Blowing in the Wind
Classica e Lirica
Concerti
Mercoledì 31 AGOSTO
ore 21:00
Brindisi
Museo Archeologico Prov.le "F. Ribezzo"
"BLOWING IN THE WIND"
La Letteratura per flauto traversiere in pieno Barocco
Trio Barthold Kuijken (Olanda)
Barthold Kuijken: traversiere
Edwld Demeyere: clavicembalo
Ronan Kernoa: violoncello
Tra il XVII e il XVIII secolo il flauto godette di una grandissima fortuna, ponendosi quasi sullo stesso livello del violino. Non essendo in grado di garantire per sua natura il medesimo virtuosismo del rivale, il flauto divenne nell’estetica barocca lo strumento favorito per esprimere affetti elegiaci e pensosi quali il sonno e l’amore non corrisposto, che venivano esaltati al massimo grado dal suo timbro morbido e delicato. In questo periodo il flauto traverso (o meglio traversiere) conobbe un notevole sviluppo grazie alle innovazioni apportate da una serie di costruttori come Jacques-Martin Hotteterre “Le Romain” (1674-1763), che contribuirono ad aumentarne le possibilità espressive e a renderne più agevole la tecnica esecutiva. Questo fatto consentì al traversiere di vincere definitivamente la concorrenza del flauto dolce e spinse un numero sempre maggiore di compositori a dedicargli sonate e concerti solistici e ad affidargli uno ruolo di spicco nelle opere teatrali, come fece Antonio Vivaldi che gli diede una parte obbligata estremamente complessa nell’aria “Sol da te mio dolce amore” dell’Orlando furioso. A partire dai primi decenni del XVIII secolo il traversiere divenne uno degli strumenti favoriti dagli appassionati di musica di tutta Europa e il compagno inseparabile del re di Prussia Federico II, che chiamò presso la corte di Sans Souci Johann Joachim Quantz, autore di oltre cinquecento opere tra soli, sonate, trio sonate e concerti per flauto. Nello stesso periodo le principali case editrici europee pubblicarono opere per flauto a getto continuo per soddisfare gli appetiti degli amateurs, un successo che iniziò a scemare verso la fine del secolo, quando nelle case dei nobili e dei borghesi più abbienti cominciò a diffondersi il pianoforte, strumento favorito della nuova sensibilità romantica che avrebbe trovato in Beethoven e Schubert prima e in Mendelssohn e Schumann poi i suoi principali alfieri.
Il programma di questo concerto propone un interessante excursus del repertorio del flauto traversiere comprendente tutti i compositori principali del Barocco – con l’eccezione di Johann Sebastian Bach – e due “ospiti” meno conosciuti ma non per questo meno stimolanti.
L’opera più antica in programma è la Sonata in re maggiore di Händel, un gradevole lavoro attribuito fino a qualche tempo fa al «Sr Weisse» (Johann Sigismund Weiss), scritto con ogni probabilità dal compositore sassone nell’ultimo scorcio del suo soggiorno in Italia prima di trasferirsi a Londra. Sotto il profilo stilistico, questo lavoro rientra nel genere della sonata da chiesa, caratterizzata da una doppia alternanza di movimenti lenti e veloci, così come la Sonata in si bemolle maggiore per violoncello e basso continuo RV 46 di Vivaldi, una delle dieci che il Prete Rosso dedicò a uno strumento che fino ad allora aveva faticato a ritagliarsi un ruolo solistico, confinato com’era nell’ambito del basso continuo. Il primo “ospite” cui si faceva riferimento è Pietro Antonio Locatelli, ospite perché conosciuto soprattutto per la sua straordinaria produzione violinistica (i dodici concerti dell’op. 3 “L’arte del violino” sono tuttora considerati tra i massimi monumenti della letteratura violinistica di ogni tempo), ma anche autore delle sonate per flauto e basso continuo op. 2 pubblicate nel 1732, dalle quali proviene la fascinosa Sonata in sol minore.
Dopo due sonate per clavicembalo dal carattere contrastante – delicata e cantabile la prima, brillante e virtuosistica la seconda – di Domenico Scarlatti, passiamo a due Fantasie per flauto solo di Georg Philipp Telemann, nelle quali il grande compositore di Magdeburgo sfrutta al massimo le risorse espressive dello strumento, e alla Sonata in sol maggiore di Giovanni Platti, compositore padovano ma attivo per molto tempo a Würzburg, che rappresenta il secondo, graditissimo “ospite” in questo consesso di grandi.
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Brindisi
Museo Archeologico Prov.le "F. Ribezzo"
ore 21,00
ingresso libero
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