da sabato 1 a domenica 30 settembre 2012
in mostra
La musica ritrovata
Arte e fotografia
La mostra “La musica ritrovata” ritorna a Brindisi. Dopo la tappa a San Vito dei Normanni, nella Chiesa di San Giovanni, l’esposizione di manoscritti musicali nell’area del Salento dal ‘600 all’800, presentata nell’ambito della XV edizione del Barocco Festival Leonardo Leo, torna nel capoluogo pugliese. Stessa location dell’inaugurazione, le sale espositive di Palazzo Granafei Nervegna.
“A motivare la decisione del Comune di Brindisi di riproporre l’evento, è stato il successo di pubblico e critica ottenuto dalla rassegna - afferma Maurizio Marinazzo, dirigente Beni Monumentali del Comune di Brindisi - A settembre riapriranno le scuole, abbiamo pensato di dare l’opportunità anche ai ragazzi di visitare una esposizione sicuramente degna di nota, inserendola all’interno di un circuito di mostre che avranno sede a Palazzo Granafei Nervegna. La mostra “La musica ritrovata” resterà aperta al pubblico dall’8 al 30 settembre, dalle 10:00-20:00. L’ingresso è gratuito”.
Il suggestivo percorso inteso a svelare uno spaccato di vita della nostra storia è stato presentato sabato 25 agosto a Palazzo Nervegna, con il musicologo Roberto Grisley e il direttoreartistico del Festival, il maestro Cosimo Prontera. Presentare al pubblico musiche rare e dimenticate è un’esperienza emozionante, altrettanto impagabileè scoprire che un manoscritto trascurato o dimenticato contenga musica di grande profondità, rimastanell’oblio per decenni. La mostra proposta dalla XV edizione del Barocco Festival Leonardo Leoconiuga la curiosità di indagare ambiti ancora inesplorati del repertorio di musica antica al piacere dellacondivisione. Tre le sezioni (Musica didattica, Musica sacra, Musica profana), 33 i manoscritti, mai prima d’ora esposti, provenienti da collezioni private, dall’Archivio di Stato di Brindisi e dalla Biblioteca Arcivescovile “Annibale De Leo” di Brindisi. Ad arricchire il percorso, una audio-guida che introduce ilvisitatore alla conoscenza di capolavori “ritrovati”. Il titolo della rassegna rinvia infatti alle circostanze in cui manoscritti sono giunti fin qui, fascicoli rinvenuti fortunosamente sulle bancarelle di mercatini antiquarisalentini, o dentro le coperte che rilegavano atti notarili, ma anche doni.Tra tutti, spiccano i tre manoscritti di Leonardo Leo conservati presso la civica biblioteca Giovanni XXIII diSan Vito dei Normanni: una raccolta di solfeggiamenti, il Miserere concertato a doppio coro e il drammasacro Dalla morte alla vita di Santa Maria Maddalena, acquisito lo scorso anno con una sottoscrizionepubblica. Un momento estremamente qualificante per la provincia brindisina, che si spera apra la strada anuove acquisizioni per il patrimonio musicale pugliese.Il ritrovamento e l’acquisizione del dramma sacro di Leonardo Leo “Dalla morte alla vita di S. MariaMaddalena” coincide con un’affascinante avventura. Cercando notizie su musiche di Puccini e autoripugliesi, Dinko Fabris, presidente della Società Internazionale di Musicologia, entra in contatto a Parigi conThierry Bodin, considerato il massimo esperto francese di autografi. È così che viene a sapere dell’enormepartitura in possesso dell’antiquario parigino, un oratorio in tre atti di Leonardo Leo, unica copia esistenteal mondo di un’opera ritenuta universalmente dispersa. Fabris segnala la scoperta al Centro Studi eDocumentazione Leonardo Leo, creato e diretto a San Vito dei Normanni dal M.O Cosimo Prontera. Durantel’edizione 2011 del Barocco Festival, viene indetta una sottoscrizione pubblica per raccogliere i fondinecessari all’acquisizione dell’opera. L’11 gennaio 2012, a San Vito dei Normanni, si è svolta la conferenzastampa di presentazione del manoscritto.Il Manoscritto autografo è testimonianza unica del lavoro compositivo di Leo, i cui interventi autografi sonoevidenti. Si presenta come un volume oblungo, in 4 di 200 carte, scritto in fronte retro. I piatti cartonatisono su carta marmorizzata, l’etichetta del titolo è posizionata sul piatto superiore. I piatti evidenziato unuso frequente, i dorsi mancano. Diverse note nell’ultimo atto hanno subito revisioni significative. Il fogliopresenta correzioni, cancellature e sovrapposizioni di parti cucite o incollate, riportanti la versione correttadella stesura.“L’unicità che ci ha rivelato il manoscritto - afferma il M.O Prontera - sta nell’averci mostrato un Leoumano, oserei dire. Mi spiego. Generalmente di fronte a pagine musicali del passato nasce un timorereverenziale nei confronti dell’autore. Si esegue tutto come è scritto. Il manoscritto che abbiamo era unacopia d’uso e in questo sta la bellezza. Leo avrà scritto l’opera con un copista al fianco. Tutto era comunicatoe accadeva in tempo reale, con sue correzioni ed indicazioni. Perciò ci sono righi pentagrammati aggiunti,fascette incollate che prolungano frasi, piuttosto che pagine completamente sbarrate e riscritte (interessantesarà capire il perché dei ripensamenti), o anche fogli bianchi incollati su pagine colme di musica. Un copistanon avrebbe mai creato errori così madornali di spazi, tra l’altro Napoli era fornita dei migliori copistiesistenti. Questo ci rivela l’umanità del grande maestro, inoltre ci dimostra che le composizioni come opere,oratori o di drammi sacri non erano delle composizioni “chiuse” ma erano “in progress” ossia capaci diessere adattate. In questa prima fase il manoscritto sarà nostro il che ci permetterà la primogenitura dellavoro, ma successivamente sarà di tutti, come di tutti è la letteratura di Vivaldi, di Händel o Bach”.
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da sabato 1 a domenica 30 settembre 2012
Brindisi
Palazzo Nervegna, via Duomo
dalle 10:00 alle 20:00
ingresso libero
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