Incontri Col Cinema Africano: proiezione di La Banda e Paradise Now
Cinema
La Banda
Una piccola banda musicale della polizia egiziana raggiunge un remoto villaggio in Israele, dopo essersi persa nella ricerca del luogo dove avrebbe dovuto esibirsi. Smarriti e spaesati, i musicisti vengono però accolti con inattesa ospitalità, nonostante le forti differenze culturali che li dividono.
Paradise now
Siamo a Nablus, in Palestina. Due amici da sempre, Khaled (Ali Suliman) e Saïd (Kais Nashef) trascorrono le loro giornate lavorando come meccanici in un garage della Riva Ovest. Suha (Lubna Azabal), figlia di un eroe della resistenza palestinese, torna a Nablus da Parigi e si reca subito al garage: tra lei e Saïd c'è più di un'amicizia, un sentimento non ancora dichiarato. Il padre di Saïd è stato ucciso quando il ragazzo aveva solo dieci anni, accusato di aver collaborato con gli israeliani e Saïd sente su di sé l'onta del disonore.
Una sera i due amici vengono avvicinati dal maestro di scuola Jamal (Amer Hlehel): sono stati scelti per un attacco kamikaze a Tel Aviv, per vendicare la morte di un palestinese ucciso dall'esercito israeliano. Nessuno deve saperne nulla, hanno solo poche ore di vita che trascorreranno con le famiglie. Dopo un rito di preparazione, avviene la vestizione, in cui l'esplosivo è legato intorno ai loro corpi. Qualcosa però va storto: i due amici si perdono di vista e Khaled, che viene richiamato al quartiere generale dell'Organizzazione dove la sua bomba è disinnescata, prima convinto della giustizia della missione, ora vuole convincere l'amico a vivere. Ma Saïd non si trova e forse è comunque troppo tardi.
Primo film che racconta le ultime 48 ore di vita di due palestinesi che sanno di dover morire, uccidendo a loro volta, Storia di un terrorista palestinese di Nablus che deve compiere la sua missione suicida a Tel Aviv. Il ritratto che emerge è quello di un uomo che sceglie di dare la vita per i suoi ideali e per il suo popolo. Rinuncia all'amore che sta nascendo con la bella Lubnza Azabal e all'affetto della sua famiglia per continuare la resistenza all'occupazione e per riscattarsi dall'onta di avere avuto un padre che ha collaborato con gli israeliani.
La narrazione del palestinese Hany Abu-Assad (Rana's Wedding) è avvincente e racconta le ultime 48 ore del kamikaze Said e del suo amico Khaled, nella loro "missione santa" verso la morte: i riti della preparazione fisica e spirituale al passaggio, la foto da guerriero che verrà poi affissa in città, il video per i fedeli e i famigliari.
Un film significativo che spiega, senza giudizi e senza retorica, il punto di vista di un martire omicida.
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Bari
Centro Interculturale Abusuan, Strada Vallisa 67/68
ore 20:00
ingresso a pagamento
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