Radio Popolare Salento
associazione Arcinota
c.s. Cloro Rosso
associazione Babele
cooperativa Robert Owen
associazione Labuat
Presentano
UN ALTRO PUNTO DI VISTA
Colloqui sul presente
Proiezione dei documentari
- "Non c'era nessuna signora a quel tavolo"
- "Comizi d'amore 80"
Partecipano
Cecilia Mangini, regista
Davide Barletti, regista
Piero Fumarola, docente di sociologia delle religioni, Università del Salento
Eugenio Imbriani, docente di antropologia, Università del Salento
12 maggio ore 18.30
Cinema Bellarmino - Taranto
Ingresso libero
Visitare il sito htpp://www.fluidproduzioni.com/mangini/ per avere maggiori informazioni sulle attività di Cecilia Mangini
"Non c'era nessuna signora a quel tavolo"
Il cinema di Cecilia Mangini
Documentario di Davide Barletti e Lorenzo Conte
" Non c'era nessuna signora a quel tavolo", è il racconto di una vita al cinema e per il cinema, è la storia di Cecilia Mangini, documentarista, fotografa, intellettuale che ha raccontato con i suoi film trent'anni di storia del nostro paese.
Nel documentario di Barletti e Conte riprendono vita le immagini di un Italia solo apparentemente lontana nel tempo: quella del nascente boom economico, con le sue lacerazioni, i suoi drammi e la sua vitalità. Un pezzo di storia del nostro paese visto attraverso l'obbiettivo di una delle protagoniste della stagione più ricca del cinema e della cultura italiana.
Scossa dal racconto appassionato di Cecilia Mangini la polvere del tempo ricomincia a volteggiare, sospeso nel fascio di luce di vecchi proiettori e di mitiche moviole. Un intera epoca e i suoi protagonisti riprendono vita dimostrando di avere ancora molto da dire anche sul nostro presente.
"Comizi d'amore 80"
Documentario di Cecilia Mangini e Lino Del Fra
Comizi d'amore '80 è un'estratto di 25 minuti dall'inchiesta effettuata da Cecilia Mangini e Lino Del Fra e mandata in onda dalla Rai nel nel 1980. Sull'onda del lungometraggio "Comizi d'amore" realizzato da Pasolini nel 1964, gli autori discutono con gli italiani sui problemi dell'amore e del sesso, registrando risposte e testimonianze, al fine di comprendere e riflettere sui cambiamenti che l'Italia vive nel ventennio '60/'80. Nel viaggio in terra d'Otranto esplodono i temi del consumo di riviste pornografiche (con gli operai dell'Italsider a Taranto) e dell'aborto (con un gruppo di donne a Maglie). Non c'è altro modo di toccare certi argomenti che la cultura e la politica hanno troppo spesso rimosso, al di fuori delle chiacchiere quotidiane e del pettegolezzo privato, oltre a quello volontaristico, rischioso, a volte violento, dell'esibizione, della provocazione o dell'assunzione di responsabilità delle proprie opinioni e comportamenti. Interviste collettive, dunque, con decine di donne e uomini messi a confronto, liberi di proporre opinioni diverse e divergenti, di consentire o dissentire attraverso un pubblico contradditorio: un comizio, appunto.
CECILIA MANGINI:
L’opera cinematografica di Cecilia Mangini, è vissuta in condivisione con il marito, Lino Del Fra, regista e sceneggiatore. Inizia la carriera alla fine degli anni Cinquanta, con il filo conduttore di indagare e raccontare i "meccanismi" che stanno dietro l’apparenza delle cose, nella direzione della scoperta della realtà.
Nasce, così, la collaborazione con Pier Paolo Pasolini, per realizzare indagini sulle periferie cittadine: Ignoti alla città (1958) e La canta delle marane (1960), quest’ultimo con soggetto tratto dal romanzo Ragazzi di vita. E il documentario Stendalì (1960), in cui “piange i morti”, attraverso il lamento funebre, con testo dello stesso Pasolini, documentario girato in provincia di Lecce (influenzato dall’antropologo Ernesto De Martino).
Temi dei documentari sono la fabbrica, la condizione femminile e giovanile (del nascente capitalismo italiano) e rivelano i drammi sociali che si nascondono dietro il boom economico. Racconta la condizione delle lavoratrici in Essere donne, mediometraggio del 1965: tabacchine, braccianti, emigranti che vedevano nella fabbrica un salto di qualità per la propria esistenza. poi descrive in Brindisi ’66 (1966), l’impatto del petrolchimico Monteshell sulla città di Brindisi e la nascita di una classe operaia (1965). In Comizi d’amore '80 traccia un affresco dei cambiamenti di mentalità in amore e sessualità, intervista gli operai dell'Italsider di Taranto, e le donne del Salento, alle prese con la legge sull’aborto. In Domani vincerò (1969), racconta i figli degli emigrati meridionali che nel Centro Nord, per uscire dall’emarginazione e dalla povertà, inseguivano il mito della boxe.
Per il cinema storico-politico cura All'armi, siam fascisti! realizzato nel 1962 insieme a Lino Miccichè con materiale di repertorio (che va dall’inizio del Novecento fino ai fatti di Genova del 1960): indaga il fascismo dalle origini, all’appoggio del capitalismo agrario e industriale, fino alle ramificazioni nei vari Paesi.
In questo ambito rientra il lungometraggio Stalin (1963, sottoposto a censura, tanto da essere rifiutato dai suoi autori); la sceneggiatura de La villeggiatura (1972) di Marco Leto (anni ’70), e Antonio Gramsci - I giorni del carcere (1977), regia di Lino Del Fra, in cui ricostruisce le giornate di Antonio Gramsci nel carcere pugliese di Turi.
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