Dumbo Gets Mad
Concerti
Sabato 15 ottobre, ore 22:30
DUMBO GETS MAD (USA-ITA)
Musica retrofuturista.
Dumbo Gets Mad è un progetto pop-rock psichedelico di origini italiane ma sviluppato sulla West Coast della California. Emerso nell'estate del 2010, il primo singolo “Plumy Tale” ha fatto il giro del mondo, raccogliendo recensioni cariche di entusiasmo e divenendo un caso sui più importanti siti e blog musicali indie. Con l’ispirazione di mostri sacri della psichedelia anni '70, l’album di debutto, “Elephants At The Door”, è stato registrato senza tecnologie avanzate, utilizzando attrezzature vecchio stile come sintetizzatori analogici e registratori a nastro. Una sofisticata colonna sonora d'altri tempi, una polaroid dimenticata che prende vita. Psichedelia, melodie sixties, un trip nostalgico negli anni settanta e certi rigurgiti eighties. Citazioni e astrazione sonora. Allucinazioni e psichedelia retrò. Sperimentazione e
trip solari.
Rarely does anything about this LP come off as "normal." We're basically talking about an album full of odd synths, chipmunked vocals, bubble samples, and lyrics about prawns. So it's hard to promote this simply as a "rock album," because experimentation and effects play such a heavy role in shaping the music here. Think of it as Flying Lotus's Cosmogramma from a psych rock perspective. Despite all the indulgence, the sounds here are great. This thing has a huge, warm sound that could have only come from an analog recording. The music an come off a little too hectic or cacophonous at times, but it wouldn't be much an adventure if the jungle wasn't dense with plants. 8/10 (The needle drop)
“un album emozionante e riuscitissimo, che vive sospeso e sintetizzato in mezzo al profumo di un passato sixties a tinte cinematografiche. Dumbo Gets Mad è però anche elettronica iper-raffinata, armonia rareffatta, calpestio di pavé che incontra idealmente gli Air e Cécile Schott, che ricorda l’ascesa di Stephen Wilkinson e rimanda ai più svariati suffissi ambient, fino alla meraviglia di un pop magicamente ibridato. Incantato e incantevole. 5/5 (NerdsAttack)
“Un gioiellino di lo-fi pop degno del miglior Jim Noir, uno dei best kept secret del moderno pop. “Elephants at the door” ha un suono volutamente stonato, saturo, caleidoscopico, ricco di synth e chitarre inacidite, tricks da computer e voci sempre sommerse da effetti. (Andrea Mangia/Populous, Hickey magazine)
Chiamatelo un po' come preferite, shoegaze post "Loveless", o forse preferite lo-fi. Per usare un termine attuale che fa figo si può chiamare dreampop. Noi dopo aver ascoltato l'album lo definiamo meraviglia. È passato tanto tempo senza che nessun gruppo riuscisse realmente a farci stropicciare gli occhi come in un lieto risveglio dopo giorni bui e tempestosi. È il momento di tornare a sognare e come colonna sonora è d'obbligo "Elephants At The Door". Atmosfere alla Pink
Floyd e tastiere alla Doors vengono filtrate con suoni moderni e originali che le trasformano in sporche emozioni sognanti, le stesse che si trovano in una spiaggia colma di surfisti o in cima a una qualsiasi montagna del Tibet. 9/10 (Loudvision)
Ingresso riservato ai soci ARCI.
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Copertino (Lecce)
I Sotterranei
Via delle Grazie, 5
ore 22.30
ingresso riservato ai soci
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