I Cosacchi Del Don diretti da Viktor Preobrazhensky
Teatri e auditorium
Anticamente tartari della steppa evalorosissimi guerrieri, i Cosacchi sono oggitre milioni sparsi in varie zone dellaRussia. I Cosacchi del Don ed il loro gruppoartistico Cossack Curen, fondato nel 1985 a Volgograd (ex Stalingrado), sono la massimaespressione professionale della culturacosacca, riconosciuta anche dallo Stato. E’l’amore nei confronti della propria cultura a guidare l’attività di ViktorPreobrazhensky, artista emerito della Federazione Russa e stimato direttoreartistico dal 1999 dell’Ensemble, e di Nonna Gepfner, giovane coreografa ditalento, che con lui conserva, ricostruisce, diffonde le danze di folklorecosacche. Le danze, recuperate dalle diverse tribù sparpagliate sul territoriorusso, vengono ri-allestite da Gepfner con dovizia di dettagli. Spinta dallaricerca della perfezione nell’esecuzione delle parti solistiche e dei momentid’insieme, la coreografa costruisce uno spettacolo indimenticabile composto da un susseguirsi di danze di guerra, scherzose miniature, tipiche quadriglie,spiritose sequenze di coppia ed impareggiabili momenti di gruppo.In abiti tradizionali il corpo di ballo è nettamente diviso in due compagini,maschile e femminile: la compagine maschile è fautrice di una danza irruente etravolgente, sovente ispirata ad azioni di guerra come ben evidenziano la danzaKhopyorsty che apre lo spettacolo, tipica dei Cosacchi della regione di Khoper, e la Danza di Tersa con il gioco dispade, proposta in chiusura, masostiene anche il gioco di coppia coneleganti maniere nelle meravigliosequadriglie. La compagine femminile,oscillando tra grazia e fierezza,non è da meno in fatto divirtuosismi, basti guardare laMazurca di Platov che apre ilsecondo tempo dello spettacolo.Qui, danzando in coppia, le donnevengono lanciate in aria dai loropartner prima di contraccambiarelo slancio e condurre gli uomini in vorticosi salti “avvitati”. Ma sarà la celebreKalinka, tipica delle regioni sul Mar Nero, ad infiammare il pubblico con i girimozzafiato delle donne, i saltelli in ginocchio, in punta dei piedi ed i rimbalzi inspaccata eseguiti dagli uomini. Un indimenticabile affresco dell’inestimabilepatrimonio culturale cosacco.
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Lecce
Teatro Politeama Greco
Via XXV Luglio,30
ore 20:45
ingresso a pagamento
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