Mimmo Cavallo e Antonio Minelli. Come diventammo italiani
Teatri e auditorium
Mimmo Cavallo e Antonio Minelli venerdì 18 maggio al teatro Orfeo
Come diventammo italiani
Il cantautore con il suo gruppo musicale e l’attore-regista, portano in scena centocinquant’anni d’Italia. Lo spettacolo nasce dal libro «Terroni» del pugliese Pino Aprile.
Venerdì 18 maggio alle 21.00, Mimmo Cavallo, con il suo gruppo musicale, e Antonio Minelli, porteranno in scena al teatro Orfeo di Taranto, «Come diventammo italiani». Centocinquant’anni d’Italia attraverso accordi e uno spettacolo: un cantautore e un attore-regista: Cavallo e Minelli.
Il cantautore lizzanese, nella prima parte del suo tour aveva rappresentato uno spettacolo ispirato al libro «Terroni» del pugliese Pino Aprile. Adesso, l’artista di «Quando saremo fratelli uniti», nel suo nuovo percorso, fra il didattico e il canoro, sta condividendo il suo studio sull’unità d’Italia con Minelli, ideale compagno di viaggio: autore, regista, attore di «Confessioni di un settentrionale». Quest’ultimo ha una storia originale. Figlio di pugliesi, nasce a Genova, torna nella sua terra di origine. La studia, ne viene affascinato, ci resta a vita, al netto dei suoi impegni teatrali in giro per l’Italia.
Con Mimmo nasce subito una reciproca stima così da realizzare un lavoro a due voci, di più: corale. In realtà l’angolazione è la stessa, si tratta di meridionali prestati a esperienze diverse, da emigrati che a volte tornano, spesso anche sulla loro storia. Da «Quando saremo fratelli uniti» di Cavallo e «Confessioni di un settentrionale» di Minelli, dunque, sbuca lo spettacolo «Come diventammo italiani».
Oggi, più che mai, l’obiettivo del cantautore che in questi anni ha firmato anche successi per Zucchero, Mannoia, Morandi, Mia Martini, è quello di raccontare in musica la verità storica del Risorgimento, idea, si diceva, nata inizialmente dall’incontro con Pino Aprile, dopo un’attenta lettura del suo libro «Terroni».
Ed ecco che l’invisibile diventa visibile agli occhi di chi inizia a credere che, per stare in pace e in gloria, bisogna riscrivere la Storia di un pezzo dell’Italia che «deve ancora trovare un porto in cui approdare», viene detto nella rappresentazione. E la Storia si anima con il teatro del regista Antonio Minelli che accompagna lo spettatore nei sentieri della storiografia risorgimentale.
Si apre il sipario su un evento che si colloca nel rito collettivo dell’incontro tra il teatro e la società, dando vita ad una lezione-spettacolo che rompe il silenzio per far parlare, discutere e reagire. Fra le canzoni interpretate nello spettacolo, trovano spazio alcuni dei classici del repertorio di Mimmo Cavallo che ha spesso interpretato la «questione meridionale»: «Siamo meridionali», appunto, «Uh mammà!», «Giù le mani», mai così attuali.
INFO: Antonella Falcioni (3383242403)
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Taranto
Teatro Orfeo
Via Pitagora, 78
ore 21.00
ingresso a pagamento
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