Domenica 30 dicembre 2012
FestambienteSud Winter: Moni Ovadia canta Matteo Salvatore
Concerti
Teatri e auditorium
È stato presentato questa mattina, presso l’Università degli Studi di Foggia, il progetto “Prapatapumpapumpapà, padrone mio ti voglio arricchire” in cui Moni Ovadia canta Matteo Salvatore. Alla conferenza stampa sono intervenuti: Moni Ovadia, che con un contributo video ha raccontato il progetto, Giuliano Volpe (Presidente della Fondazione Apulia Felix e Rettore dell’Università degli Studi di Foggia), Stefano Pecorella (Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Gargano), Giovanni Granatiero (Assessore alla cultura del Comune di Monte Sant’Angelo) e Franco Salcuni (direttore di FestambienteSud).
Prapatapumpapumpapà, padrone mio ti voglio arricchire il nuovo spettacolo di Moni Ovadia con la mise en espace di Cosimo Damiano Damato sarà in anteprima a FestambienteSud Winter, la manifestazione invernale promossa da Legambiente, il 30 dicembre al Complesso delle Clarisse di Monte Sant’Angelo. Co-prodotto da Promo Music di Marcello Corvino e FestambienteSud con il sostegno di Fondazione Apulia Felix e Parco Nazionale del Gargano, è omaggio e un atto d’amore verso la straordinaria avventura poetica e musicale di Matteo Salvatore, uno dei padri della musica popolare del Sud.
Lo spettacolo prosegue il lavoro iniziato con la rappresentazione teatrale “Il Bene mio. La vita e le canzoni di Matteo Salvatore”, andato in scena il 10 febbraio 2012 al Teatro Petruzzelli di Bari, che vedeva sul palco oltre allo stesso Ovadia, anche uno struggente Lucio Dalla in una delle sue ultime apparizioni live in Italia. Il cantautore bolognese si innamorò del progetto: “L’anima del Sud impregnata le canzoni di Matteo Salvatore, un’autentica bandiera sociale, per il modo in cui ha condotto la propria esistenza. Un artista che ha conferito alla sua musica una forte funzione provocatoria di denuncia”.
Questa avventura teatrale dedicata a Salvatore continua il suo viaggio grazie a Ovadia, artista versatile e aperto a molteplici orizzonti culturali. Prapatapumpapumpapà racconta non solo la musica popolare e folk del cantore di Apricena ma anche la straordinaria vita da artista sregolato e naif. Il monologo scritto dal regista Cosimo Damiano Damato, Raffaele Nigro e dallo stesso Moni Ovadia ripercorre l’infanzia di Matteo, la povertà, i soprusi dei “padroni” e la vita di strada, tutta vita vissuta che poi ha ispirato le sue canzoni.
Pagine intense che narrano di un Sud magico e maledetto, ma anche straordinariamente puro nella sua bellezza. Mentore per il canovaccio è stato Renzo Arbore con i ricordi del suo lungo sodalizio umano ed artistico con il banditore garganico.
Moni Ovadia nelle vesti di narratore e cantante rievoca una favola che affonda nel nostro neorelismo e riscopre alcuni capolavori della musica tradizionale grazie alla rilettura originalissima della violinista e cantante H.E.R. e dalla sua band Famenera.
Fil rouge dello spettacolo sono proprio le canzoni di Salvatore da “Le chiacchere de lu paese”, simbolo di quella saggezza popolare in cui l’artista è cresciuto, si passa al tema dalla miseria, che Matteo conosce sin da bambino, cantata in “Pasta nera”. Fame nera e lotta per sopravvivere si ritrovano nelle parole de “Il Lamento dei mendicanti” ed ancora “Maccheroni”. Ma Salvatore non racconta solo la miseria, con un lirismo unico compone melodie dolcissime come “La notte è bella” e “La cometa” cantate con voce orientata ad un registro alto, ma mai sguaiata, anzi velata da una grazia di disperazione, una sfumatura dolce e dolente. Grazie ad Ovadia e ad H.E.R. nello spettacolo viene raccontata anche l’altra anima quella da banditore ironico e sarcastico che si ritrova nel testo “E’ proibito”, capace di darci un affresco autentico e vivo della cultura orale del dopoguerra.
Salvatore conquista con le ballate allegre, ma fu apprezzato anche dagli intellettuali grazie alle sue struggenti melodie di vita contadina e non c’è per lui miglior definizione di quella che gli diede Italo Calvino “Matteo Salvatore è l’unica fonte di cultura popolare in Italia”.
Prapatapumpapumpapà recupera attraverso il linguaggio del teatro-canzone anche la terra pugliese, simbolo delle più intime radici culturali e popolari.
Intenso il testo di “Padrone mio” che dà il titolo allo spettacolo, simbolo dell’impegno civile e sociale del cantastorie, un sentire che ritroviamo nel vissuto artistico di Ovadia, un grande incontro capace di sdogana la musica tradizionale per riconoscerle il suo statuto di cultura universale.
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Monte Sant'Angelo (Foggia)
Complesso delle Clarisse
ore 21:00
ingresso con prenotazione
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