Genova 2011: Dall'altro mondo possibile ai beni comuni
Incontri culturali
Esercizio complicato e necessario, quello del provare a ricostruire collettivamente il senso e la portata delle giornate genovesi di dieci anni fa. Complicato per rilevanza, ricchezza qualitativa e straordinaria eterogeneità di quel movimento, e anche per l'enorme mole di emozioni profondissime e divergenti che ci accompagna, tutti, ogni volta che proviamo a fare i conti col potenziale di liberazione e col dramma, d'immaginario e fisico, di quel Luglio.
Necessario per molteplici ragioni. Appare fondamentale provare a riflettere, collettivamente, intorno a quelle giornate innanzi tutto perché il movimento di Genova aveva – nel merito delle riflessioni intorno ai prevedibili disastri della globalizzazione economica – assolutamente ragione. I rischi allora paventati si sono puntualmente verificati. Ne è testimonianza, su tutto, l'ampiezza e la profondità della crisi che neoliberismo e continua finanziarizzazione dell'economia hanno prodotto.
Poi, perché capacità e maturità nel fare sintesi comune, praticando le differenze di formazione dei molteplici e variegati soggetti che componevano quel movimento come elemento di ricchezza per tutti resta ancora non solo l'orizzonte verso cui dovremmo cercare – tutti - di mirare ma deve diventare, oggi più che mai, il paradigma dei nostri continui scambi quotidiani, la cornice dentro la quale provare a costruire, ancora di più, forme di vita diverse e straordinarie.
Quest'anno a Genova ci siamo stati. Ci siamo stati non per commemorare alcunché, nè per mettere in piedi liturgie e cerimonie più o meno laiche. Certo, ci siamo stati perché Carlo ce lo portiamo dentro. E anche per questo, per Carlo e per tutti noi, abbiamo cercato di vivere le giornate di Genova nella direzione sopra indicata.
Con la forza e il coraggio praticato nelle mobilitazioni dello scorso autunno insieme alla Fiom, nelle manifestazioni universitarie, nel 14 Dicembre romano, nello straordinario percorso dei comitati referendari, nella degna resistenza della val di susa. Con un fondamentale elemento di riflessione in più. La ricchezza del movimento di Genova risiede, forse in maniera assoluta, nella sua capacità di essere ipotesi di alternativa fin da subito. Ecco, riflettere attorno alla pratica dell'alternativa può potenziare – a dismisura – la portata delle nostre relazioni e azioni quotidiane.
Cercare di farlo tutti insieme, per provare ad afferrare l'altro mondo. Che non solo è possibile e necessario ma che è anche, continuamente, intorno a noi.
GIOVEDI' 28 LUGLIO ORE 19 PIAZZA IMMACOLATA TARANTO
"GENOVA 2011: DALL'ALTRO MONDO POSSIBILE AI BENI COMUNI".
Prospettive, tumulti, partecipazione.
Interverranno:
- Francesco Caruso - Università della Calabria
- Ciro D'Alò - Sud in Movimento
- Guido De Vincentiis - Cantautore tarantino
- Italo Di Sabato - Osservatorio sulla Repressione
- Francesco Ferri - Centro Sociale Cloro Rosso
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Taranto
Piazza Immacolata
ore 19.00
ingresso libero
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