L'anello inutile
Incontri culturali
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Si intitola “L’anello inutile” il nuovo libro di Maria Pia Romano ed è edito da Besa.
Una prosa d’acqua, aria, terra e fuoco. Una dichiarazione d’amore al Salento. Una storia di uomini e donne uniti, ciascuno a suo modo, da un anello.
Il libro sarà presentato mercoledì 29 giugno alle 20 presso la Libreria Fanny di Giusy Miglietta a Trepuzzi (LE), Corso Umberto I, 3.
Interviene la professoressa Tania Conte.
Il Salento prende alla gola. E ti sa rubare l’anima.
Luogo troppo selvatico per lasciarsi conquistare. Anche la sua gente è così.
Qui le tarantate dicevano di sentire la noia all’inizio del male.
Gli uomini andavano a fare l’olio nelle viscere della terra, incitando gli animali a spingere la ruota e stordendosi con l’oppio per non sentire la fatica.
Nelle campagne che s’incontrano andando dalle Orte verso il faro della Palascia, la terra è rossa.
Ci si può perdere, inseguendo il filo rosso che qui lega la terra, il cielo e l’acqua.
Un sottile scoloramento di memorie adriatiche. Un annebbiamento dei sensi. Un capogiro.
Cosa rimane quando non si ha più niente da perdere?
(DANIELA PASTORE, Gazzetta del Mezzogiorno) Poesia che incontra gli elementi della natura, parole che pesano come un bilancino granelli infinitesimi di verità, immagini pennellate come acquerelli. È un caleidoscopio di paesaggi, forme geometriche, viaggi, labirinti, memorie, malinconie il nuovo, maturo, emozionante lavoro di Maria Pia Romano, L’anello inutile (edizioni Besa, 79 pagine, 13 euro). Quattro capitoli - acqua, aria, terra, fuoco - ciascuno suddiviso in otto unità ispirate agli elementi naturali: sorsi, respiri, passi, scintille. Una trama che tenta di dare ordine all’imponderabile, ascisse e ordinate di un monologo interiore rutilante, di un’anima drammatica, appassionata, dolente, alla ricerca di orizzonti più ampi, di barlumi di felicità, di riscatti. «Il fuoco te lo senti dentro e non ci puoi fare nulla», scrive Maria Pia Romano, che non si sottrae al sortilegio di notti tessute d’incubi, di esperienze dolorose, pur di immagazzinare nel forziere della scrittura nuove immagini, pur di forgiare a colpi di vita la sensibilità artistica. Un lavoro di cuore e calamaio L'anello inutile, che parte dal suo primo lavoro, L'estraneo (2005), che cresce con Onde di Follia (2006), si consolida con Il funambolo sull'erba blu e La settima stella (2008) e si fa maturo con questa ultima riuscita prova letteraria. I protagonisti sono creature forgiate dal sole, dal mare, dal vento del Sud. Personaggi che amano la libertà sopra ogni altra cosa, disposti a soffrire le pene dell’inferno, ma solo per passioni speciali. Uomini e donne sempre alla ricerca di un altrove, alla ricerca dell’anello mancante, quello che chiude il cerchio.”
(AUGUSTO BENEMEGLIO, LiberoLibro)“L’anello inutile” è un libro godibilissimo, si legge d’un fiato, perché è scritto in modo agile, raffinato, elegante, di gran classe , con un linguaggio altamente lirico, ma anche concreto. I luoghi e i personaggi fantastici sono tipici di una novella lirica, sono quelli di sempre, delle favole, delle storie ...d’amore, la principessa blu, l’uomo buono di Badisco, lo zingaro, le sirene, le streghe, la grotta , la signora dei gatti; sono personaggi e luoghi rivisitati mille volte dagli scriba per vocazione, illusi di poter star dietro ai miti, ai fantasmi, ai sogni e ai misteri dell’esistenza. E poi ci sono miriadi di riferimenti, culti legati alla filosofia, alla letteratura, alla psicoanalisi, al cinema (il pianoforte sulla spiaggia), al mare simbolo di vita baudelariano. In fondo c’è anche il messaggio proprio dell’uomo di mare che le rare volte che lo incroci lo riconosci dal fatto che ti può sembrare un relitto, ma poco dopo, appena entri in lui e ci parli – (i suoi sono più silenzi smisurati che parole profonde) - quel relitto diventa una scialuppa per rinascere. Ma anche Maria Pia, che nuota coi delfini e ha pensieri straripanti di mare, è donna di mare vera, autentica.”
( JENNY DE CICCO, OtrantoOggi) “ L’anello inutile” non è un romanzo: è una poesia , una dedica, una preghiera. Sono i pensieri che potrebbero assalire la mente di qualsiasi viaggiatore, potrebbe essere anche un suo abitante, in questa terra rossa e arsa dal sole. E’ un racconto onirico, fatto ad occhi aperti, parla di una terra, che se vissuta in pieno manda in catalessi. Perchè la terra, l'aria e l'acqua del Salento, non sono altro che fuoco in fin dei conti Tutto si brucia, tutto si consuma, tutto passa, questo dice la Romano, questo pensa... ed è vero. Diario di viaggio, di sensazioni e profumi. Foto le parole di Maria Pia, imprimibili, nella mente di chiunque almeno una volta nella vita, si è abbandonato alla terra del ri-morso. Scritto come solo i pensieri puri possono esserlo, da leggere tutto d'un fiato, magari all'aria aperta, magari alle Orte, o presso Porto Badisco, o in bilico su un costone roccioso, all'ombra della macchia (che ombra non ha), non si può capire, lo si deve fare proprio ...
Non è scrittura è arte, una pittura rupestre su carta.
Non è pensiero razionale, è vertigine. E’ essere primitivo e sublime.”
MARIA PIA ROMANO, nata a Benevento nel 1976, è iscritta all’Albo dei Giornalisti dal 2000.
Scrive per testate regionali e nazionali e si occupa di comunicazione pubblica, uffici stampa ed organizzazione di eventi. Ha vinto una segnalazione in sezione Cultura al Premio “Michele Campione” Giornalista di Puglia, settima edizione 2010.
Ha all’attivo quattro raccolte di poesie, “Linfa” (LiberArs, 1998), “L’estraneo” (Manni, 2005), “Il funambolo sull’erba blu”, (Besa 2008) e “La settima stella” (Besa 2008) e il romanzo “Onde di Follia” (Besa 2006).
Ha ricevuto riconoscimenti in campo nazionale e internazionale per le sue poesie. I suoi libri sono inseriti nel Museo della Poesia di Perla Cacciaguerra a Cesa.
E’ stata tradotta da Amina Di Munno e Cassio Junqueira per il Festival della Letteratura Italiana in Brasile, estate 2011.
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Trepuzzi (Lecce)
Libreria Fanny, Corso Umberto I, 3
ore 20.00
ingresso libero
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