Il Museo Rodolfo Valentino accoglie gli innamorati
Arte e fotografia
Il Museo Rodolfo Valentino accoglie gli innamorati
Castellaneta 14 febbraio 2012
“Che cosa mi importa se egli mi ucciderà? Purché Rodolfo mi riconosca e mi stringa ancora una volta fra le braccia, come allora, morirò felice! Non gli chiedo che un bacio, un bacio solo e…poi…venga la morte!”
Questo ripeteva una sera l’ansimante Zulema, il primo amore dello Sceicco di Castellaneta.
Ma chi era Rodolfo Valentino? In realtà il vero nome dell’amatore di folle era Rodolfo Alfonso Raffaello Pierre Filibert Gugliemi; era nato il 6 maggio del 1895 a Castellaneta, in provincia di Taranto. La sua vita si rivelò presto avventurosa, ma non molto felice. Già da bambino, sognava “un amore pieno, senza esitazioni, senza dubbiezze – si legge nel libro – non sbocconcellato a poco a poco, ma subito goduto in tutta la veemenza bruciante della sua fiamma, pienamente goduto nell’incondizionata, spontanea offerta della donna amata”.
Il suo primo amore fu per una ragazza di diciassette anni, che morì presto colpita dal tifo. Seguiranno Bettina “che diede un sapore di gentilezza al romanzo clamoroso di Rudy, fornì l’unica nota di riposante dolcezza al divo, perseguitato dalla concupiscente folla delle donne ossessionate dai suoi occhi calamitanti”.
Maria, la dolcissima esile creatura amata a Castellaneta, che riamò a Venezia, dove Rodolfo imparò le arti di Casanova e il paludismo veneto impregnò il suo sangue pugliese. “É una febbre che porterà per sempre e che gli orienterà la vita verso il disordine, l’incostanza, la turbolenza”.
Fu proprio nel capoluogo veneto che il protagonista di “Sangue e Arena” imparerà ad essere un mimo dell’amore, a ballare e ad essere idolatrato da folle di donne.
ll Museo Rodolfo Valentino di Castellaneta farà conoscere al visitatore il giovane italiano dallo sguardo magnetico divenuto il primo autentico divo del cinema. Nell’’immaginario collettivo la sua figura appare indissolubilmente legata al mito del latin lover, in virtù anche della morte tragica e prematura che da semplice creatura dello schermo ne fece un fenomeno della storia del costume. I panelli esposti nella sala del Grande Amatore fanno riflettere sui molteplici aspetti della forza seduttiva del grande divo: le pose, gli sguardi, le movenze che lo vedono ora languido e nobile, gaucho, cosacco, sceicco, gentiluomo: questi i ruoli dei personaggi che lo impongono sullo schermo, consentendogli di scalzare i modelli maschili in auge e di conquistare il posto privilegiato del cuore del pubblico femminile. Nella seconda parte del museo, invece, avrà campo libero il Mito così come lo conosce il mondo intero, declinato attraverso i film da lui interpretati, la sua vita pubblica, un autentico culto nel quale la divinità centrale e indiscussa era il bel tenebroso latino, uno stereotipo in grado di ammaliare stuoli di ammiratrici, i rapporti con i colleghi, fatti di stima e invidia, e l’atto finale, il suo funerale, uno degli eventi di massa più importanti della storia del secolo appena trascorso. All’interno dei locali del museo, è esposto per la prima volta al pubblico il letto di Rodolfo Valentino utilizzato da ragazzino e quanto tornò a Castellaneta nel 1923, concesso dalla famiglia Maldarizzi alla Fondazione Rodolfo Valentino; inoltre sono esposte 35 locandine cinematografiche dei film interpretati da Rodolfo Valentino, patrimonio della Fondazione Rodolfo Valentino, oltre alla ricostruzione del set cinematografico del film “Il Figlio dello Sceicco” con parte della tenda utilizzata nel film. Il set fotografico “Foto nostalgia” è stato allestito per immortalare in una foto ricordo con gli abiti del mito.
Il museo resterà aperto nella giornata di San Valentino dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16 alle ore 20 e le coppie entreranno con un solo ticket.
Info: 099.8493192, 347.5493021, 338.6322981 e 327.0576528.
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Castellaneta (Taranto)
Museo Rodolfo Valentino
ore 10.00/12.00 e ore 16.00/20.00
ingresso a pagamento
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