Quattro cortometraggi per l'ambiente
evento organizzato dal circolo Legambiente di Ostuni.
Terre al Margine, di Alessandra Ondeggia Anno di produzione: 2010
Lo scarto e il margine sono lo scenario vitale di una complessità negativa, in cui l’incertezza identitaria è preludio costante al dischiudersi di inedite possibilità. Un uomo rapito in un flusso mentale tanto inaspettato quanto sconcertante, si ritrova in uno cinetico fluido di interferenze della sua vita reale ma irriconoscibile e i luoghi di un immaginario collettivo in cui si identifica. Alla fine una sola certezza si è smarrito. Siamo a Taranto città di fabbrica e di fumo unico impulso di una realtà apparentemente afona, ultimo residuo di una terra al margine. Ambientazione: Taranto / Martina Franca (TA)
Moving Forest
Nell’era dei videogiochi, Martino, un bambino di 11 anni, si chiede se come lui anche l’alberello che sta nel cortile del suo condominio si annoia a non uscire mai da quelle quattro mura di cemento. Grazie ad un carrello della spesa riuscirà a far scoprire il mondo al suo nuovo amico verde.
Un’ avventura innocente ed ironica che avvicina bambini e adulti all’universo dimenticato della natura e della fantasia. E un finale che lascia sperare in un mondo migliore grazie alla fantasia dei bambini. Biofilmografia del regista Produzione: Cinedokke sagl, Savosa, Svizzera
Caffè capo
Il film parla di un politicante che, mentre parla al telefono, cena in autogrill. Quando esce dal bagno si trova davanti un emigrato africano che divide con lui la cena nello stesso piatto. Il protagonista, dopo l’accaduto, si sente molto appagato, non solo perché si ritiene generoso ad aver offerto mezzo pasto ad uno sconosciuto, ma anche, e soprattutto, perché ritiene che una scena simile potrebbe funzionare benissimo in campagna elettorale: il candidato sindaco bianco che mangia con un nero. Segno di tolleranza e solidarietà. Ma alla fine, riceverà una bella sorpresa…
L’opera di Zaccariello è girata in modo molto semplice, senza particolari idee o pretese stilistiche, anzi, si basa soprattutto sulla bravura del protagonista e su una narrazione semplice e lineare, ma, alla fine, tira fuori una bel colpo di scena, che sorprende e diverte il pubblico, dando anche un messaggio antirazzista.
“Caffè capo”, quindi, ha i suoi punti di forza nell’attore Cavina e, soprattutto, nella sceneggiatura, scritta dallo stesso regista insieme a Paolo Rossi. Un buon esempio di come un corto, ma anche un lungometraggio, possa funzionare grazie ad una bella e semplice idea.
Le acque di Chenini di Elisa Mereghetti, pubblicato il 2011
L’oasi di Chenini, nei pressi di Gabès (Tunisia) è l’unica oasi di mare del Mediterraneo. Nel 2008 il Ministero dell’Ambiente tunisino ha proposto di inserirla nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. L’oasi, un piccolo angolo di paradiso, è in pericolo. I palmeti scompaiono e le sorgenti d’acqua che la rendono rigogliosa non ci sono più, sostituite dalle pompe che erogano acqua a caro prezzo. Ad aggravare la situazione la falda che si abbassa di anno in anno. Gli agricoltori lanciano un SOS per salvare Chenini. La biodiversità dell’oasi è a rischio per colpa dei cementifici, sorti negli ultimi anni, e lo sviluppo dell’industria dei fosfati che provoca inquinamento, malattie e lo sfruttamento delle falde che irrigano l’oasi. I giovani lasciano Chenini per studiare e cercare fortuna lontano. Kamel è rimasto e coltiva seguendo metodi biologici. Insieme agli agricoltori anziani fa parte di un’associazione che si batte per distribuire i prodotti nei mercati e difendere e salvare l’oasi. Un patrimonio naturale e di conoscenza che rischia di andare.
ingresso libero
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