Quartetto in do Maggiore K. 465 di Mozart eseguito dal quartetto d'archi della Fondazione
Classica e Lirica
Concerti
Un concerto, ma anche un racconto molto speciale, affidato a un autentico esperto. E’ questa la formula che la Fondazione Paolo Grassi sperimenterà sabato prossimo 17 marzo presso il proprio auditorium per presentare uno dei più grandi capolavori della storia della Musica, il Quartetto in do Maggiore K. 465 (Dissonanzen-Quartett) di Wolfgang Amadeus Mozart.
Protagonisti della serata il Quartetto d’Archi della Fondazione Paolo Grassi (Lucia Giannotti, Silvia Grasso – violini; Michela Carnevale – viola; Ludovica Rana – violoncello) e il noto scrittore, giornalista e musicologo Sandro Cappelletto, autore del romanzo pubblicato nel 2006 dal titolo "Mozart, la notte delle dissonanze". A partire dal romanzo e dal fascino particolare che la composizione mozartiana ha esercitato su generazioni di musicisti e ascoltatori, nasce il concerto-racconto, che sarà interpretato dagli archi del Quartetto e dalla voce narrante dello stesso Cappelletto.
L’idea del “concerto-racconto” non vuole essere una sovrapposizione di due formule, come ben chiarisce l’autore, che già aveva presentato il suo lavoro in altre occasioni subito dopo l’uscita del libro: “Credo che la musica si spieghi da sola parlando di se stessa che a sua volta ha la capacità di evocare immagini. Noi partiremo dalla notte della prima esecuzione di questo brano a casa di Mozart, che lo suonò lui stesso insieme a suo padre Leopold e a Haydn, altro compositore che ha dato molto alla musica quartettistica. Cercheremo di capire perché nel momento in cui scrisse il Quartetto K 465 senza alcuna commissione e nessun mecenate che pagava, scelse proprio di aprire con delle dissonanze così aspre: già quando il Quartetto venne pubblicato per la prima volta, molti pensarono che l'editore avesse sbagliato a stampare la partitura tanto l'inizio era inusitato, poi per lungo tempo il Quartetto K 465 non fu eseguito perché considerato esagerato e perfino la critica lo guardava con sospetto. Finché Adorno non sbottò dicendo che proprio quelle dissonanze "erano il primo emblema del coraggio dell'artista".
Vienna, la notte del 12 febbraio 1785. Siamo in casa Mozart, la bellissima "Figaro Haus", in uno dei momenti più felici della vita di Wolfgang Amadeus. Sono presenti il padre Leopold, che è venuto a trovarlo dopo due anni che non si vedevano, i baroni von Tinti giunti da Salisburgo e Haydn, che si accinge ad entrare nella massoneria. E Mozart dice: "Suoniamo questa musica nuova che ho scritto". Si tratta dei tre ultimi quartetti della serie dedicata ad Haydn, e tra questi anche il K 465 in do maggiore, quello che in seguito verrà definito "delle dissonanze" per i suoi suoni che urtano, la sua armonia che non si risolve mai e che prosegue oscura, inquieta, tanto che creerà sgomento tra i critici del tempo. Alla fine di questa serata Haydn dice a Leopold: "Vostro figlio è il più grande compositore che io conosca".
L'autore
Sandro Cappelletto: scrittore e giornalista, ha pubblicato la prima biografia critica dedicata al cantante Farinelli, "La voce perduta" (1995), una monografia su Beethoven (1980) e una analisi di Turandot (1989). Critico musicale di "La Stampa" e corrispondente per "Le Monde", è autore di programmi radiofonici, testi teatrali e libretti d'opera. E' membro del comitato artistico dell'Accademia filarmonica romana.
Sandro Cappelletto - voce narrante
Quartetto d’Archi della Fondazione Paolo Grassi
Lucia Giannotti, Silvia Grasso - violini
Michela Carnevale - viola
Ludovica Rana - violoncello
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Per informazioni: info@fondazionepaolograssi.it; tel. 080 4306763.
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Martina Franca (Taranto)
Auditorium Fondazione Paolo Grassi
via Metastasio 20
ore 19.00
ingresso libero
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