Fabio Tolledi presenta il ibro Il Cantico dei cantici per lingua madre
Incontri culturali
Cantu de tutti li canti / cuntu de tutti gli cunti / vasame cu tutti li vasi de tutta la vucca toa… Si apre così “Il Cantico dei cantici per lingua madre”, riscrittura in neosalentino di uno dei testi più misteriosi e segreti della tradizione sapienziale del poeta e drammaturgo Fabio Tolledi, edita per i tipi Astràgali Edizioni, domani al centro del pomeriggio Biblioteca Comunale di Alezio, a partire dalle 18.30.
Presente nella Bibbia ebraica e cristiana, incessante canto d’amore dell’amata verso il suo amato, e dell’amato verso la sua amata, “canto assoluto di amore e di conoscenza”, il Cantico, in ebraico Shir hashirim, in latino Canticum canticorum, già nel nome dice il suo essere il più sublime di tutti i canti, il suo adagiarsi tra le nuvole. Come sottolinea proprio Fabio Tolledi nella postfazione al volume, “canto assoluto di amore e di conoscenza”.
Testo poetico composto tra il 1996 e il 1999, nella riscrittura del Cantico, come nella post fazione scrive lo stesso Tolledi, regista teatrale, direttore artistico di Astràgali Teatro e presidente del Centro Italiano dell’International Teatre Institute – Unesco, non è in gioco “il cesello rigoroso della traduzione filologica”, piuttosto la questione del divenire poetico, dove “la lettera respira nella multiforme sensualità dei suoni, né va dimenticato che questa è una scrittura per il teatro. Scrittura di corpi che suonano parole. Danza della poesia nella bellezza assoluta di sette corpi di giovani donne che promettono vita e piacere. Scrittura che fa sparire l’autore, sogno compiuto di suoni che in altri corpi risuona”.
Nel volume, alla riscrittura del Cantico, fa da prezioso contraltare la versione medievale in giudeo italiano Canto de li canti che è a Scelomò (presente nella scrittura originaria oltre che in trascrizione), la più antica versione giudeo-italiana dell’opera, quasi certamente di matrice meridionale, introdotta da una nota critica di Fabrizio Lelli, docente di lingua e letteratura ebraica presso l’Università del Salento. Scrive Lelli: “Ci sembra significativo far seguire alla resa del Cantico in neosalentino eseguita da Fabio Tolledi, la più antica versione giudeo-italiana dell’opera, composta ad uso familiare, che accompagnò ebrei di probabile provenienza pugliese nelle loro lunghe e tortuose peregrinazioni per la penisola”.
La serata si articolerà dunque in un dialogo tra Fabio Tolledi e Fabrizio Lelli, accompagnato dalla lettura del Cantico dei Cantici per lingua madre curata da Astràgali Teatro.
L’appuntamento è nell’ambito del ciclo di incontri “Le parole di un teatro”, intorno ai primi tre volumi che la neo nata casa editrice Astràgali Edizioni ha di recente pubblicato, promosso da Astràgali Teatro in collaborazione con Arci Tuglie, Bibliotecamica di Tuglie, Comune di Alezuio, Comune di Tuglie, Comune di Sannicola.
Tre volumi, per altrettante collane, al’interno di un progetto editoriale che, come si legge nelle note di presentazione, lungo nel solco di una trentennale esperienza di vita teatrale, intende “aprire lo sguardo alla contemporaneità, alle esperienze viventi che si agitano e agitano il nostro tempo. Muove da un’interrogazione costante che sappia percorrere i bordi tra le discipline artistiche e i saperi. Prestare attenzione ai luoghi lontani dai centri del potere, a quel sud del mondo che vive e resiste attraverso l’umanissimo strumento del lavoro intellettuale e della ricerca artistica”.
Prossimo appuntamento il 18 novembre, Biblioteca Comunale di Tuglie, alle 18.30, con Un teatro in Palestina, l’esperienza di Astràgali Teatro nei territori occupati.
|
Alezio (Lecce)
Biblioteca Comunale
ore 18:30
ingresso libero
|
| |
|
|
letto
244 volte