"... Si rideva tanto che era impossibile sentire le battute..." Così scriveva il critico del tempo Francisque Sarcey a proposito del debutto della nuova commedia della coppia Bisson-Mars "Les surpises du divorce" che a Parigi la sera del 9 Novembre 1886 ottenne un successo strepitoso.
Il ricordo di quella serata fu tale che lo stess oSarcey otto anni dopo, citava il successo di Bisson per mettergli a confronto quello de "L'hotel du Libre-Echange" di Georges Feydeau.
Metti il classico triangolo marito, moglie amante. Ad uno dei vertici togli l'amante e metti la suocera. Successivamente togli la moglie e mettine un'altra, lasciando ivariati gli altri due vertici. Nell'area del triangolo fai muovere simpaticamente un commerciante d'arance innamorato, un investigatore di lungo corso invaghito alla follia, un attempato signore che convola a nozze complicando notevolmente il tutto, ed il gioco è fatto.
In principio era l'Intrigo. O meglio: dal principio alla fine. Voilà il Vaudeville, congegno per antonomasia, oliatissima macchina teatrale, parata di colpi di scena al limite dell'assurdo.
La ragione che ci ha portati a mettere in scena "LE SORPRESE DEL DIVORZIO" consisite principalmente nell'assoluta teatralità del vaudeville. Questa è anche la sostanza che ne giustifica la sopravvivenza: la sua satira - leggera - è irrimediabilmente offuscata dal tempo. E difficilmente potremmo riesumarla: non tanto per i fuggevoli accenni a luoghi, fatti e personaggi per noi ormai privi di significato, ma perchè il trascorrere di un secolo ha rivoluzionato principi e norme di buona creanza, di modo che la loro trasgressione non ci dà più nessun brivido. Quel che ci resta è un congegno e i personaggi che lo muovono: ma, soprattutto, niente psicologia! soltanto delle maschere: il Marito, la Suocera, l'Amico... e un turbillon di incontri, scontri, litigi, crolli e rinascite tipico del vaudeville.
Alexandre Bisson (1848-1912), di professione musicologo, scrisse una sessantina di Vaudeville, da solo o con altri, secondo un abitudine molto diffusa tra gli autori di Vaudeville. Accanto alla sua troviamo qui la firma del meno conosciuto Antony Mars. È opinione comune che Le sorprese del divorzio sia il suo capolavoro.
m.l.
Personaggi ed interpreti (in ordine di apparizione):
Diana Ignatti: Liliana Simone
Maria (cameriera): Arianna Logreco
Massimo (amico di Enrico): Nicola Genna
Enrico Vespasiano (scrittore): Gregorio Saracino
Vincenzina Ignatti (mamma di Diana): Rita Lippolis
Antonio (zio di Enrico): Stefano Campanella
Gabriella (costumista): Marezia Cazzolla
Giovanni (suo padre): Paolo Del Drago
Regia: Mario Lasorella
Costumi: Maria Salviola
Acconciature: Divi di Francesco
Scene: Deni Bianco
Arredamento: Portobello
Si ringrazia: Giuseppe Simone
Curriculum gruppo:
Il gruppo nasce esattamente nel dicembre 2000 come compagnia teatrale. A fondarlo sono assieme al primo promotore Mario Lasorella, Francesco Mastronardi, Marianna Ivone e Marta Amodio. Inizialmente il gruppo si esibiva in occasione di feste di compleanno o quant’altro poteva promuovere la passione di questi giovani attori. Vista la voglia di proseguire, il successo ottenuto in quei due anni, nel 2003 si iniziò ad organizzare serate dedicate interamente al teatro con 2 festival di scenette riscontrando uno strepitoso successo. Da allora il gruppo con il nome “AMICI NOSTRI”, poiché fondato e composto da un gruppo di soli amici, continua ad ottenere successo nel proprio paese rappresentando le proprie commedie anche nei dintorni. Nel 2006 è il fondatore di un Festival di teatro amatoriale intitolato al grande comico attore dialettale genovese Gilberto Govi a livello nazionale e sceglie ad esibirsi compagnie, gruppi, associazioni e scuole teatrali. La manifestazione è ormai giunta alla 3^ edizione. Sempre nel 2006 accetta la proposta di congiungersi alla Filodrammatica castellanese “Ciccio Clori” costituendo così il gruppo teatrale giovanile della stessa. Nel dicembre 2009 si costituisce l'Associazione "Gruppo teatrale Amici Nostri". Il genere che si predilige è il comico- brillante in vernacolo o parodiato
Web:
www.amicinostri.it