No’ jesse e no’ trase
Teatri e auditorium
“No’ jesse e no’ trase”, lunedì 16 e giovedì 19 aprile al S. Francesco de’ Geronimo
Niente paura, è solo fuori di testa!
Emanuele Mastrocinque porta a teatro una malattia rara, l’agorafobia. In una famiglia normale la scambiano come un capriccio. Fino a quando non intervengono dotti, medici e sapienti. Una figlia da maritare e un genero squattrinato. Risate garantite.
Materia delicata l’agorafobia, “paura della piazza”, in realtà timore di ambienti non familiari. Ma quando a metterci mano è Emanuele Mastrocinque, con il suo teatro dialettale, talvolta agrodolce, il divertimento è assicurato. Un paio di ore circa, per ridere e riflettere. Come accade in quel teatro al quale il commediografo tamburino ci ha abituato in oltre trent’anni di attività.
Lunedì 16 e giovedì 19 aprile, la Compagnia Terra Rossa porterà in scena al teatro S. Francesco de’ Geronimo “No’ jesse e no’ trase”, commedia in due atti scritta e diretta da Mastrocinque. “Sentirsi chiusi nello spazio” (“Te sinde achiùse ine a’ u’ larie”) diventa un problema quando questo dramma coglie alla sprovvista una famiglia normale. I congiunti più stretti e quelli acquisiti, pensano che Giuanne abbia solo qualche problema di crescita. Sia cioè in preda a inspiegabili raptus infantili, quasi volesse attirare su di sé la massima attenzione. Invece è agorafobia, malattia seria che, purtroppo, non viene identificata come tale. L’uomo così viene deriso dalla personale “curva sud” familiare: la moglie Federica, le figlie Eleonora, Immacolata e Annina, mariti, fidanzato, varie ed eventuali.
Non c’è verso di uscirne. E come se non bastasse, l’unica figlia non coniugata annuncia la sua intenzione di “convolare a giuste nozze”. Toccherebbe a Giuanne organizzare (e pagare) il tutto, se non ci fosse di mezzo l’imprevisto: un enorme litigio con la moglie Federica, che porterebbe anche a gesti inconsulti se all’ultimo momento non subentrasse quel residuo di ragionevolezza rimasto in zucca al protagonista. Casa dell’uomo diventa la corsia di una clinica, con neurologi, psicologi e professori che cercano di curare il malcapitato in mille modi, viaggi introspettivi compresi. A questo va aggiunto che il futuro genero, Attilio, non gode del sostegno finanziario di genitori completamente al verde che, per motivi evidenti, declinano ogni contributo alla causa (matrimoniale).
Interpreti (e personaggi): Cosimo Semeraro (Giuanne), Francesca Peluso (Federica), Valentina Cacciatore (Eleonora), Salvatore Ferrari (Attilio), Roberta Tamarro (Immacolata), Emanuele Mastrocinque (Cosimo), Rosaria D’Angelo (Annina), Mimmo Greco (Michele), Alex Giungato (Bonanno, il medico), Mariangela Lippo (Tata, la psicologa), Nico Montuori (Colacioppo, il professore), Giovanni Pugliese (Gilberto), Mina Blasi (Valentina), Angelo Albano (Romualdo), Adriano Massaro (Alberto). Direzione artistica di Giovanni Pugliese, in collaborazione con D & B Group, Cataldo Basile, Centro Scarpe, Di cotte e di crude, Cosimo Guarini.
Info, via Leopardi 60 Rione Tamburi (389.0252861).
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Taranto
teatro S. Francesco de’ Geronimo
ore 20.00
ingresso a pagamento
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