Mi piace lavorare di Francesca Comencini con Nicoletta Braschi, Camille Dugay Comencini, durata 89 min. - Italia 2004.
Presentato (e vincente) nella sezione "panorama" del Festival del Cinema di Berlino, Mi piace lavorare nasce come progetto povero ed essenziale. Una sola attrice di rilievo, molti interpreti non professionisti, il circolo di parenti e amici della regista che si adoperano per la riuscita di una pellicola, che di fatto, è una delle migliori opere sociali degli ultimi anni e che squarcia il velo su uno dei più grandi problemi che affligge il moderno mercato del lavoro:il mobbing. I tempi de La classe operaia va in paradiso sono finiti, oggi è tempo di fusioni, budget, tuning: lo scenario scelto dalla Comencini è assolutamente asettico: un'azienda anonima, di cui non si conosce l'attività, il fatturato, lo scopo. Quella nella quale chiunque potrebbe lavorare e che, a causa di una fusione, vede il management radicalmente cambiato. Spesso le vittime non conoscono nemmeno il nome dei propri carnefici, il concetto di padrone viene sostituito da una sorta di grande fratello che controlla, dispone, organizza, muove uomini e donne a suo piacimento sullo scacchiere operativo alla ricerca del miglior profitto. È la giusta legge del libero mercato e vivaddio che sia così, ma, a volte, forse troppe volte, il meccanismo s'inceppa e quando questo succede le conseguenze sono gravissime e coinvolgono non solo il diretto interessato ma familiari, amici, parenti, amici. Nelle vene dei Comencini scorre il cinema:ciò si palesa non solo apprezzando il piglio asciutto e sicuro che la madre (forse pensando ai lavori del nonno) utilizza nel corso della storia, ma anche nella straordinaria performance della figlia che recita accanto alla Braschi con una naturalezza e convinzione che lasciano stupefatti.
I Web and You mette a confronto generazioni storicamente distanti, ridefinite con titoli cinematografici, quali quella dei G.B. Gioventù Bruciata e dei G.C.D. Giovani Carini e Disoccupati. La rassegna si gioca ancor di più fra lo spazio cineforum e quello laboratoriale, pensando all’abbattimento del digital divide generazionale, e, quindi ad un incontro tra piccolo e grande schermo, proprio come tra giovani e più attempati, che si sviluppa tra il medium cinema ed anche internet.
Su Bu.Vi.S.C. Tv, due utenti per gruppo generazionale vivranno uno confronto – scambio di memorie e esperienze di cinema, immagini di film sulla base di 5 tematiche: FAMIGLIA, LAVORO, COMUNICAZIONE, COMICITÀ AL CINEMA, RELIGIONE. Da questi temi si farà un apposito gioco di associazione di titoli e frame, un film matching, da cui trarre i 10 film della rassegna. Particolarità ulteriore sarà data dalla discussione post film certamente, sempre accompagnata da un responsabile di rassegna e da un mediatore sociale (partner ACLI Taranto), ma anche dai commenti e dalle critiche incrociate sempre esposte principalmente sul sito internet.
curatrice: Norma Turrisi
Web:
www.buvisc.it