, abbandonato dal padre alla mercé dei Turchi, imprigionato, maltrattato, Dracula riuscirà a salire sul trono valacco e a ritagliarsi addosso un’aura leggendaria. La sua coerenza ne farà un campione della cristianità assediata dai musulmani, e un severo persecutore delle ingiustizie. Ma la sua fermezza sconvolgerà gli equilibri politico-economici, la sua audacia striderà con l’inerzia degli altri regnanti europei, nello stesso momento in cui il papa, disperato, invitava il sultano Maometto II a cristianizzarsi, offrendogli in cambio l’investitura a sovrano universale. Sicché, col nuovo ritrovato della stampa, appena messa a punto da Gutenberg, gli immancabili detrattori scateneranno contro Dracula una propaganda negativa e ossessiva, che trasformerà il condottiero cristiano in un mostro malefico.
La figura di Vlad III l’Impalatore emerge così in un affresco vivido di crociate sanguinose e arti rinascenti, di diplomazia inesausta e complotti perenni, di guerriglie, tormenti, amori e tradimenti: tutto viene raccontato con la forza documentaria di un saggio che si coniuga con un gusto narrativo speciale. Si tratta della prima storia scritta direttamente in italiano sul vero Dracula: a differenza dei rari e spesso imprecisi precedenti, che risultano confusi, disgregati e fuorvianti, la forza di questo volume risiede nell’omogeneità del racconto e in una scrittura densa e insieme leggera, che tende a coinvolgere il lettore nell’epopea del personaggio storico.
La letteratura ottocentesca e la cinematografia novecentesca faranno “rinascere” Dracula, ma sotto tutt’altre spoglie: nelle vesti cioè del celebre vampiro. Di cui, pure, in questo libro si tratteggiano la genesi, le deformazioni e gli usi distorti rispetto a un originale che, per molti versi, si rivela più interessante dello stereotipo contemporaneo.
|
Bari
La Feltrinelli
via Melo, 119
ore 18.30
ingresso libero
|
| |
|
|
letto
1258 volte