Domenica 20 novembre 2011
Romanzo d'Infanzia
Teatri e auditorium
Romanzo d’infanzia (1997) e Fiaba buia (1999) nascono dal sodalizio artistico di Bruno Stori, Antonella Bertoni, Michele Abbondanza e Letizia Quintavalla. In Fiaba buia si aggiunge al gruppo Silvano Pantesco.
Questi spettacoli sono frutto di una autoproduzione cui tutti gli artisti partecipano in egual misura. Vogliamo sottolineare che queste produzioni non appartengono ad uno specifico teatrale (danza, prosa o musica) ma al “teatro”. Questo vuol dire che le diverse discipline confluiscono nell’unità dello spettacolo.
Ci sta a cuore che questo comunicato non sia solo una informazione, ma anche occasione per precisare un concetto artistico/produttivo che molto difficilmente, in questi anni di ospitalità e tournées, organizzatori o direttori o critici di teatro hanno saputo leggere e presentare correttamente al pubblico (abbiamo una raccolta infinita di errori o sui ruoli o sulle specificità o nomi su programmi e giornali). Questo nomadismo culturale, questa instabilità da noi voluta e ricercata come singoli artisti che si uniscono per periodi e poi si lasciano e si ritrovano solo quando hanno veramente qualcosa da dire insieme, non è stata secondo noi sottolineata abbastanza: è fatica autoprodursi, ma soprattutto trovare e coltivare connubi artistici, quindi ci teniamo a ribadire che non si tratta né di “matrimoni” o unioni stabili in cui si prende il cognome del marito …, né di committenze di regia o consulenze coreografiche per completare il lavoro di una delle parti, ma è l’unione dettata da pari stima reciproca e curiosità di trovare forme sconosciute o impreviste nel nostro lavoro.
Capita anche che spesso l’appartenenza artistica di uno spettacolo è attribuita, per praticità o per equivoco, solo alla struttura distributiva. E’ più facile impostare la grafica di un programma della stagione di un teatro su un nome unico o su un’etichetta o un genere, certo! Ma così si perde la possibilità di uscire dai canoni interpretativi e critici dell’opera.
Questo scritto denuncia la nostra difficoltà di far capire e rispettare quello che scriviamo sui materiali che accompagnano i nostri lavori (locandine – informazioni – note).
Occorre più precisione nella forma e più sensibilità nei contenuti. Tutti gli artisti sono permalosi e ossessivi, si sa. Amano le loro opere, guai a chi le tocca. Abbiamo bisogno che si riconoscano i percorsi poetici e soprattutto gli sforzi per rompere tali percorsi, a volte per incontrare altro da sé.
Dare al pubblico le informazioni esatte su “cosa” e “chi” si va a vedere, chi lo ha prodotto, chi lo firma.
Quando siamo nati ci hanno dato un nome: ci è caro. Ciascuno di noi ha anni di lavoro alle spalle nelle varie arti: ci sono cari.
Allora non ci si deve sbagliare e dire per esempio che “registi e autori danzeranno per le strade del tal paese o città …”, oppure il nome dell’ideatore luci finisce tra i coreografi … o uno dei nostri nomi l’abbiamo letto in sei versioni errate … e ancora, più grave, dimenticare di nominare ruoli determinanti nella creazione di uno spettacolo, o spesso si invertono competenze, oppure se la regia è firmata da due persone omettono sempre una o l’altra, perché?
Se un organizzatore o direttore o critico conosce più un artista e il suo lavoro, si dimentica degli altri e viceversa. E’ più facile ricordare un nome che quattro o cinque, certo, e allora!? Siamo su questa terra per fare cose facili?
Abbiamo un sodalizio tra noi e non sia mai che un ufficio stampa divida ciò che la stima ha unito, a questo sì che ci teniamo.
Per un pubblico a partire dai 6 anni.
Informazioni, biglietti e abbonamenti
Costo del biglietto d’ingresso: 5 euro
Abbonamento a 10 spettacoli: 40 euro.
|
Nardò (Lecce)
Terrammare Teatro
Corso Vittorio Emanuele II, 20
ore 17.30
ingresso a pagamento
|
| |
|
|
letto
199 volte