Si chiude oggi, con la presentazione del cd "Introducing", primo titolo a proprio nome del fisarmonicista Vince Abbracciante, la prima edizione dell'OstuniMusicFest, contenitore di tre appuntamenti organizzato dall'associaxione Quarto Fittizio, strettamente legata alla Bumps Records, l'etichetta che ha prodotto l'album, e gli Assessorati alla Cultura e allo spettacolo dell'amministrazione comunale della Città Bianca.
L'esibizione dal vivo, che si terrà all'interno della Chiesa di San Vito Martire, meglio conosciuta come "Le Monacelle" (ore 21, ingresso libero), segue i primi due live, tenutisi all'anfiteatro di Santa Maria d'Agnano (sul palco il quintetto capitanato da Antonio Di Lorenzo, che ha ripercorso i passi di "Angels", il recente disco licenziato dalla già citata Bumps Records) e all'interno del Chiostro di palazzo comunale (protagonisti i Bumps, con un programma dedicato alle musiche da film).
Accanto al band leader Vince Abbraccante, l'ultimo concerto della rassegna prevede la presenza del contrabbasista Camillo Pace e del sassofonista Claudio Chiarelli. La versione di "Introducing" registata in studio, invece, può contare anche su una firma particolarmente prestigiosa come il bassista statunitense Juini Booth.
Introducing (Bumps Records, 2012)
«Sebbene questo sia il suo primo album da solista - scrive nelle note di copertina del lavoro discografico Sean J. O'Connell, critico musicale statunitense - il fisarmonicista Vince Abbracciante è già da tempo parte integrante della migliore scena musicale. Non ancora trentenne, ha lasciato il segno vincendo il prestigioso Premio Internazionale di Fisarmonica di Castelfidardo ancor prima di conseguire la patente di guida. Da allora, ha girato il mondo esibendosi in cinque continenti diversi in tutti i contesti immaginabili: dagli antichi anfiteatri ai soffocanti e bui scantinati. E dunque, forte di questa esperienza alle spallle, è pronto per il suo debutto da leader..Saggiamente, però, non lo fa da solo, ma circondandosi di una squadra di musicisti affidabili. Il veterano sassofonista Roberto Ottaviano contribuisce dalle prime fino alle ultime tenui note dell'album e, nel mezzo, si lancia in alcune feroci improvvisazioni. Il più giovane Fabrizio Scarafile, invece, offre il suo sax soprano per un paio di tracce: lo swingante "No or Yes" e "Nublu Bossa", un infuocato riarrangiamento di un classico di Kenny Dorham, plasmato in un omaggio al “padre spirituale”
dell'album, l'unico americano nel disco, il bassista Juini Booth. Proprio l'imperturbabile Booth ha iniziato la sua carriera in piena adolescenza, lavorando con leggende come Art Blakey, prima di andare ad accrescere la sua esperienza come membro della band di McCoy Tyner, così come pure nei Lifetime di Tony Williams (1970). Oltre a supportare il registro grave del range musicale, Booth contribuisce anche a un terzo delle composizioni dell'album tra cui il backbeat-pesante di "MDX", che contiene una seduzione turbolenta del vocalist Giuseppe Delre. L'altra voce del disco, Adriana Ciannella, fa il suo debutto discografico su "En Mi" e fonde perfettamente la sua voce con la fisarmonica di Abbracciante. E, alla base di tutto, c'è l'indispensabile batterista Antonio Di Lorenzo, che governa il ritmo sui suoi piatti swinganti. Naturalmente, tutto questo è a sostegno del protagonista principale di questo disco. Dal vibrante fragore di apertura dell'album "Visione" fino alla sua solitaria esplorazione sul delirante “Triss”, Abbracciante presenta un saggio delle sue capacità e possibilità, che solo alludono a ciò che verra' in futuro. Le sue doti di compostitore, combinate con le sue volate mozzafiato, si uniscono per formare un musicista completo. La sua maestria nell'orchestrazione è una meraviglia difficile da credere. E, dopo aver ascoltato Abbracciante per la prima volta, si avrà solo il rammarico di non averlo fatto prima».
OstuniMusicFest
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