Babilonia
Teatri e auditorium
Giovedì 19 Aprile 2012, alle ore 21.00 presso il teatro Tommaso Traetta di Bitonto
DULCAMARATEATRO (Arezzo)presenta
BABILONIA
Ideazione scene e regia: Valentina Cidda
Assistente alla regia: Beniamino Brogi
in scena: Caterina Cidda, Matteo Fantoni, Alessio Mariottini, Mirco Sassoli, Agnese Verdelli
suoni: Stefano Santoni
luci: Marcello Lumaca
Tecnico luci: Giovanni Monzitta
Costumi: Ilaria Tenti
Un ringraziamento speciale a Alberto Spurio Pompili (Teatro Castiglion Fiorentino/Arezzo)
"Babilonia" è uno spettacolo diviso in infiniti frammenti, una quantità di scene esistenziali che si toccano, si sfuggono, si aggrovigliano.e tuttavia un' unità spaziosa, avvolgente, totalizzante. Spazi scenici, immagini, atmosfere, di sonorità oscillanti tra acustico ed elettronico, ora alienanti, ora apocalittiche, ora trasognate e cullanti, di psichedelici vortici luminosi dai toni glaciali, di un ammassarsi di suoni, di sguardi, di solitudini palpabili, di corpi spezzati...
Gli attori in babilonia non parlano.pensano.
Il linguaggio che percepiamo proviene dall'interno, da una dimensione che quotidianamente resta per noi inaccessibile.passa attraverso un pensiero che spesso si discosta con violenza da quella che sembra essere l'apparenza delle cose, il superficiale svolgersi e incatenarsi degli eventi. Ne deriva una tensione estetica nel quale i gesti fluiscono armonicamente singhiozzando sul fondo di uno lento, prolungato smarrimento. Pertanto, le voci dei personaggi provengono da dentro, da dietro, da sotto, "dalla parte di là". Sono voci registrate, filtrate, specchi sonori del groviglio di tutti i paradossi-filamenti della ragnatela in cui la vita smarrisce se stessa frammentandosi.
"L'abisso non ci divide. L'abisso non divide mai nulla. L'abisso circonda."
Questo pensiero che prende corpo dalla mente di uno dei personaggi è il perno intorno al quale ruota il senso dell'intera messa in scena: "Babilonia" è un immersione nel tempo eterno di Babele, oggi più che mai urlante, incarnato, vivente. L'accento è posto su di una nuova "dimensione spirituale della materia", su una sorta di interiorità che si rivela nella superficie delle cose, nella loro fisionomia, nel loro movimento singhiozzante, nella loro disposizione-indisposta alla vita. Sono i corpi, icone del nostro tempo, a parlare molto prima delle parole. Corpi umani, corpi frammentati, corpi tesi e protesi, confinati nel vuoto di una sospensione che resta irrisolta.
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Bitonto (Bari)
Teatro Tommaso Traetta
Largo Teatro, 17
botteghino ore 20.30, sipario ore 21.00
ingresso a pagamento
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