da giovedì 19 Maggio a venerdì 17 giugno 2011
in mostra
Presenze
Arte e fotografia
La mostra di Annamaria Russo e Nunzio Bibbò, realizzata negli spazi espositivi dell’Archivio di Stato, che insieme alla Biblioteca Nazionale “Sagarriga Visconti Volpi” costituisce il nucleo intellettuale e disciplinare del complesso architettonico della “Cittadella della Cultura” di Bari, corona una perfetta sinergia di intenti e di affinità umane tra le istituzioni culturali territoriali del MiBAC, con la sua nobile squadra di studiosi e funzionari, e gli artisti, i promotori e i curatori della mostra.
Grazie a Isabella Lapi, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia, ad Eugenia Vantaggiato, Direttore dell’Archivio di Stato di Bari, all’On.le Irene Pivetti, Presidente di Learn To Be Free Onlus (associazione di promozione sociale il cui obiettivo è promuovere e supportare progetti di sviluppo, al fine di creare opportunità di lavoro in particolare per persone appartenenti a categorie svantaggiate, LTBF è inoltre molto attiva nel sostenere progetti legati al mondo dell’arte e della cultura, www.ltbf.it - www.festivaldelleidentita.it), è stato realizzato in tempi brevi un progetto lungamente ponderato e concepito appositamente per la valorizzazione della “Cittadella”, in quanto sito di notevole interesse storico e architettonico. Esso ben rappresenta il ruolo sociale che l’istituzione culturale, quale che sia, un museo, un archivio, una biblioteca nazionale, in futuro dovrà interpretare: contenitore di cultura, crocevia di saperi diversi, strumento di ricerca di quella bellezza in grado di salvare il mondo, secondo l’assioma di Dostoevskij, spesso citato a proposito di beni culturali, che nella crisi attuale rischia di sembrare utopistica.
Il messaggio artistico ed umano dei due artisti, due veri maestri pieni di forza creatrice, è sembrato la migliore risposta alla sfida del presente. Sculture, incisioni e ceramiche sono reperti di arte contemporanea che prendono vita da temi e materiali antichi: acqua e terra, fuoco e metallo. I guerrieri, le donne, antichi paesi e paesaggi italici, la sempiterna fascinazione del cerchio: tutto ciò sembra suggerire la via sapienziale per uscire dal caos, per andare verso il futuro senza perdere di vista la tradizione.
La dislocazione delle opere negli spazi espositivi offre un’ottimale possibilità di valorizzare i medesimi, rendendoli vivi e attrattivi nei confronti del pubblico barese, soprattutto di coloro che ancora non conoscono la nuova sede istituzionale comune all’Archivio di Stato e alla Biblioteca nazionale, ubicata nell’ex-Macello Comunale; una interessante architettura degli anni Trenta, ristrutturata e resa funzionale a cura del MiBAC nel 2006. Il trend delle mostre di arte contemporanea negli spazi delle istituzioni culturali quali archivi e biblioteche, se correttamente governato, evidenzia quella multifunzionalità che è oggi propria dello spazio dei beni culturali, con le loro sedi, quasi sempre architettonicamente pregevoli. Ciò che conta è che l’istituzione che la promuove e la ospita sappia assicurare l’eccellenza dell’evento: questo è il brand di ogni istituto, che ne determina la sua valorizzazione.
Già nello scorcio del 2010 con il motto “leggere l’arte contemporanea”, si era realizzata una serie di iniziative della Biblioteca Nazionale, dalla presentazione del volume L’enfasi architettonica e la città moderna di Giovanni Lauricella alla conferenza con cui lo scorso 15 dicembre Cristina Trivellin della Fondazione D’Ars di Milano, ha presentato il volume di Pierre Restany da lei tradotto in italiano, Yves Klein, Il fuoco nel cuore del vuoto, (Milano,Giampaolo Prearo editore, 2008) che nel primitivo progetto doveva introdurre la presente manifestazione. E di fatto, se l’Archivio e la Biblioteca sono due realtà istituzionali diverse, esse rappresentano un unicum dal punto di vista architettonico. In esse possono essere sviluppate, lavorando in sinergia, quelle iniziative che intendono valorizzare la struttura oltre le collezioni in esse conservate. Al loro interno potranno essere letti non solo documenti e testi (che non possono mancare) ma anche osservare i segni del tempo presente, con l’aiuto di artisti, di studiosi, di intellettuali illuminati, come quelli che hanno contribuito al nostro catalogo.
E’ giusto che l’arte contemporanea sia capita e apprezzata dai più, perché racchiude il passato ma lo traduce in un linguaggio altro, perché è provocazione e gioco, ma contiene un sapere antico come i guerrieri di Nunzio, il cerchio della perfezione antico ed eterno di Annamaria, il mistico ed alchemico fuoco di Klein. Gustare il contemporaneo è molto più facile che leggere i trattati di estetica, con buona pace dei critici d’arte. Siamo infatti abituati a vedere la bellezza nell’antico, e la regione Puglia ha i suoi punti di forza nei beni culturali proprio in questo settore: abbiamo infatti, aree archeologiche, cattedrali, castelli medievali, palazzi barocchi, ecc. Ora dobbiamo imparare ad aprire la mente ad accogliere i messaggi del contemporaneo e così facendo riempiremo diverse lacune (intellettuali, estetiche, esistenziali): ma per essere compresa, l’arte contemporanea deve respirare, circolare, vivere negli spazi del nostro quotidiano.
L’Archivio e la Biblioteca come sistemi organizzati del sapere sono questione di pieni e di vuoti: i pieni sono gli spazi occupati dai documenti scritti, i vuoti sono gli spazi non occupati, ma che sono predisposti ad accoglierli. Così si riempirà quel vuoto che i documenti e i libri non possono colmare: l’assenza del pubblico. Occorrerà lavorare su questo. Attraverso il contatto I vuoti all’interno di questo immenso complesso architettonico saranno colmati.
Anche per questo la mostra Presenze ospiterà, secondo la celebre distinzione brandiana, le opere di Annamaria Russo e Nunzio Bibbò, presenti come astanza e come flagranza, inserendosi nello spazio, davvero metafisico e dechirichiano, della Cittadella che le accoglie,
Presenze, infine, coincide con un momento forte delle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, quasi a sottolineare che questo anniversario si può celebrare anche esaltando la nostra creatività, che non conosce flessioni né appartenenze.
Inaugurazione:
giovedì 19 maggio 2011, ore 11.00
19 maggio- 17 giugno 2011
Sala espositiva dell’Archivio di Stato di Bari.
Cittadella della Cultura- Via Pietro Oreste, 45 – 70123 Bari
Orari
Tutti i giorni, dalle 8.00 alle 19.00
chiuso il sabato pomeriggio
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da giovedì 19 Maggio a venerdì 17 giugno 2011
Bari
Sala espositiva dell’Archivio di Stato di Bari
Inaugurazione ore 11.00
ingresso libero
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