Leo Tenneriello presenta il suo nuovo album e il suo libro
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Venerdì 27 gennaio presentazione del cd "Basta Pagare" e del libro "Metamorfosi e fuga" alla Feltrinelli di Lecce in via Cavallotti 7/a alle ore 18.00.
Accompagnato dalla chitarra a dodici corde e dalla inseparabile armonica, Leo Tenneriello canterà alcuni brani del cd. Giusy Petracca, titolare della casa editrice IL RAGGIO VERDE, che ha pubblicato il libro, introdurrà la serata. Luigi Pignatelli leggerà alcuni passi di "Metamorfosi e fuga". Il pubblicò potrà intervenire con domande, osservazioni e commenti.
Leo Tenneriello scrive:
“Basta Pagare” , è il titolo del mio nuovo cd. Basta Pagare: puoi comprare tutto ciò che desideri, ma non puoi avere. L’avere (nobile quanto l’Essere) presuppone la giusta ricompensa di un giusto impegno. Basta Pagare: è la società delle scorciatoie, è la “Vita Di Classe”. Possiedi tutto ciò che ti possiede. Servi il denaro che ti serve. E’ un problema di scelte private e pubbliche. Non propongo soluzioni, formule, ma canto la vita.
Sulla copertina dell’album ci sono io, il fatalista e il sognatore, un uomo in attesa o arreso, lo sguardo di lato, perso nel vuoto e allo stesso tempo rivolto all’arrivo di un nuovo sogno: “Cambio”! Un sorriso e un ghigno: c’è la Realtà! “Quando Tocca A Me” cambiano le regole, canto una generazione in ritardo, l’asprezza, l’amarezza, il disincanto dei tempi che viviamo.
Canto l’amore, a occhi aperti e passionale, proprio di chi è consapevole di vivere l’esistenza sotto “Il cielo degli illusi”.
Con un sorriso, guardo chi guarda. E’ la ricerca dell’incontro, dell’urgenza di comunicare: “Sei Il Mio Futuro”, un buon motivo per restare vivo!
“Ci Sono Giorni” (brano liberamente tratto da “Modernizzare Stanca” del sociologo Franco Cassano) è l’ambivalenza del tempo che abitiamo: un po’ vigilia, un po’ conto alla rovescia; fughe in avanti e fughe all’indietro nel cuore de “Le Donne Degli Altri” che sono un lampo di vita in questa vita annoiata.
“Credo Di Credere” (parafrasando il saggio Credere di credere del filosofo Gianni Vattimo): tutto scorre sul filo dell’indeterminatezza; ecco perché si può definire un album esistenzialista; esprime un senso di inappartenenza, di sradicamento, di marginalità rispetto alla società odierna.
Il cd, scritto, prodotto e arrangiato da me, contiene nove nuove canzoni, profonde e leggere. Ogni brano esprime un’idea, un punto di vista che la melodia “asseconda”.
Il titolo del libro “Metamorfosi e fuga” lega i due termini con la congiunzione “e”, ma in effetti il messaggio finale del libro è contenuto nel titolo stesso trasformando la congiunzione in copula, in verbo: la metamorfosi è la fuga.
La prima parte del volume è dedicata all’immagine fiabesca della preda che fugge e del cacciatore/predatore che insegue. “Metamorfosi e identità” sono la posta in gioco nel perenne conflitto tra oppressori e oppressi. “La metamorfosi di fuga come erosione del dominio” è la via per l’emancipazione. La fuga descritta non è una ritirata, ma una fuga di carattere etico da tutte le forme di dominio. Chi fugge, nel libro, fugge da tutte le situazioni di prepotenza, fugge dalla presa del potere nel senso che il potere non lo vuole né per sé né per Altri, rifiuta il concetto di superiorità, non vuole essere dominato e non vuole dominare. La metamorfosi è la capacità della “preda” di sfuggire agli artigli del “predatore”. L’uomo moderno, consapevole del suo stato di esser preda costante del potere, attraverso la capacità di cambiamento, cerca di sottrarsi alle forme di controllo che le forze dominanti attuano costantemente. Si realizza così il miracolo del più debole che, attraverso le sue metamorfosi, fa cambiare forma al più forte, sottraendogli forza.
Il potere per definizione è statico, unidimensionale e conservatore, la metamorfosi è il regno delle molteplicità, e, per questo, è una reazione alle forme di dominio.
Dopo aver analizzato i “divieti di metamorfosi”, il concetto di “schiavitù” e la “psicologia dell’afferrare e dell’incorporare”, che sostiene come il potere abita in noi anche attraverso i gesti primordiali, apparentemente innocui e innocenti, il libro, nella parte finale, fa un accostamento singolare fra “La metamorfosi” di Franz Kafka e la resurrezione di Gesù Cristo.
“La metamorfosi come approssimazione verso se stessi” invita al riscatto, all’emancipazione, e nasce da una presa di coscienza del proprio stato. L’uomo che in una notte diviene all’improvviso scarafaggio, un “insetto immondo”, è la metafora dell’ individuo moderno al quale la società ha tolto tutta la sua umanità e lo ha ridotto a essere un “mostro mercantile”.
“La metamorfosi e la cocifissione” rivelano un Cristo, così osannato e ascoltato quando operava miracoli straordinari, che invece resta solo e infamato sulla croce. La società farisaica, così poco incline ai cambiamenti e alle metamorfosi, lo rende bersaglio di tanto disprezzo; tale società educava ed educa le masse a inseguire e adorare la grandezza, la forza e il successo e a disprezzare o compatire gli ultimi, gli umili per poi spartanamente espellerli dal sistema della competizione permanente e unidimensionale.
L’ultimo capitolo fornisce la chiave positiva del libro. La speranza viene alla luce attraverso la consapevolezza della propria fragilità e contraddittorietà. “La bontà nell’insicurezza del suolo” nasce quando avvertiamo che ovunque noi poggiamo i nostri piedi scopriamo un “terreno” instabile, provvisorio, effimero; in questa cognizione di precarietà, che è l’esistenza, ci accorgiamo di essere entità responsabili, per noi e per coloro che ci sono vicini. Condividendo, così, con chi è come noi la stessa condizione di debolezza con chi è come noi, ci rafforziamo negli Altri.
Per concludere, “Basta Pagare” e “Metamorfosi e fuga” mettono in luce la fragilità delle relazioni sociali e familiari, sostenute e alimentate principalmente dal Denaro, dal Successo e dal Potere. Questa oscena trinità, che in un periodo come questo di forte crisi, economica e di valori, vediamo all’opera nella sua esemplare capacità distruttiva, continua a essere il mezzo per eccellenza di comunicazione e di affermazione tra gli individui. In un sistema troppo genuflesso al potere, se cadi in disgrazia, così come è accaduto al povero Gregorio, protagonista de “La metamorfosi” di Kafka, anche le persone più vicine non ti vogliono più. Siamo tutti, chi più chi meno, adoratori della forza e del successo. Si salvi chi può o, meglio, la speranza è: CHI PUO’ SALVI CHI NON PUO’ (Leo Tenneriello)
per informazioni, concerti e contatti:
LeoLive +39 333.33.83.505
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Lecce
La Feltrinelli
ore 18.00
ingresso libero
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