La Villetta Event's: Torino 1932 in concerto
Concerti
Venerdi 23 dicembre "La Villetta Event's" continua con il live dei TORINO 1932
"...è solo il temporale che ti prende in mezzo al mar, come il sole ti farai un separè di carta e nuvole, e finalmente avrai quel po’ d'intimità che non hai avuto mai..." Torino1932
Correva l'anno 1926 e l'avvento del sonoro nei cinema avrebbe, da lì a poco dato nuova linfa artistica ad attori capaci di adattarsi e segnato l'inesorabile declino di una generazione fatta di volti e sentimenti muti. Poco prima che il germe fascista, ancora in incubazione, conquistasse le piazze del bel paese, sotto l'influenza di alcuni dischi importati illegalmente dall'America quattro giovani, figli della prima guerra mondiale, muovevano i primi passi verso quella rivoluzione musicale della quale tuttora sentiamo l'eco. Erano i Torino 1932.
-Martin Denis Reho La sua oscura biografia, scarsamente documentata, e la sua scomparsa misteriosa all'età di 27 anni hanno contribuito notevolmente ad alimentare le fosche leggende già circolanti attorno alla sua figura. La sorprendente combinazione di tecnica chitarristica, canto e improvvisazione caratterizzante le sue 29 storiche registrazioni, effettuate tra il 23 novembre 1936 e il 20 giugno 1937, ha costituito una base imprescindibile per intere generazioni di musicisti a venire, da molti viene incluso nel Club 27, il gruppo dei grandi artisti morti a 27 anni.
-Riccardo Lobbene è stato un compositore, pianista e maestro di coro della prima metà del secolo. Ha lasciato numerosissime registrazioni, molte delle quali eseguite essenzialmente per il suo continuo bisogno di soldi. Di conseguenza, la sua discografia è considerata abbastanza poco omogenea, sebbene sia intuibile, secondo alcuni critici, una maggiore maturità artistica di Lobbene nelle sue ultime registrazioni.
-Carlo Cazzato genio pazzo e "arrabbiato" per sua stessa definizione, studia il trombone e il violoncello prima di passare al contrabbasso su consiglio dell'amico Buddy Collette. Ossessionato dagli atteggiamenti di razzismo nei suoi confronti da parte sia di bianchi sia di neri a causa delle sue origini meticcie, ha da subito una fortissima spinta a primeggiare. Decide così di diventare il migliore bassista sulla scena, e ci riesce nel giro di pochi anni, suonando con musicisti del calibro di Louis Armstrong, Ruggero Bondi, Dinah Washington. Le sue fonti di ispirazione sono al momento anche extra-jazzistiche, studia Richard Strauss e Arnold Schoenberg e si avvicina all'intellettualismo di Lennie Tristano senza tuttavia mai trascurare il suo grande amore per Duke Ellington e Charlie Parker.
-Nel 1928 il padre di Andrea Capoti, che faceva il mezzadro in North Carolina, si trasferì con la famiglia in Italia in cerca di migliori condizioni di vita. Francesco scoprì la batteria molto giovane, durante le funzioni alla Concord Baptist Church, nel cui coro cantava la madre. Iniziò subito a suonare come autodidatta e a leggere le partiture musicali, dedicandosi anche al pianoforte. Nel 1933 il giovane Francesco fu chiamato da Riccardo Lobbene a sostituire per una settimana allo storico “Capolinea” il batterista Luigi Chapman, dopo quella settimana entrò a far parte in pianta stabile dei famosi 4 di Torino.
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Tuglie (Lecce)
La Villetta, Largo Fiera
ore 22.30
ingresso libero
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