Sant'Antonio - Maschere e Suoni
Folklore e tradizioni
Teatri e auditorium
Domenica 22 gennaio
SANT'ANTONIO - MASCHERE E SUONI
Giovinazzo - Piazza Vittorio Emanuele II e centro storico
Domenica 22 gennaio a Giovinazzo verrà celebrata la secolare festa popolare in onore di Sant’Antonio Abate, organizzata dal Comune di Giovinazzo, in collaborazione con il Circolo Arci Tressett e con l’associazione Nipoti della Nonna.
IL PROGRAMMA
Ore 16.00 - Piazza Vittorio Emanuele II - accensione del fuoco
Dalle ore 17.00 – Piazza Vittorio Emanuele II – percorso turistico con guide, su prenotazione (Per prenotare il giro turistico con guida – info: 3402496735)
Dalle ore 17.30 - Arco Traiano - “ I nobili annunciano la festa”
Ore 18.00 – giro cittadino della Banda Musicale "Giuseppe Verdi"
Dalle ore 18.00 alle ore 20.30 – Via Gelso, altezza Chiesa San Lorenzo - spettacolo "Pippo & Clodì" Clown
Dalle ore 18.00 alle 21.00 - Piazza Meschino - Canti popolari e animazione per bambini a cura dell'AGESCI
Dalle ore 18.00 – Sala S. Felice – Mostra Fotografica “Quattro artisti per quattro elementi: fuoco, terra, aria, acqua” - Nicole Depergola, Giuseppe Marzella, Domenico Mortellaro, Antonella Petruzzella. A cura di Magent Art
Dalle ore 19.00 alle ore 21.30 - Piazza Duomo – spettacolo "Kuaedza"
Dalle ore 19.00 alle ore 22.00 - Piazza Benedettine - spettacolo "Trik&Ballak"
Dalle ore 20.00 – Piazza Vittorio Emanuele II – canti e danze del gruppo folkloristico "Cipuridd"
Ore 20.30 - Piazza Vittorio Emanuele II – partenza della street band "Conturband" e giro nel centro storico
Ore 22.00 – arrivo della parata degli artisti di strada e della Conturband in Piazza Vittorio Emanuele II
CENNI STORICI
La festa di Sant'Antonio è un misto di sacro, profano e storico: si invoca il Santo, ha inizio il periodo carnevalesco e si ricorda la fine di un periodo storico triste per Giovinazzo.
Per i Giovinazzesi questa festa ha una particolare importanza storica: ballare intorno ai fuochi, mangiare olive e fave che erano alimenti alla portata di tutti, simboleggiava il festeggiamento per la morte nel 1463 di Giulio Antonio Orsini, principe di Taranto, che nelle sue scorrerie aveva distrutto gli oliveti giovinazzesi e perfino bombardato la città causando periodi di carestia. Nel periodo in cui i fuochi erano accesi, comitive di giovani vestiti a maschera facevano festa attorno ai vari falò con mandolini, flauti e tamburelli. In questa occasione i ragazzi lanciavano con le balestre sacchettini pieni di confetti alle ragazze: il sacchettino afferrato dalla fanciulla diventava segno di fidanzamento. A sera la brace residua e la cenere venivano divise fra le famiglie, quasi a voler prolungare nel chiuso della propria casa il calore di questo fuoco "sacro". Una parte della cenere veniva poi portata in campagna dai contadini e sparsa sotto gli alberi come segno propiziatorio per il raccolto successivo, ed un'altra parte veniva gelosamente conservata e se ne aggiungeva un pizzico nel "cineraccio" (tessuto grezzo che filtrava la cenere) che copriva la biancheria messa a bucato, in modo da sterilizzarla.
info: arci.tressett@gmail.com / paninodellanonna@giovinazzo.it
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Giovinazzo (Bari)
Piazza Vittorio Emanuele II
ore 17.30
ingresso libero
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