Coltura per Cultura
L’associazione Formediterre, dopo il positivo riscontro ottenuto con “Baratti di Versi” tenutosi venerdì 21 Settembre, ripropone l’azione provocatoria del teatro–baratto portando in scena “Confessioni di un Settentrionale”, lezione-spettacolo sul Risorgimento Italiano.
- Da molto tempo, vivendo in Puglia, mi sono chiesto il perché dello sguardo interrogativo dei miei amici del nord alla notizia della mia scelta di vivere nel Meridione Italiano.
La percezione quindi, non di due Italie ma di una a Nord… e qualcos’altro al Sud. – dichiara Antonio Minelli, attore e regista genovese nonché direttore artistico dell’associazione, che da anni propone spettacoli sulla ricerca storica del Sud Italia.
- La particolarità che risulta evidente è che in qualunque epoca i “mediterranei” hanno spiccato in commercio, cultura, civiltà lasciando testimonianze al mondo intero pari a tutte le antiche e moderne civiltà del globo – prosegue Minelli - Qualcosa di terribile deve essere successo... dopo. Perché è proprio dall’Unità d’Italia che si scopre un sud indolente e inutile, incapace e bisognoso di assistenza. -
Ed è da queste considerazioni che nasce “Confessioni di un Settentrionale”, esposizione di una serie di documenti rigorosamente datati fra il 1840 e il 1890.
Lettere, scritti privati, poetiche e dichiarazioni parlamentari di personaggi che la storia ha consacrato come eroi e liberatori appartenenti ormai alla leggenda della nostra nazione.
Parole, immagini e video, da Cesare Abba al Conte di Cavour, da Ippolito Nievo, passando per D’Annunzio. Una serie di scritti in prosa, letteratura, lettere e diari, per raccontare desideri, emozioni e confessioni di uomini del nord che decisero la sorte dei popoli meridionali.
Un’esposizione storico – letteraria dalla “voce” stessa dei vincitori, che diedero inizio ad un processo sociale, nel meridione, che a distanza di 150 anni parrebbe portarsi a compimento.
Va chiarito l’intento dell’operazione che non vuole essere una restaurazione della monarchia precedente o condanna della monarchia successiva. Piuttosto la volontà di una chiarezza storica mirata a una vera unificazione, con la convinzione che un’Italia veramente unita potrebbe nuovamente portare quell’esempio di civiltà che il mondo ha apprezzato per secoli, o meglio, fino al 1861.
Ancora una volta prodotti della terra in cambio di un’azione puramente culturale. Continuando a ricercare l’incontro e lo scambio diretto col pubblico e continuando a denunciare le difficoltà di chi fa cultura senza essere politicamente allineato.
Il costo del biglietto? Pane, pasta, olio e verdure e quant'altro il pubblico riterrà idoneo per lo scambio culturale.
Dato l'allestimento nella stalla della masseria, il numero è limitato. Si consiglia pertanto di prenotare.
Informazioni:
segreteria@formediterre.it
+39 345 9744486
Web:
www.facebook.com/events/406...