da mercoledì 13 Aprile a venerdì 13 maggio 2011
in mostra
L'oracolo il Politico ed il portaborse
Arte e fotografia
La provocazione dell’arte di Raffaello nasce non solo dal modo di titolare le sue opere, ma dal suo sguardo beffardo, giocosamente ironico con cui osserva il mondo e lo riporta nei suoi quadri. La sua formazione artistica ed il suo passato da illustratore l’hanno aiutato a sviluppare questa forma di linguaggio essenziale per esprimere appieno il suo essere.
Ecco quindi i colori puri, il tratto tagliente, le geometrie che emergono nella composizione pervasa da balocchi, da oggetti meccanici insieme ad altri della quotidianità più comune che si caricano di significato simbolico. Loschi figuri con il cilindro, pelati, dal naso adunco, che l’occhio più attento può accostare all’illustrazione giapponese, pensiamo al manga, sono il “popolo dell’inquietante” che abita queste opere; il male che pervade la società e ci impedisce di “giocare” ovvero di tirar fuori la nostra anima creativa e infantile.
Così possiamo osservare ne L’Oracolo, il Politico ed il Portaborse la contrapposizione tra un mondo “basso” di guerrafondai industriali rappresentato dalle due figure sulla destra e un mondo “alto”, più concettuale: “l’oracolo” un’astrazione del potere rappresentato da un uccello meccanico sulla sinistra, motivo fondamentale dell’opera dell’autore, che assume ruolo da protagonista nell’opera Macchine Edili a Riposo e Puntellate candidata al Premio Internazionale Tokyo 2011. Proprio il volatile può essere preso come metafora dello sguardo dell’artista in quanto è l’unico animale capace di vedere le cose sia dall’alto che dal basso. Altro tema dominante nell’opera del maestro è la rappresentazione della famiglia e delle abitudini domestiche. Così in Moglie e Marito Filosofia del Quotidiano il momento rituale del caffé diviene un momento di sfogo delle frustrazioni di una coppia, oppure in Avvocato Rimprovera Figlio dove Raffaello sembra volersi prendere gioco del concetto di autorità rappresentato da questa figura nella vita pubblica ed in quella privata. In Carne, il potere autorevole sembra ritornare nella figura del macellaio. Troviamo una sorta d’identificazione di piani, spaziali ma anche semantici, tra la fila dei clienti e quella della merce che egli stesso vende, ovvero “carne”, in un ambiente dalle pareti verdi che ricorda tanto una sala operatoria.
Muoversi in questo circo di figure e personaggi che vanno a creare l’universo di Raffello diventa un modo piacevole per lo spettatore di perdersi e di giocare con la visione delle opere.
Buona visione!
|
da mercoledì 13 Aprile a venerdì 13 maggio 2011
Bitetto (Bari)
via estamurale lucatorto 38 Caffè 900
ore 10:00
ingresso libero
|
| |
|
|
letto
549 volte